La nuova strategia dell’Anac promette guerra totale ai bandi pilotati. Guardia di Finanza e Carabinieri controlleranno appalti, emergenze sospette e fondi pubblici
Blitz con Guardia di Finanza e Carabinieri, verifiche a tappeto sui “furbetti delle urgenze” e un algoritmo che scova i bandi truccati. Sono le novità principali che emergono dalla Direttiva Programmatica per il 2026 dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, che definisce la nuova strategia dell’Anac per combattere la corruzione nell’edilizia e nei trasporti.
L’ANAC PUNTA LA LENTE SUL PNRR
L’Anticorruzione punta su controlli a tappetto e IA per contrastare la corruzione nella Pa e negli appalti. In particolare, la nuova arma segreta dell’Anac è l’Intelligenza Artificiale, addestrata a cacciare i bandi di gara che contengono clausole anticoncorrenziali o profili di illegalità. È quanto emerge dalla nuova Direttiva programmatica per il 2026 dell’Anticorruzione, che promette di far tremare i palazzi della pubblica amministrazione e i colossi degli appalti.
Il primo bersaglio a finire sotto la lente dell’Autorità saranno i “furbetti” del Pnrr. Secondo gli ultimi dati, ad oggi l’Italia è riuscita a spendere solo 101,3 miliardi dei 194,4 del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, appena il 52%. Numeri che fanno prevedere che nei prossimi 18 mesi si scatenerà una corsa all’oro da oltre 93 miliardi di euro. Per contrastare il rischio di corruzione, l’ANAC ha attivato una task force senza precedenti insieme al Nucleo Speciale della Guardia di Finanza e ai reparti d’élite dell’Arma dei Carabinieri (NAS, NOE, Tutela del Lavoro e del Patrimonio Culturale).
LO STOP AI FURBETTI DEGLI APPALTI
L’entrata in vigore del nuovo Codice degli Appalti ha introdotto soglie elevate per l’affidamento diretto (140.000 euro per servizi e 500.000 euro per i lavori). L’Anac ha già rilevato la tendenza di alcune stazioni appaltanti a “spezzettare” artificialmente i grandi appalti pur di aggirare le gare pubbliche. La nuova strategia dell’Autorità prevede una stretta sull’abuso delle procedure di somma urgenza per l’affidamento diretto dei lavori stradali. Infatti, l’Anac ha rilevato che spesso i Comuni sfruttano il degrado legato alla mancanza di programmazione per invocare lo stato di emergenza per assegnare lavori stradali a ditte amiche.
LA STRETTA DELL’ANAC SUI CRITERI AMBIENTALI MINIMI
L’Anac imprimerà un’accelerazione anche sul controllo dei Criteri Ambientali Minimi dei materiali. In attuazione del principio europeo del Do No Significant Harm (Non arrecare danni significativi all’ambiente), l’Autorità inizierà per la prima volta ad effettuare ispezioni sul campo nei cantieri edili e nelle infrastrutture stradali per verificare il rispetto dei CAM. Un settore cruciale, se si pensa che l’edilizia è responsabile del 36% delle emissioni di gas serra in Europa.
PERCHE’ PA E MEDI COMUNI TREMANO
L’ANAC utilizzerà un algoritmo statistico ad estrazione casuale per selezionare un campione “ragionato” di enti da spulciare da cima a fondo e cercare whistleblower. Il campione si concentrerà inizialmente sui Comuni medio- piccoli, tra i 5.000 e i 30.000 abitanti.
Inoltre, grazie alle nuove linee guida, gli Organismi Indipendenti di Valutazione (OIV) dovranno pubblicare un elenco dettagliato dei dati e dei documenti che i dirigenti pubblici si rifiutano di nascondere o non rendono disponibili. Una lista che fornirà all’ANAC la mappa perfetta per andare a colpire a colpo sicuro laddove si cerca di coprire la mala gestione.


