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Australia pronta a diventare leader nella produzione di Gnl

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Entro il prossimo anno l’Energy Information Administration si aspetta che l’Australia esporti in pianta stabile più gas liquefatto del Qatar

Nel suo ultimo rapporto “Today In Energy”, l’Energy Information Administration (EIA) statunitense ha notato che l’Australia è sulla buona strada per superare il Qatar come il più grande esportatore mondiale di Gnl, secondo il Department of Industry, Innovation, and Science (DIIS) dell’Australia.

OBIETTIVO SUPERARE STABILMENTE IL QATAR

gnlL’Australia supera già il Qatar in termini di capacità di export di Gnl e ha esportato più gas liquefatto del paese mediorientale nel novembre 2018 e nell’aprile 2019. Entro il prossimo anno, durante il quale i nuovi progetti commissionati dall’Australia aumenteranno e opereranno a piena capacità, l’Eia si aspetta che l’Australia esporti in pianta stabile più Gnl del Qatar.

QUANTO ESPORTA L’AUSTRALIA

La capacità di esportazione di gas liquefatto australiano è aumentata da 2,6 miliardi di piedi cubi al giorno nel 2011 a oltre 11,4 miliardi di piedi cubi al giorno nel 2019, secondo hydrocarbonengineering.com. Il DIIS australiano prevede che le esportazioni di Gnl cresceranno a 10,8 miliardi di piedi cubi al giorno entro il 2020 – 2021 una volta che i progetti di Wheatstone, Ichthys e Prelude floating LNG, commissionati di recente, raggiungeranno la piena produzione. Prelude FLNG, una chiatta per la produzione di gas liquefatto situata al largo dell’Australia nordoccidentale, è stato l’ultimo degli otto nuovi progetti per la produzione e l’export di Gnl messi in funzione dal paese dal 2012 al 2018 nell’ambito del programma di incremento della capacità Gnl.

CINQUE I PROGETTI SVILUPPATI

A partire dal 2012, sono stati sviluppati cinque progetti di esportazione di Gnl nell’Australia nordoccidentale: i progetti onshore Pluto, Gorgon, Wheatstone e Ichthys e quello offshore di Prelude FLNG. La capacità totale di esportazione di gas liquefatto nell’Australia nordoccidentale è ora pari a 8,1 miliardi di piedi cubi al giorno. Nell’Australia orientale, invece, sono stati completati tre progetti per l’export di Gnl nel 2015 e nel 2016 sull’isola di Curtis nel Queensland (Queensland Curtis, Gladstone e Australia Pacifico) con una capacità complessiva di 3,4 miliardi di piedi cubi al giorno.

GIAPPONE, CINA E COREA DEL SUD I PRINCIPALI DESTINATARI

La maggior parte del Gnl australiano viene esportato con contratti a lungo termine in tre paesi: Giappone, Cina e Corea del Sud. Una quota sempre maggiore delle esportazioni australiane di Gnl negli ultimi anni è stata inviata proprio in Cina per soddisfare la crescente domanda di gas naturale. I volumi rimanenti sono stati quasi interamente esportati verso altri paesi asiatici, con occasionali piccoli volumi esportati verso destinazioni al di fuori dell’Asia.

GLI STATI ORIENTALI DENUNCIANO UNA PENURIA DI GASaustralia

Al contrario di quanto si potrebbe pensare, sottolinea hydrocarbonengineering.com, da diversi anni i mercati australiani del gas naturale degli Stati orientali registrano una penuria di gas naturale e prezzi in aumento, in quanto la produzione di CBM, il gas naturale ricavato dal metano del letto di carbone, in alcuni impianti di esportazione di Gnl nel Queensland non ha rispettato gli impegni di esportazione previsti. Per ovviare a queste carenze, i promotori del progetto hanno integrato la propria produzione con il gas naturale acquistato sul mercato interno. Il governo australiano ha attuato diverse iniziative per far fronte alle carenze di produzione nazionale di gas naturale negli Stati orientali.

ENTRO IL 2021 PRONTO IL PROGETTO DI IMPORT DI GNL DI PORT KEMBLA LNG

Diverse società private hanno proposto di sviluppare terminali di importazione di Gnl nell’Australia sudorientale. Dei cinque progetti di importazione proposti, Port Kembla LNG si trova nella fase più avanzata, avendo ottenuto i necessari permessi di ubicazione e un contratto di prelievo con i clienti australiani. Se costruito, il progetto di Port Kembla utilizzerà l’unità galleggiante di stoccaggio e rigassificazione (FSRU) Höegh Galleon a partire dal gennaio 2021.