Un tetto ai prezzi di luce e gas, insieme a nuove misure fiscali e almeno 8 miliardi per l’adeguamento dei prezzi nei lavori pubblici. È la ricetta indicata da Durigon per abbassare le bollette
Concordare con i giganti dell’energia un tetto anche sulle bollette. È una delle priorità che il Governo dovrà affrontare nei prossimi giorni, secondo il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon. Nell’intervista rilasciata al Corriere della Sera il vicesegretario della Lega sottolinea che la vera partita della prossima legge di Bilancio si gioca sul recupero del potere d’acquisto, mentre l’inflazione continua a mordere i bilanci di famiglie e imprese.
LA SVOLTA ENERGETICA: IL PRICE CAP SULLE BOLLETTE
Un price cap sulle bollette. È la misura messa sul tavolo da Claudio Durigon, sottosegretario al Lavoro e vicesegretario della Lega, nell’intervista rilasciata a Il Corriere della Sera. La ricetta proposta dal leghista per contrastare le nuove fiammate dei costi energetici non passa soltanto da sussidi o bonus temporanei a carico del bilancio pubblico, ma da un vero e proprio calmiere sui prezzi.
“Serve una manovra di buon senso. La priorità resta restituire risorse ai cittadini. Sulle bollette di luce e gas sarà determinante concordare con le maggiori società interventi per mettere un tetto ai prezzi, come è avvenuto per i carburanti” precisa Durigon nell’intervista rilasciata al quotidiano. L’idea è replicare il modello di concertazione già adottato per il settore dei carburanti, chiamando i colossi dell’energia a un patto di responsabilità. Una mossa ad alto impatto politico ed economico che punta a contenere le speculazioni all’origine e a stabilizzare le tariffe per utenze domestiche e industriali. L’esempio arriva dalla vendita e distribuzione dei carburanti, che da giorni ha imposto misure per contenere i prezzi di benzina e diesel.
IL PIANO CONTRO IL CARO PREZZI
Il tetto alle bollette si inserisce in un pacchetto più ampio di interventi volti a contrastare l’erosione degli stipendi e a sostenere la crescita. Durigon propone anche di stanziare almeno 8 miliardi di euro per l’adeguamento dei prezzi nei lavori pubblici. Un’iniezione di liquidità considerata indispensabile per evitare il blocco delle opere e il conseguente ricorso massiccio agli ammortizzatori sociali.
Per contrastare gli effetti dell’inflazione sui portafogli di imprese e famiglie, il sottosegretario al Lavoro propone anche l’estensione del taglio strutturale del cuneo fiscale, detassazione dei rinnovi contrattuali e introduzione di una start tax al 5% sugli incrementi retributivi per i giovani. Durigon suggerisce anche una riforma delle uscite con la proposta di pensione a 64 anni (con ricalcolo contributivo o tramite staffetta generazionale) per favorire il ricambio occupazionale con i giovani.
LA SFIDA CON L’UE
Per realizzare questo pacchetto di misure, l’esecutivo confida sulla flessibilità richiesta alla Commissione Europea in virtù delle dinamiche inflazionistiche impreviste. Se la prudenza di bilancio resta il vincolo formale, la tentazione di mettere tetto al carobollette rappresenta la vera carta politica da spendere nei prossimi mesi per dare respiro al tessuto sociale del Paese.

