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Capacity market, da Acer novità per il calcolo delle emissioni

Sistema elettrico

L’obiettivo principale è quello di aiutare tutti i soggetti interessati a calcolare i valori di emissione CO2 degli impianti di generazione per poter essere ammessi al capacity market Ue

Arrivano nuove indicazioni sul capacity market da parte di Acer, l’Agenzia per la cooperazione tra i regolatori energetici dell’Ue. Subito dopo l’annuncio da parte della Commissione europea della raoad map per il Green Deal Europeo, Acer ha infatti pubblicato il suo primo parere che copre il tema delle emissioni di anidride carbonica per fornire una guida tecnica per il calcolo dei limiti di emissione di Co2 nell’ambito dei meccanismi di Capacity attualmente in funzione. (QUI IL PARERE)

OBIETTIVO AIUTARE NEI CALCOLI

L’obiettivo principale è quello di aiutare tutti i soggetti interessati a calcolare i valori di emissione CO2 degli impianti di generazione per poter essere ammessi al capacity market Ue: si va dalle turbine al teleriscaldamento fino al ciclo combinato e alle unità di generazione a carbone.

“Il coordinamento di Acer con le autorità nazionali di regolamentazione e i fornitori di capacità per attuare i limiti di emissione di Co2 fa parte del ruolo guida sempre maggiore di Acer nel sostenere l’Ue verso il raggiungimento dei suoi obiettivi climatici”, ha sottolineato dal direttore dell’Acer Christian Zinglersen nella sua dichiarazione introduttiva alla Parlamento europeo.

Nel 2019 l’Acer aveva ricevuto il mandato per fornire indicazioni tecniche sul calcolo dei limiti di emissione di Co2 nell’ambito dei meccanismi di capacità. A seguito di intense consultazioni con le parti interessate, il parere dell’Acer pubblicato a dicembre 2019, ha individuato i principi di un approccio globale e armonizzato per il calcolo dei limiti di emissione a livello dell’Ue.

I limiti di emissione di CO 2 contengono l’impatto ambientale dei meccanismi di capacità assegnando la remunerazione della capacità in base alla generazione con minore intensità di carbonio: uno strumento essenziale per il raggiungimento degli obiettivi climatici dell’Ue.

I PRINCIPI DI ACER

Secondo Acer “gli organismi nazionali competenti dovrebbero considerare i seguenti principi nel determinare l’idoneità della capacità di generazione a partecipare ai meccanismi di capacità: (a) In via eccezionale, e fino al 1° luglio 2025, i gestori di capacità di generazione che non rispettano i limiti di emissione nella fase di prequalificazione (cioè prima dell’asta per la capacità), possono presentare all’organismo nazionale competente un piano d’azione per tornare a conformità, descrivendo le misure che saranno adottate affinché la capacità di generazione sia conforme ai limiti di emissione all’inizio del periodo di consegna, al più tardi. La capacità di generazione che, secondo il piano d’azione presentato, può impegnarsi fermamente a garantire il rispetto del limite di emissioni specifiche potrebbe essere ammessa a partecipare al meccanismo di capacità. L’organismo nazionale competente dovrebbe valutare i piani d’azione di conformità e la loro effettiva e tempestiva attuazione”.

Inoltre, “previa approvazione dell’organismo nazionale competente, la capacità di generazione, che non rispetta i limiti di emissione nella fase di prequalificazione, potrebbe essere autorizzata a partecipare a un meccanismo di riserve strategiche che soddisfi i requisiti” previsti dalle norme “se, sulla base i) delle ore di attivazione previste, ii) dei suoi vincoli tecnici (per esempio il tempo di avvio, il tasso di ramp up), iii) la durata del periodo di consegna e iv) le sue emissioni specifiche, il gestore dell’unità di generazione può impegnarsi a garantire il rispetto del limite di emissioni annuali durante ogni anno che rientra nel periodo di consegna del meccanismo di capacità. In questo caso, le ore di attivazione previste dovrebbero essere fornite dall’organismo nazionale competente, sulla base della relativa valutazione di adeguatezza delle risorse. La conformità dovrebbe essere valutata sulla base delle ore massime di funzionamento a pieno carico dell’unità di generazione, per anno civile, senza superare il limite delle emissioni annuali”.

L’IDROGENO

Una specifica disposizione per l’idrogeno prevede che possa “essere utilizzato per la produzione di energia elettrica sia attraverso la combustione che attraverso la conversione elettrochimica in celle a combustibile stazionarie. L’idrogeno non ha contenuto di carbonio – si legge – e quindi non ci sono emissioni dirette legate all’utilizzo dell’idrogeno nella produzione di elettricità. Tuttavia, a meno che l’elettricità per la produzione dell’idrogeno non provenga direttamente da una fonte priva di carbonio (fonti rinnovabili, nucleare o CCS), occorre determinare un fattore di emissione adeguato caso per caso”.