A settembre le tariffe aeree sono aumentate del 22% su base annua, segnando il decimo incremento mensile consecutivo nell’indice governativo dei prezzi dei biglietti aerei
L’aumento dei prezzi del carburante per aerei sta accelerando i cambiamenti nel settore del trasporto aereo, traducendosi in tariffe più elevate, una maggiore offerta di posti premium e una riduzione delle opzioni di volo per i passeggeri.
A settembre le tariffe aeree sono aumentate del 22% su base annua, segnando il decimo incremento mensile consecutivo nell’indice governativo dei prezzi dei biglietti aerei, che ha raggiunto un massimo storico. Tutte le principali compagnie aeree ne risentono. Giovedì scorso American Airlines ha comunicato che, nel terzo trimestre, la spesa per il carburante è aumentata di quasi il 70% rispetto allo scorso anno, comportando un aggravio di 1,9 miliardi di dollari e riducendo l’impatto della crescita dei ricavi.
Questa settimana sia Southwest che United Airlines hanno tagliato le previsioni sugli utili a causa dell’aumento dei costi del carburante, mentre Delta Air Lines stima che, per quest’anno, la spesa per il carburante sarà superiore di 6 miliardi di dollari rispetto a quella del 2025.
LE STRATEGIE COMMERCIALI DELLE COMPAGNIE AEREE
Come scrive Axios, per salvaguardare i propri profitti, le compagnie aeree stanno alzando le tariffe e puntando su un maggior numero di posti premium, così da massimizzare i ricavi per singolo volo. Per quanto riguarda Southwest, nel terzo trimestre la tariffa media per passeggero è salita del 26,9%, attestandosi a 231,69 dollari rispetto all’anno precedente — cifra che non include le commissioni accessorie. I ricavi di Delta derivanti dai posti premium sono cresciuti del 18% nel terzo trimestre, a fronte di un incremento del solo 6% nel numero di tali posti.
Secondo Scott Keyes, fondatore del portale di offerte di viaggio Going.com, le compagnie aeree hanno poche alternative per compensare l’aumento dei costi del carburante, se non quella di alzare le tariffe. “Nessuna di esse ricorre più alle strategie di copertura (hedging) sul prezzo del carburante come faceva in passato, in gran parte a causa delle esperienze negative vissute in precedenza”, ha spiegato in un’intervista.
“UNA NUOVA NORMALITÀ NECESSARIA”
Tuttavia, i vertici delle compagnie aeree considerano questi cambiamenti come una nuova normalità necessaria. “L’impennata dei prezzi del carburante registrata quest’anno ha semplicemente accelerato questa trasformazione”, ha dichiarato Ed Bastian, CEO di Delta, durante la presentazione dei risultati aziendali il 9 ottobre.
“A prescindere da come varieranno in futuro i prezzi del carburante, le dinamiche che stanno rimodellando il settore aereo statunitense continueranno a operare; del resto – ha spiegato -, molte compagnie faticavano a coprire il costo del capitale già molto prima di questo rincaro del carburante”.
Mercoledì scorso l’amministratore delegato di United, Scott Kirby, ha dichiarato agli investitori che i costi di base del settore — tra cui le tasse aeroportuali, la manutenzione e i motori —negli ultimi anni sono aumentati così tanto che le compagnie aeree devono modificare radicalmente i propri modelli economici.
I CLIENTI SARANNO DISPOSTI A PAGARE TARIFFE PIÙ ALTE?
I dirigenti hanno ribadito le osservazioni di Bastian sui prezzi, suggerendo che le tariffe più elevate e le altre modifiche introdotte per tutelare la redditività probabilmente rimarranno in vigore anche quando i prezzi del carburante per aerei diminuiranno. “Sono fiducioso che non faremo passi indietro sulle politiche di prezzo. Credo che quest’anno stiamo dimostrando che, questa volta, la situazione è diversa”, ha affermato Kirby.
L’amministratore delegato di American Airlines, Robert Isom, ha dichiarato che l’impennata dei prezzi del carburante “ha agito da catalizzatore, permettendoci di comprendere che esiste un valore reale”, riferendosi alla forte domanda da parte di clienti disposti a pagare tariffe più alte.
I vettori, inoltre, sono sempre meno propensi ad operare voli che non generano profitti; una tendenza che potrebbe tradursi in una minore scelta per i viaggiatori. Kirby, di United Airlines, ha previsto che questo orientamento continuerà in tutto il settore. “Una regola d’oro: non volare verso destinazioni che comportano perdite. Ci saranno sempre meno voli in perdita “, ha detto durante la presentazione dei risultati finanziari dell’azienda.
IL CASO SPIRIT AIRLINES
Le ripercussioni dell’aumento dei prezzi del carburante — causato in gran parte dal conflitto in Iran, che ha limitato le forniture — inizialmente si sono manifestate con la chiusura di Spirit Airlines ad inizio anno. Sebbene Spirit dovesse affrontare diverse criticità, l’impennata dei costi del carburante è stata considerata come la goccia che ha fatto traboccare il vaso per la compagnia aerea low-cost.
Secondo Keyes, la sua uscita dal mercato ora rende più agevole per le altre compagnie applicare tariffe più elevate, necessarie a coprire i maggiori costi del carburante. “La scomparsa di Spirit – ha spiegato – è un ulteriore motivo per cui vediamo un rialzo così marcato delle tariffe aeree: questa compagnia, insieme ad altri vettori low-cost, fungeva da sorta di ‘ancora’ per i prezzi dei biglietti in generale”.
È possibile che, col tempo, i prezzi del carburante torneranno a scendere, ma non dobbiamo aspettarci che le tariffe aeree seguiranno lo stesso andamento.

