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Sicurezza nucleare in Italia

Nucleare, l’ISIN chiede più risorse perché “il numero di rifiuti radioattivi aumenterà”

In audizione alla Camera, il direttore Campanella ha dichiarato che l’ISIN “rappresenta un elemento di garanzia per i cittadini, sia quelli che sono favorevoli al nucleare, sia quelli che sono contro. Noi ci sentiamo un asset di tutti, perché siamo a garanzia dei cittadini”

Questa mattina, a Palazzo San Macuto, la Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su altri illeciti ambientali e agroalimentari ha svolto l’audizione di rappresentanti dell’Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione (ISIN), nell’ambito del filone d’inchiesta relativo alla gestione dei rifiuti radioattivi.

CAMPANELLA (ISIN): L’EVENTUALE NUOVA AUTORITÀ DOVRÀ ONORARE IL NOSTRO MANDATO

“La nuova Autorità regolatoria indipendente che si occuperà dell’eventuale programma nucleare nazionale non potrà non ripartire dal continuare ad onorare il mandato che ISIN ha svolto in questi anni”, ha dichiarato Francesco Campanella, direttore dell’ISIN.

“Se è vero che ISIN non ha il mandato per fare quello che la legge delega sul nucleare paventa nel nostro Paese – ha aggiunto –, è anche vero che in questo momento dobbiamo porci il problema che l’eventuale nuovo soggetto che verrà istituito dovrà continuare a onorare tutto quel mandato”.

“In Italia – ha proseguito Campanella – oggi ci sono 34.600 metri cubi di rifiuti radioattivi e 62 depositi temporanei che contengono la stragrande maggioranza di questi rifiuti. Non proprio tutti, perché ci sono delle cosiddette ‘aree buffer’ che contribuiscono a completare questa dotazione. Nell’ISIN 18 dipendenti devono affrontare i temi dei rifiuti radioattivi, della radioprotezione e dei trasporti. Nel nostro modello organizzativo, purtroppo, avendo una dotazione di risorse umane limitata, dobbiamo fare dei macro-dipartimenti, mettendo insieme tante parole chiave e assegnarci poche persone”.

L’ISIN È SOTTO ORGANICO

Il direttore dell’Ispettorato ha spiegato che gli attuali numeri che compongono l’organico dell’ISIN “non sono accettabili, perché il numero di rifiuti radioattivi aumenterà, e a vigilare su quei rifiuti saremo noi, con le poche risorse che abbiamo. Sui depositi dei rifiuti stiamo cercando di stressare l’aggettivo ‘temporaneo’, altrimenti non sapremmo dove metterli”.

“Abbiamo ridotto a 6 mesi il rilascio di un’autorizzazione per le espressioni di parere tecnico”, ha spiegato Campanella, che ha aggiunto: “abbiamo aumentato il numero di ispettori, che nel nostro ente sono una forza lavoro trasversale. Essere ispettore dell’ISIN comporta una serie di oneri non banali e nessun tipo di riconoscimento, Possiamo dire quindi che è un’azione volontaria che punta molto sull’entusiasmo professionale. Quando sono arrivato, nel 2024, avevamo 7 ispettori, adesso siamo arrivati a 19. È stata una grande dimostrazione di fiducia da parte dei miei colleghi e dei dipendenti dell’ente. Vogliamo però aumentare numericamente: speriamo di crescere anche come esperienza, proprio perché ci rendiamo conto che, se non dovessero godere di un reale potenziamento, questi siamo. E dobbiamo cercare, con le forze che abbiamo, di aumentare il più possibile la nostra efficacia”.

“NOI NON SIAMO NÉ PRO, NÉ CONTRO IL NUCLEARE, SIAMO UN ASSET DI TUTTI”

“Con le forze che abbiamo in gioco – ha proseguito Campanella –, andare al di là dell’ordinario è un problema. È chiaro però che lo viviamo con grande entusiasmo, perché ci rendiamo conto che in questo momento si devono riscrivere le regole del gioco. Quindi il regolamento del nostro ispettorato si potrebbe riscrivere. Noi contiamo di diventare un asset strategico e di essere valorizzati, ma ci interessa relativamente poco se tornerà il nucleare in Italia. Perché noi non siamo né pro, né contro. Noi, la prossima volta che arriveremo davanti alla Commissione rifiuti, vogliamo sentire di poter presentare una forza d’impatto che oggi non abbiamo.

Noi oggi vi presentiamo tutti gli sforzi fatti dal numero di persone che abbiamo. Non so se questo numero crescerà, per ora l’unica cosa certa sono i pensionamenti. Questo è lo spirito con cui ci presentiamo oggi, orgogliosi dei dati che possiamo presentare e certi di rappresentare un elemento di garanzia per i cittadini, sia quelli che sono favorevoli al nucleare, sia quelli che sono contro. Noi ci sentiamo un asset di tutti, perché siamo a garanzia dei cittadini. Non ci interessa appartenere ad una o all’altra fazione. Ci piacerebbe, però, avere un mandato più ampio e delle risorse maggiori, perché la visione ce l’abbiamo”, ha concluso.

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