Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha spiegato che la Russia “in futuro potrà tornare ad esportare gas verso l’Europa occidentale, se queste forniture saranno vantaggiose, innanzitutto, e se sarà possibile riservare i volumi di gas necessari, poiché molti volumi sono già stati dirottati verso destinazioni alternative”
Si riaccende il dibattito politico sulle importazioni, italiane ed europee, di gas russo. Nei giorni scorsi il ministro dei Trasporti e vicepremier, in un incontro con imprenditori italiani presenti in Russia, ha parlato del possibile ritorno all’acquisto di gas russo, spiegando che, “quando il conflitto in Ucraina finirà, assolutamente sì. I numeri parlano da soli, basta guardare i costi attuali e quelli di due, tre, quattro o cinque anni fa”.
TAJANI: “L’OBIETTIVO È ESSERE SEMPRE PIÙ AUTONOMI”
“Quando finirà il conflitto, ci auguriamo tutti che si potranno ripristinare delle relazioni normali, anche con la Russia. Io sono sempre più per l’autonomia energetica del nostro Paese, sono per il nucleare. L’obiettivo è essere sempre più autonomi”, ha risposto il vicepremier e ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani a chi gli chiedeva di commentare le dichiarazioni del ministro Salvini, come riporta SkyTG24 .
PESKOV: “IN FUTURO POTREMO TORNARE A ESPORTARE GAS VERSO L’EUROPA OCCIDENTALE”
È giunta poi una dichiarazione direttamente da Mosca: il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha spiegato infatti che la Russia “in futuro potrà tornare ad esportare gas verso l’Europa occidentale, se queste forniture saranno vantaggiose, innanzitutto, e se sarà possibile riservare i volumi di gas necessari, poiché molti volumi sono già stati dirottati verso destinazioni alternative”.
I DATI DEL CREA SULLE IMPORTAZIONI DI GAS RUSSO
Secondo gli ultimi dati disponibili del CREA, relativi ad agosto 2026, l’Unione Europea continua a importare gas russo, sia tramite gasdotto sia sotto forma di GNL. Il dato più significativo dell’ultimo mese è il crollo del 46% delle importazioni europee di GNL russo rispetto a luglio, che secondo CREA ha portato i volumi al livello mensile più basso dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina. Nonostante il calo, l’UE è rimasta il principale mercato mondiale per il GNL russo, assorbendo circa il 49% delle esportazioni russe di GNL ad agosto.
Il dato CREA evidenzia quindi una progressiva riduzione della dipendenza europea dal gas russo, ma non una sua eliminazione. Il GNL russo continua ad avere un peso significativo, mentre il gas via gasdotto è ormai concentrato soprattutto sul corridoio TurkStream/Balkan Stream, con Ungheria e Slovacchia particolarmente esposte.
IL BANDO DELL’UNIONE EUROPEA SUL GAS RUSSO
Ad oggi un qualsiasi Paese europeo può ancora acquistare gas dalla Russia. Il bando, infatti, scatterà dal 1° gennaio 2027 per il gas via nave e dal 1° novembre 2027 per il gas via tubo.
I PAESI EUROPEI CHE ACQUISTANO PIÙ COMBUSTIBILE DA MOSCA
Come dimostrano i dati del Centre for Research on Energy and Clean Air (CREA), nell’ultimo anno un miliardo di euro di soldi europei è finito in media nelle casse russe. A versare la maggior parte dei soldi europei nelle casse di Mosca quest’anno non è stata l’Italia, ma la Francia, la Spagna e il Belgio, che hanno comprato rispettivamente 2,30; 1,6 e 1,5 miliardi di euro di gas russo
Per quanto riguarda Italia, invece, il nostro Paese dipende per il 96% dal gas importato, che proviene in particolare da Paesi come Algeria (37%), Stati Uniti (18%), Azerbaigian (16%), Norvegia (12%) e Qatar (9%).

