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Bollette, contratti idroelettrici e sblocco Fer: Ecco la strategia del Mase

Offerte sottozero fino al 9,6% sul mercato spot, ma stop ai prezzi negativi su bilanciamento e dispacciamento. Al vaglio i contratti a due vie per le concessioni idriche, mentre a dicembre parte l’asta del nuovo FerX per 37 GW. Le parole del ministro Pichetto

Dalla gestione delle offerte a prezzo negativo sulla Borsa elettrica all’estensione dei contratti per differenza a due vie per le concessioni idroelettriche, fino alla messa a terra di oltre 37 gigawatt di nuova capacità rinnovabile con cui affrancare il costo dell’elettricità dalle quotazioni del gas naturale. Nel corso del Question Time al Senato, il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin ha delineato le direttrici operative con cui l’esecutivo intende governare la transizione del mercato elettrico e abbattere strutturalmente le bollette di famiglie e imprese.

I PREZZI NEGATIVI SULLA BORSA ELETTRICA: IL GAP CON L’EUROPA

La prima questione affrontata ha riguardato l’introduzione dei prezzi negativi nel mercato elettrico nazionale. Rispondendo all’interrogazione del senatore Nicita, il Mase ha chiarito che nel Mercato del Giorno Prima (MGP) e nel Mercato Infragiornaliero (MI) gli operatori hanno già la facoltà di presentare offerte a prezzo negativo, muovendosi entro limiti tecnici minimi e massimi prestabiliti in linea con le direttive dell’Unione Europea. A confermarlo sono i dati relativi al primo semestre del 2026, che certificano la presenza effettiva di volumi offerti in vendita a valori sottozero su entrambe le piattaforme: la quota è risultata più marcata sul mercato del giorno prima, dove ha toccato il 9,6%, mentre si è attestata su livelli più contenuti (2,5%) sul mercato infragiornaliero.

Il ministro ha tuttavia precisato che la facoltà di formulare offerte negative “non implica automaticamente la chiusura del prezzo finale sotto lo zero”: il valore di equilibrio scaturisce dall’intersezione tra domanda e offerta secondo le regole di mercato, tenendo conto dei limiti fisici di transito tra le diverse zone di rete. Il persistente differenziale di costo tra l’Italia e gli altri mercati europei, ha evidenziato il ministro, resta invece legato alla marginalità della generazione termoelettrica a gas, che continua a fissare il prezzo all’ingrosso nella maggior parte delle ore della giornata.

NO AI PREZZI SOTTOZERO SU BILANCIAMENTO E DISPACCIAMENTO PER DIFENDERE LA RETE

Diverso è il regime che regola i mercati a valle. Per il mercato per il bilanciamento (MB) e per il mercato dei servizi di dispacciamento (MSD), il Testo integrato vieta espressamente che i prezzi unitari indicati nelle offerte scendano sotto lo zero. La deroga è giustificata dalla natura stessa di queste piattaforme, caratterizzate da una minore pressione concorrenziale e deputate non alla compravendita commerciale dell’energia, ma a garantire la sicurezza del sistema elettrico e il costante pareggio tra immissioni e prelievi. Secondo le valutazioni di Pichetto, consentire valori negativi su questi mercati “potrebbe alterare le strategie di offerta degli operatori”, traducendosi nel concreto pericolo di un aumento dei costi complessivi a carico del sistema elettrico. Per superare la dipendenza dalle fossili, la risposta indicata punta sulla crescita delle fonti pulite, sullo sviluppo degli stoccaggi e su meccanismi di sostegno capaci di favorire il disaccoppiamento di fatto tra il chilowattora elettrico e il gas.

CONCESSIONI IDROELETTRICHE E CONTRATTI A DUE VIE: IL DOSSIER AL VAGLIO DEL MASE

La seconda interrogazione, illustrata dal senatore Carlo Calenda, ha acceso i riflettori sul rinnovo delle concessioni per le grandi derivazioni idroelettriche e sull’ipotesi di abbinarvi strumenti di stabilizzazione economica come i contratti per differenza (CfD) a due vie. Pichetto ha confermato che l’introduzione di strumenti di stabilizzazione dei ricavi e dei prezzi nell’ambito del regime concessorio idroelettrico è attualmente oggetto di approfondimento tecnico da parte delle amministrazioni competenti.

L’istruttoria in corso sta valutando la compatibilità di questi meccanismi con l’evoluzione del quadro normativo e giurisprudenziale europeo, con le esigenze di sicurezza degli approvvigionamenti, con la sostenibilità dei piani di investimento e con il corretto funzionamento delle dinamiche di mercato.

VIGILANZA REMIT E POTERI ARERA CONTRO LE CONDOTTE ABUSIVE

Nel medesimo ambito, il ministro ha ribadito la centralità della disciplina comunitaria REMIT per preservare un mercato integro ed equo, distinguendo le normali oscillazioni dei prezzi da comportamenti speculativi. In attuazione del regolamento europeo, l’articolo 6, comma 1, del decreto-legge bollette ha rafforzato gli strumenti di vigilanza per favorire il trasferimento nei listini dei reali costi di produzione. La norma ha assegnato poteri aggiuntivi ad Arera per prevenire condotte di trattenimento economico della capacità produttiva da parte degli operatori e per intercettare tempestivamente eventuali pratiche abusive sui mercati all’ingrosso.

MISURE CONGIUNTURALI: LIQUIDITÀ DEL GAS DAL 2027 E SCONTI PER IL TERMOELETTRICO

Sul versante delle iniziative contro i rincari, il ministro ha poi tracciato il quadro delle azioni di breve e lungo periodo. Sul piano congiunturale, il decreto-legge n. 21 del 2026 ha introdotto misure mirate a contenere il costo di elettricità e metano. Tra queste figura il servizio di liquidità del gas, la cui entrata in vigore è fissata al 1° gennaio 2027. Inoltre, si trova nelle battute finali di definizione con la Commissione europea il meccanismo per ridurre il prezzo del gas impiegato nella generazione termoelettrica, un intervento concepito per raffreddare a monte la formazione del prezzo dell’elettricità.

IL PIANO STRUTTURALE SULLE RINNOVABILI: IL NUOVO FERX DA 37 GW E IL MACSE

La strategia di medio-lungo termine si concentra invece sullo sviluppo della capacità produttiva a zero emissioni, ha detto Pichetto. Il meccanismo transitorio del FERX ha già consentito l’assegnazione di circa 10 gigawatt (GW) di nuova potenza rinnovabile, mentre a dicembre 2026 prenderà il via la prima asta del FERX a regime, destinato a sostenere complessivamente ulteriori 37,15 GW di impianti.

Il mosaico strutturale comprende inoltre il meccanismo MACSE, dedicato allo sviluppo dei sistemi di accumulo su larga scala, la misura Energy Release – che interessa oltre 3.000 aziende a forte consumo di energia – e le iniziative a sostegno dei contratti di acquisto di energia rinnovabile a lungo termine (PPA), concepiti per blindare la stabilità dei prezzi per i comparti produttivi.

SEMPLIFICAZIONI AUTORIZZATIVE: DAL TESTO UNICO ALLO SPORTELLO GSE

A supporto della diffusione degli impianti, Pichetto ha infine richiamato le riforme procedurali già introdotte per abbattere i tempi di autorizzazione. Tra i passaggi chiave figurano l’adozione del Testo Unico sulle Fonti Energetiche Rinnovabili, l’operatività dello Sportello Unico per le Energie Rinnovabili istituito presso il GSE e i provvedimenti diretti a superare il fenomeno della saturazione virtuale della rete. Il ministero ha concluso confermando che proseguono le interlocuzioni con Regioni e Comuni per individuare ulteriori miglioramenti procedurali, con l’obiettivo di accelerare la costruzione degli impianti senza gravare le imprese di nuovi oneri burocratici e consolidare un sistema energetico basato su fonti rinnovabili, autoproduzione e approvvigionamenti stabili a lungo termine.

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