Il decreto sulla saturazione virtuale della rete è arrivato al traguardo. Ma non è arrivato esattamente come era partito. Ecco come è cambiato
Il decreto sulla saturazione virtuale della rete elettrica è arrivato al traguardo, ma è cambiato profondamente. E non sempre come Arera sperava. A poco più di un mese dal parere con cui l’Autorità ha acceso il semaforo giallo sullo schema predisposto dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin ha firmato il provvedimento che detta le regole con cui Terna dovrà calcolare, pubblicare e aggiornare la capacità disponibile sulla rete elettrica per nuovi impianti rinnovabili e sistemi di accumulo. Il Mase ha recepito una parte significativa delle richieste di Arera, ma non tutte.
COME CAMBIA IL DECRETO SULLA SATURAZIONE VIRTUALE DELLA RETE
Il DM firmato l’8 settembre definisce un sistema molto più articolato della semplice pubblicazione trimestrale dei MW, introducendo: microzone, Offerta, stalli, sezioni, stazioni e Open Season. Nel parere 300/2026/I/eel del 6 agosto Arera aveva chiesto al MASE una serie di modifiche rispetto alla bozza iniziale formulata dal ministero. La prima richiesta era di rendere più stringenti e quantitativi i criteri per stabilire quando aggiungere sezioni o stazioni all’offerta di connessione. La seconda indicazione dell’Autorità era di garantire aggiornamenti almeno trimestrali. Infine, Arera suggeriva al ministero di evitare di caricare gli operatori di nuovi eccessivi oneri informativi.
LE REGOLE SULL’OFFERTA
Il nodo centrale del parere ARERA riguardava il modo in cui costruire l’Offerta. L’Autorità chiedeva parametri quantitativi espliciti per decidere quando ampliarla, per evitare che Terna avesse una discrezionalità troppo ampia nel decidere quando una sezione o una stazione dovesse essere aggiunta alla capacità messa a disposizione degli operatori. Al contrario, il decreto firmato ieri da Pichetto Fratin non fissa soglie numeriche, ma introduce le microzone della Rete di Trasmissione Nazionale, dove viene costruita l’offerta.
Il compito di individuare per ciascuna microzona la capacità massima accoglibile sarà affidato a Terna. In altre parole, il Ministero ha scelto di fissare l’architettura del sistema lasciando a Terna un certo margine tecnico nella sua applicazione. Una decisione che risponde all’esigenza di non ingessare la gestione della rete in un momento di rapidi cambiamenti. Il rovescio della medaglia, però, è che non esiste una formula automatica e immutabile per decidere se è possibile aumentare la capacità messa a disposizione degli operatori oppure no.
RETE DEVE ESSERE PRONTA A PIU’ RINNOVABILI
C’è poi una novità particolarmente significativa del testo definitivo. Per ogni microzona Terna dovrà stabilire la capacità massima di rete accoglibile garantendo una soglia complessiva pari ad almeno il 150% degli obiettivi al 2030 per impianti FER e accumuli, al netto della quota gestita dai distributori.
Una scelta che potrebbe avere un impatto importante sul mercato, poiché la capacità non viene più letta soltanto in termini di quanto la rete riesca ad accogliere oggi, ma anche in funzione degli obiettivi di sviluppo del sistema elettrico. Il principio è semplice: la rete deve prepararsi a più rinnovabili di quelle strettamente necessarie per raggiungere il target.
OK AGLI AGGIORNAMENTI TRIMESTRALI CHIESTI DA ARERA
Il decreto del Mase ha accolto interamente le richieste di Arera sugli aggiornamenti periodici. L’articolo 7 del DL Bollette aveva già stabilito che Terna dovesse aggiornare trimestralmente la capacità massima addizionale, tenendo conto dei titoli abilitativi, delle opere di rete, delle richieste di connessione e dell’entrata in esercizio degli impianti. Il decreto ministeriale trasforma questa previsione in un meccanismo operativo più ampio, la cosiddetta Open Season, gestita con cadenza almeno trimestrale attraverso il Portale Terna.
DALLA RICHIESTA ALLA MATURITA’ DEL PROGETTO
L’elemento forse più rivoluzionario del decreto sulla saturazione virtuale della rete è l’introduzione di un meccanismo pensato per legare progressivamente la capacità alla maturità effettiva dell’iniziativa. L’obiettivo è bocciare automaticamente i progetti che bloccano l’ingranaggio burocratico anche se non potrebbero mai arrivare all’autorizzazione, alla costruzione o all’esercizio. Basti pensare che le richieste di connessione alla rete di alta e altissima tensione hanno superato gli oltre 314 GW per le rinnovabili e i 289 GW per gli accumuli, secondo gli ultimi dati disponibili.
Il meccanismo è costruito su due momenti. Il primo è quello della scelta della soluzione nell’Open Season. L’operatore individua la soluzione di connessione e riceve un’attestazione iniziale che gli consente di avviare il procedimento autorizzativo. Il secondo arriva con il titolo abilitativo. Solo dopo aver ottenuto l’autorizzazione e averla comunicata a Terna, la riserva della capacità può trasformarsi nell’assegnazione definitiva. L’assegnazione segue quindi l’ordine cronologico delle comunicazioni dei titoli. Una differenza sostanziale rispetto al vecchio meccanismo, dove chi presentava prima l’istanza riceveva l’autorizzazione.
ARERA, LE NOVITA’ SUGLI ONERI INFORMATIVI
L’altro punto sollevato da Arera riguardava il rischio di creare nuovi oneri informativi per gli operatori. Il MASE ha scelto di concentrare il processo nel Portale Terna e utilizzare le informazioni già disponibili al gestore al fine di evitare che ogni operatore debba ricostruire continuamente informazioni che Terna possiede già. Tuttavia, gli obblighi non scompaiono. Infatti, l’operatore dovrà comunicare il titolo abilitativo quando il progetto raggiunge la fase decisiva.
“Il decreto si inserisce nel più ampio percorso di semplificazione e rafforzamento del sistema autorizzativo”. “Superiamo – spiega Pichetto – un modello che ha frenato lo sviluppo delle rinnovabili e introduciamo un meccanismo trasparente, dinamico e misurabile. La capacità di rete sarà pubblica, aggiornata trimestralmente e gestita secondo criteri oggettivi e non discriminatori”. “È una riforma strutturale – conclude il Ministro – che restituisce credibilità al sistema delle connessioni e offre maggiore certezza agli operatori pronti a investire in Italia”, ha commentato il ministro Pichetto Fratin.

