Scenari

Auto elettriche, non passa la legge sul peak shaving tedesco

Auto elettriche,

La bozza includeva tagli limitati per le famiglie ad alta intensità energetica per consentire una gestione della rete migliore in funzione dell’avvento massiccio delle auto elettriche. Intanto in Germania è record di vendite con 395.000 veicoli elettrici nel 2020

Il ministero dell’Energia tedesco BMWi ha scartato il progetto di legge che avrebbe consentito agli operatori di rete di limitare il carico elettrico di alcune famiglie fino a due ore per ridurre i picchi di domanda. Ciò soprattutto in funzione dell’avvento dei veicoli elettrici e della richiesta di energia che potrebbe determinare in futuro un loro impiego massiccio.

CRITICHE DA PARTE DELLE LOBBY TEDESCHE

L’abbandono del testo è stato fortemente criticato dalla lobby delle utility tedesche (BDEW) specialmente a causa del fatto che si sono gettati al vento due anni di consultazioni sul testo da parte di un gruppo di lavoro di esperti sul peak shaving che avrebbe dovuto riformare la legge sull’energia (articolo 14a EnWG), e varare un nuovo regolamento sulle unità di consumo controllabili (SteuVerG) come veicoli elettrici o pompe di calore.

“È del tutto incomprensibile che una proposta così equilibrata sia stata ritirata”, ha detto l’amministratore delegato di BDEW Kerstin Andreae secondo cui la mobilità elettrica può avere successo solo tenendo conto delle problematiche relative alla rete. “Stimolare paure infondate ostacolerà il successo della mobilità senza CO2 in futuro”, ha aggiunto Andreae, secondo quanto riferisce S&P Global Platts, in risposta alle preoccupazioni della lobby automobilistica VDA sulle restrizioni di due ore proposte per alcuni consumatori con una domanda superiore alla media.

MINISTRO DELL’ENERGIA AL LAVORO PER UNA NUOVA PROPOSTA

Il ministro dell’Energia Peter Altmaier ha comunque assicurato che lavorerà “nei prossimi giorni” a una nuova proposta con i produttori di automobili e operatori di rete per contribuire a rendere il lancio di auto elettriche il più veloce e affidabile possibile per tutte le parti interessate, ha affermato in risposta a articolo del “Welt am Sonntag” sulla bozza non approvata.

COS’È IL PEAK SHAVING

Il Peak shaving è un termine che si riferisce all’aiuto per gestire la domanda locale e la sicurezza del sistema nella rete di distribuzione a bassa tensione durante il lancio di nuove applicazioni elettriche con elevata richiesta di potenza.

LA DOMANDA DI ELETTRICITA’ TEDESCA

Si prevede che la domanda annuale totale di elettricità in Germania (una volta avvenuto il recupero dall’impatto del coronavirus) scenderà a circa 502 TWh entro il 2025, secondo le previsioni a medio termine dei TSO stimate nell’ottobre 2020.

Al momento, il miglioramento dell’efficienza può più che compensare la nuova domanda determinata dalle nuove applicazioni di decarbonizzazione, ma non per sempre: secondo i TSO, la domanda di energia nel settore dei trasporti dovrebbe aumentata di 5 TWh / anno fino a 16 TWh nel 2025.

Il problema rimane modellare esattamente come, dove e quando la ricarica di veicoli elettrici e altre applicazioni possono impattare sulla rete e per questo è necessario un quadro normativo per incentivare la cosiddetta ricarica intelligente e altri comportamenti volti a garantire la stabilità del sistema.

RICARICA DOMESTICA

Il ministero dei trasporti tedesco prevede di investire 4 miliardi di euro nei prossimi anni per migliorare l’infrastruttura di ricarica dalle autostrade alle case con un nuovo schema di sovvenzioni per le cosiddette wall box che offrono un charger domestico da dicembre con 85.000 applicazioni già nella prima settimana.

I caricabatterie domestici standard per veicoli elettrici offerti da case automobilistiche come Tesla o VW offrono ora una capacità di 11 kW, in grado di ricaricare completamente un veicolo elettrico di medie dimensioni (60 kWh) in circa sei ore, ma assorbendo dalla rete energia superiore alla media.

I CHARGER NON DOMESTICI

Lontano dai charger domestici la Germania può contare su circa 35.000 caricatori elettrici pubblici di cui tre su quattro gestiti da servizi pubblici, spesso ancora sottoutilizzati e al centro di discussioni per una eventuale espansione tra governo, case automobilistiche, servizi pubblici, venditori e operatori.

RECORD 2020 PER LE VENDITE DI AUTO ELETTRICHE

Malgrado queste difficoltà il 2020 è stato un anno record per la vendita di veicoli elettrici in Germania: sono stati toccate le 395.000 unità di cui 194.000 BEV, ha affermato la VDA. Il governo mira a raggiungere un milione di veicoli elettrici su strada il prossimo anno e 7-10 milioni di veicoli elettrici entro il 2030 per soddisfare gli obiettivi climatici del settore dei trasporti.

LE QUERELLE SULLE COLONNINE

Le discussioni tedesche sulle colonnine dei veicoli elettrici si concentrano su tutti gli aspetti della tariffazione, inclusa l’armonizzazione europea dei sistemi di pagamento per semplificare il processo ancora spesso percepito come sconcertante con il passaggio dalla ricarica a casa o al lavoro che richiede spesso modifiche ai regolamenti edilizi per ottimizzare l’integrazione e la distribuzione della rete elettrica, ha affermato il governo.

La lobby automobilistica tedesca VDA ha richiesto 2.000 nuovi punti di ricarica pubblici ogni settimana per raggiungere l’obiettivo governativo al 2030 di 1 milione di charger con gli stessi produttori di automobili che hanno un obiettivo settoriale di 15.000 entro il 2022.

RISCHIO SULLE BOLLETTE

La lobby delle utility BDEW ha però indicato che l’investimento sulla rete potrebbe risultare molto più elevato per consentire una capacità simultanea di ricaricare di tutte le applicazioni contemporaneamente. E su questo punto potrebbero pesare le bollette elettriche domestiche tedesche che sono già tra le più alte in Europa con la quota delle tariffe di rete in forte aumento negli ultimi anni.

LA SITUAZIONE IN ITALIA

Anche in Italia il 2020 si è chiuso con un’impennata delle vendite di auto elettriche che porta ad un dato record in termini percentuale di +251,5% rispetto all’anno precedente, con un totale di 59.875 auto immatricolate di cui 32.500 Bev (vale a dire auto con batteria elettrica) e 27.375 Phev (auto ibride plug in). Nel 2019 il totale dell’immatricolato delle due categorie, Bev e Phev, era stato di 17.600 unità secondo il report Motus-E.

Per quanto riguarda le colonnine, a dicembre 2020 sono conteggiati 19.324 punti di ricarica in 9.709 infrastrutture di ricarica accessibili al pubblico. Nel corso dell’ano le installazioni sono cresciute mediamente del 39%. La ripartizione media è dell’80% su suolo pubblico e del 20% su suolo privato a uso pubblico (ad esempio supermercati o centri commerciali). Il mix tra punti di ricarica è del 96% in corrente alternata e del 4% in corrente continua.