Addio al taglio delle accise sul gasolio dal 5 ottobre e pressing dell’Ue per ridurre i consumi elettrici in vista dell’inverno. Dalla corsa europea agli stoccaggi di gas alle misure in manovra, la risposta del governo italiano spiegata dal ministro Pichetto Fratin
NO ALLA PROROGA DELLO SCONTO
Il ministro dell’Ambiente ha chiarito la posizione dell’esecutivo al termine di una serie di proroghe fiscali sui carburanti. Alla domanda diretta sulla scadenza del taglio al 5 ottobre, Pichetto Fratin ha risposto: «No, il taglio delle accise si dovrebbe chiudere lì. Resterà l’accisa mobile che ha comunque un buon impatto. Ma confido che altre compagnie petrolifere seguano l’esempio di Eni e Socar» evidenziando le difficoltà di un’ingerenza diretta da parte dello Stato: «Siamo in un libero mercato, è difficile imporre un tetto. Ma per questo l’iniziativa di Eni e della Socar proprietaria di Ip è lodevole».
GARA SUGLI STOCCAGGI E RISCHIO IMPATTO GERMANIA
In vista della stagione invernale, il titolare dell’Ambiente ha confermato che il sistema energetico italiano ha raggiunto l’obiettivo prefissato di contratti per stoccaggi di gas oltre il 90%, attestandosi all’85% di immissione, un livello considerato «una garanzia». Tuttavia, Pichetto Fratin ha espresso forte preoccupazione per la concorrenza europea sul gas naturale: «la forte domanda di gas di altri Paesi con poche scorte, come la Germania, rischia un effetto pesante sul prezzo del gas con ripercussioni soprattutto sulle grandi aziende gasivore e un ribaltamento sul prezzo dell’energia». Il tema delle scorte di gas e della sicurezza degli stoccaggi nazionali è ormai centrale: per analizzare le prospettive di approvvigionamento e raffinazione, giovedì 8 ottobre lo stesso Pichetto Fratin e il ministro delle Imprese Adolfo Urso incontreranno i rappresentanti delle società della raffinazione.
MANOVRA, CONTO TERMICO E POTENZA RINNOVABILE
Nell’ambito del cantiere aperto per la manovra economica, l’esecutivo sta valutando assieme al Ministero dell’Economia e delle Finanze possibili interventi per famiglie e imprese. Poiché lo scostamento di bilancio concesso dalla Commissione Europea può finanziare esclusivamente gli investimenti per la transizione energetica e non i sostegni diretti, il governo orienterà le risorse su strumenti strutturali: «Per le imprese potremmo pensare a misure per favorire investimenti nelle energie rinnovabili. Ma penso anche a interventi per i fabbricati, pubblici e privati. E sicuramente tornerà il conto termico, già lo abbiamo fatto ed è andato molto bene». Sul fronte del potenziamento delle fonti pulite, Pichetto Fratin ha sottolineato l’andamento del settore: «Siamo al di sopra degli obiettivi, ci auguriamo di arrivare ad autorizzare 80 gigawatt di potenza aggiuntiva già entro fine legislatura. Ma non deve bastarci, possiamo e dobbiamo fare di più».

