La guerra degli sconti sulle bollette alimenta la corsa alle offerte e moltiplica le chiamate commerciali. Tra spoofing, sub-agenti e dati ceduti a terzi, difendersi diventa sempre più difficile
La “guerra del kWh scontato” ha reso la giungla di telemarketing e call center pirata sempre più fitta e incontrollabile. Il passaggio definitivo al mercato libero, combinato con la psicosi del caro-bollette e la rincorsa dei fornitori ad accaparrarsi fette di mercato tramite maxi-promozioni, ha spalancato le porte a una rete intricata di agenzie d’intermediazione.
LA GIUNGLA DEI CALL CENTER E LA GUERRA DEGLI SCONTI
Il meccanismo è noto ma negli ultimi giorni ha raggiunto livelli di aggressività mai visti prima, come segnalano diversi utenti sui social. I call center chiamano millantando fantomatici “tagli del 50% autorizzati da Arera”, paventano imminenti blocchi del contatore o modifiche unilaterali mai deliberate. A muovere le fila di questo Far West non sono quasi mai i grandi brand in prima persona, ma una galassia subappaltata di sub-agenti e call center outbound, spesso situati fuori dai confini nazionali, che operano sul limite della legalità (e molte volte ben oltre).
LO SFOGO SUI SOCIAL CONTRO L’INVASIONE TELEFONICA
Negli ultimi giorni si sono moltiplicate le chiamate di operatori aggressivi, spesso arroganti, che aggirano le domande sulla provenienza dei dati e riagganciano al primo cenno di scetticismo. L’esasperazione ha travalicato i confini dei forum di consumatori arrivando dritta sui feed di X, LinkedIn e Instagram. Le timeline sono inondate da screenshot di registri chiamate che sembrano bollettini di guerra.
“Dieci chiamate da stamattina, tutte per propormi ‘un risparmio garantito sulla luce’. Ma chi garantisce il rispetto della nostra vita privata?”, scrive amareggiato un noto conduttore TV. Gli fa eco un celebre giornalista economico: “Iscritti al Registro delle Opposizioni da mesi, ma il telefono squilla due volte l’ora con numeri palesemente falsificati. È la sconfitta della tutela dei dati”.
IL NODO RPO E L’ILLUSIONE DEI NUMERI MASCHERATI
Ma come è possibile che tutto questo accada nonostante gli strumenti di tutela esistenti? I numeri raccontano una realtà complessa. Ad oggi si contano oltre 3,5 – 4 milioni di utenti iscritti al Registro Pubblico delle Opposizioni (RPO), soprattutto dopo l’estensione ai numeri di cellulare. Eppure, le stime indicano che circa il 50% di tutte le chiamate moleste e delle segnalazioni inviate al Garante Privacy o all’AGCOM riguarda proprio le offerte di luce e gas.
Il vero punto debole risiede nelle architetture di rete e nelle tecniche di evasione normativa. La più utilizzata è lo Spoofing telefonico. I call center pirata utilizzano software in grado di manipolare l’ID del chiamante, facendo comparire sui display numeri geografici italiani fittizi o appartenenti a operatori infrastrutturali totalmente estranei alla vendita diretta. Federica Tortora, Specialista per l’Innovazione di Intesa Sanpaolo, punta il dito contro Retelit Digital Services, uno dei maggiori vettori wholesale. “Sono 18 le telefonate che ho ricevuto solo stamattina dai call center. Metto in chiaro tutti questi numeri perché sono assegnati ad un unico provider: Retelit Digital Services Spa. Ricordate bene questo nome: questa società appartiene al gruppo Retelit e sono un vero stalking quotidiano. Ho bloccato tutti i numeri, ma hanno centralini con numerazioni infinite. Ho superato gli 800 numeri bloccati”, scrive Tortora su Linkedin, chiedendo consigli per “difenderci da questa aggressione sociale”.
Lo Spoofing non è la sola insidia per i consumatori. Bastano un click disattento su un concorso online o un’accettazione frettolosa dei cookie su un sito terzo per cedere i propri contatti a decine di partner commerciali e scatenare una reazione a catena che vanifica l’iscrizione all’RPO.
DECRETO BOLLETTE E STRETTA AGCOM: BASTERANNO LE NUOVE REGOLE?
Le istituzioni hanno provato a correre ai ripari con l’adozione delle ultime misure contenute nel Decreto Bollette e le nuove delibere AGCOM. Tra le novità introdotte figurano l’obbligo di identificazione univoca dei numeri chiamanti, la possibilità di bloccare il traffico a monte da parte dei carrier, l’introduzione di strumenti rapidi di recesso online e la possibilità per le autorità di erogare sanzioni milionarie spostando l’onere della prova sui venditori. Tuttavia, tra il quadro normativo sulla carta e l’applicazione pratica c’è di mezzo un oceano di triangolazioni estere e centralini virtuali.

