Dopo Eni e Ip, anche Q8 introduce il price cap sui carburanti per 30 giorni. Ecco i prezzi massimi, dove e quanto si può risparmiare sul pieno di benzina e diesel
Il pressing del Governo convince anche Q8 Italia ad applicare un tetto ai prezzi di benzina e gasolio. La compagnia ha annunciato ufficialmente che introdurrà un price cap su benzina e gasolio, sulla falsariga di quanto fatto da Eni e Ip. Quanto sono i distributori che applicano il tetto ai prezzi? Quanto potranno risparmiare gli automobilisti?
TUTTO SUL TETTO AI PREZZI DI Q8
Q8 Italia cede alla moral suasion di Palazzo Chigi e Mimit. La compagnia ha comunicato questa mattina che adotterà il tetto massimo sui prezzi dei carburanti per un periodo di 30 giorni a partire dal 1° ottobre. L’obiettivo dichiarato è generare benefici tangibili per le tasche degli automobilisti. Il gruppo ha specificato che per tutelare i propri gestori e la sostenibilità della filiera procederà con un approccio “modulare”, calibrato sulle diverse realtà distributive dell’azienda.
Un segnale importante di attenzione alle famiglie italiane, secondo la premier, Giorgia Meloni. “Ringrazio il Kuwait e il gruppo che controlla gli impianti Q8 in Italia per aver accolto l’appello del Governo italiano rivolto alle società energetiche al fine di calmierare il prezzo dei carburanti. Dopo la scelta di Eni e Socar, oggi da Q8 arriva un altro importante segnale di attenzione alle famiglie italiane”, ha commentato il presidente del Consiglio.
PREZZI, QUANTO RISPARMIERANNO GLI AUTOMOBILISTI?
Il passo avanti di Q8 fa seguito alla mossa di Eni e Ip dei giorni scorsi. La misura avviata dalle prime due compagnie ha fissato un prezzo massimo di 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 euro per il gasolio in modalità self service. Un pacchetto pensato per durare un mese, ma con la possibilità di un prolungamento fino al 31 dicembre. Applicati alle medie nazionali, questi tetti si traducono in un risparmio teorico di circa 17 centesimi al litro per chi fa rifornimento in città e fino a quasi 23 centesimi in autostrada, dove nei giorni scorsi la verde sfiorava i 2,21 euro e il diesel toccava vette di 2,42 euro al litro.
Intanto, sui mercati energetici il greggio Brent continua a viaggiare su quotazioni altissime, vicine ai 100 dollari al barile. Inoltre, le raffinerie spingono per ottenere agevolazioni che permettano di incrementare la produzione.
QUANTI SONO I DISTRIBUTORI COINVOLTI?
Con l’ingresso ufficiale di Q8, la mappa dei distributori che applicano il price cap si allarga considerevolmente. Inizialmente, la fase degli sconti era limitata alle oltre 3.500 stazioni di servizio di Eni (con più del 90% dei punti vendita che si era già adeguato nei primi giorni) e alle prime 600 di Ip/Socar, per un totale di oltre 4.100 distributori a prezzo bloccato.
Ora, con l’adesione di Q8, si sommano all’elenco altri 2.888 punti vendita diffusi su tutto il territorio nazionale, la terza rete in Italia per diffusione. Quindi, complessivamente la copertura potenziale della misura supera le 7.000 stazioni di servizio.
I PREZZI DEI CARBURANTI SCENDONO, MA NON BASTA PER I CONSUMATORI
Il tetto ai prezzi dei carburanti inizia a dare i primi frutti. Secondo le rilevazioni dell’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), oggi il prezzo medio dei carburanti in modalità self-service lungo la rete stradale nazionale è sceso a 2,126 €/l per la benzina e 2,335 €/l per il gasolio. Sulla rete autostradale i valori medi si attestano a 2,180 €/l per la verde e 2,383 €/l per il diesel.
L’”effetto Eni-Ip” inizia a mostrare risultati percepibili anche visivamente, ha commentato il presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, Massimiliano Dona. Infatti, secondo lo studio dell’associazione, in soli due giorni i ribassi autostradali hanno toccato i 7,6 centesimi al litro per il gasolio (-3,80 euro per un pieno da 50 litri) e i 7,4 centesimi per la benzina (-3,70 euro a rifornimento). A livello regionale si evidenziano forti difformità: Friuli Venezia Giulia e Bolzano registrano i cali più netti (rispettivamente fino a -6,6 e -6,3 centesimi al litro sul diesel), mentre la Campania veste la maglia nera con flessioni contenute nell’ordine di appena 2 centesimi. Nonostante i timidi segnali di flessione, la posizione dei consumatori rimane cauta. L’associazione chiede infatti al Governo un taglio strutturale delle accise per restituire agli automobilisti l’extragettito IVA accumulato dallo Stato durante i mesi di rincari.

