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Australia

Il business del GNL rimarrà ancora nelle mani dell’Australia?

Nel territorio del Nord e nell’Australia occidentale, il mantenimento della produzione di GNL richiederà un significativo sviluppo di nuovo gas per riempire i progetti esistenti

Uno dei maggiori investitori nel GNL australiano, INPEX, di recente ha reso noto che il paese stia
abbandonando il business del GNL. Ciò è nel contesto di una crescente regolamentazione governativa, inclusa la possibilità che il gas destinato a progetti GNL venga dirottato nel mercato interno. Il governo federale ha risposto rassicurando i principali acquirenti che l’Australia continuerà ad essere un fornitore affidabile di GNL.

Tuttavia, ci sono una serie di sfide fondamentali per il governo nel mantenere la sua promessa.

LE SFIDE DEL COLOSSO DEL GNL

L’Australia punta ad rimanere un fornitore affidabile di GNL, ma per far sì che ciò deve affrontare delle sfide fondamentali. In primo luogo – secondo un approfondimento condotto dal The Oxford Institute For Energy Studies – alcuni importanti giacimenti di gas legacy stanno raggiungendo la fine della loro vita, ma le riserve di gas australiane non vengono sostituite. Ciò include sia i giacimenti di GNL che quelli di gas domestico. Ciò porta alla possibilità che le carenze nel mercato interno debbano essere soddisfatte deviando dai progetti GNL che devono affrontare anche problemi di approvvigionamento di gas. In secondo luogo, i progetti GNL sono importanti emettitori di CO2 e molti giacimenti di gas australiani, compresi quelli con il potenziale per il riempimento di GNL, contengono volumi significativi di CO2. Il nuovo governo federale ha adottato obiettivi di riduzione delle emissioni più ambiziosi. Terzo, a carbone la generazione si sta chiudendo più velocemente di quanto possa essere sostituita con le rinnovabili, aumentando la domanda di gas in periodi chiave come l’inverno e spingendo verso l’alto i prezzi del gas.

GAS E CCS SU LARGA SCALA

Un’altra sfida è soddisfare la domanda di gas nazionale e di esportazione. Per fare ciò è necessaria una maggiore fornitura di gas. Ci sono risorse contingenti più che sufficienti per garantirlo. Tuttavia, molte delle risorse di gas identificate, ma non sviluppate, contengono anche percentuali variabili di CO2. I nuovi sviluppi del gas devono essere net zero fin dal primo giorno, richiedendo la cattura e lo stoccaggio del carbonio (CCS) o compensazioni del carbonio. In particolare, il CCS dovrà essere sviluppato rapidamente e su larga scala. L’Australia – secondo quanto riporta The Oxford Institute For Energy Studies – ha un enorme potenziale CCS, ma è probabile che il suo sviluppo rapido e su larga scala richieda politiche governative federali e statali più favorevoli.

GLI OSTACOLI DA SUPERARE PER L’AUSTRALIA

Lo sviluppo di nuove fonti di gas domestico sulla costa orientale – secondo quanto riporta lo studio – è particolarmente messo a dura prova da controversie tra attivisti, mancanza di sostegno da parte del governo in alcuni stati e recenti limiti sui prezzi del gas. Ciò rende probabile che il gas debba essere deviato dai progetti GNL della costa orientale, che a loro volta hanno le proprie sfide di approvvigionamento.

Nel Territorio del Nord e nell’Australia occidentale, il mantenimento della produzione di GNL richiederà un significativo sviluppo di nuovo gas per riempire i progetti esistenti. Raggiungere questo obiettivo con emissioni nette pari a zero sarà una sfida, mentre potrebbe anche essere necessario dirottare il gas del GNL per soddisfare la domanda nel Territorio del Nord e nell’Australia occidentale.

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