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ACER

ACER accelera sulla riforma del mercato elettrico per salvare le aste Ue

Un cortocircuito tecnico cancella la prima asta paneuropea dell’energia (IDA1). Tra tempi strettissimi e ingranaggi burocratici, ACER corre ai ripari: in arrivo una stretta sulle regole del mercato elettrico

ACER prepara una rivoluzione delle regole del mercato elettrico. La prima asta intraday paneuropea dell’elettricità (IDA1) si è rivelata un buco nell’acqua a causa di un blackout operativo lampo. Un cortocircuito informatico e procedurale che la Borsa Elettrica Epex Spot ha bollato con “ragioni tecniche o problemi di mercato”. Ma l’Agenzia ha deciso di correre ai ripari con una nuova stretta sulle regole del mercato elettrico.

PERCHE’ LA PRIMA ASTA UE E’ STATA UN FALLIMENTO

ACER è al lavoro per cambiare radicalmente le regole del mercato elettrico, secondo quanto rivelato da un portavoce a Montel Una decisione maturata dopo la cancellazione della prima asta paneuropea dell’energia IDA, che ha lasciato i mercati elettrici dell’intera Unione per ore con la spina staccata. Un problema non nuovo a livello locale, ma che su scala comunitaria rischia di avere conseguenze importanti. Infatti, in un mercato ad alta penetrazione di rinnovabili – come quello europeo – l’intraday è l’ancora di salvezza per bilanciare sole e vento dell’ultimo minuto. L’episodio di questa settimana si inserisce in una scia di precedenti “crash” tecnici che hanno toccato le contrattazioni intraday: dai disaccoppiamenti parziali di mercato (partial decouplings) fino ai ritardi sistematici nella pubblicazione degli esiti delle aste IDA.

Come confermato da Epex Spot, i margini operativi per correggere un bug in corsa sono praticamente nulli. Una sincronizzazione imperfetta di pochi secondi può innescare un effetto domino devastante: ritardi, disaccoppiamento delle zone e, nei casi più gravi, l’annullamento totale delle sessioni.

UN SISTEMA A MARGINE DI ERRORE 0

Sono due i protagonisti principali delle contrattazioni intraday. Da un lato troviamo i TSO (i gestori della rete di trasmissione, come Terna), dall’altro ci sono i Nemo (gli operatori designati del mercato elettrico). I primi mettono sul piatto la capacità della rete, i secondi usano i dati per calcolare i prezzi di equilibrio.

“I TSO forniscono la capacità transfrontaliera disponibile, mentre i Nemo gestiscono il mercato e calcolano i risultati. Ma la finestra temporale dell’asta è estremamente ristretta: basta un intoppo minimo per non avere il tempo materiale di risolverlo”, ha detto un Portavoce di ACER a Montel.

LA RIVOLUZIONE DI ACER

Di fronte a questa vulnerabilità, ACER ha deciso di mettere mano alle regole del mercato elettrico. Una portavoce dell’Agenzia ha assicurato che “alcuni miglioramenti” sono già in cantiere e operativi per la gestione delle emergenze. Ma la vera svolta si giocherà il prossimo anno. L’autorità europea sta infatti preparando una riforma profonda nell’ambito del quadro CACM (Capacity Allocation and Congestion Management), il regolamento UE sulla gestione delle congestioni e l’allocazione della capacità. L’obiettivo dichiarato è quello di blindare gli algoritmi di formazione dei prezzi sia per i mercati day-ahead che per quelli intraday.

Già a gennaio, l’Agenzia dovrebbe pronunciarsi sulle proposte di modifica avanzate dalle stesse Borse elettriche. In gioco c’è la stabilità finanziaria e la sicurezza degli approvvigionamenti dell’intero sistema energetico europeo.

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