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Capacity market, partono i ricorsi (e le polemiche)

Capacit market

Italia Solare ha deciso di impugnare il decreto ministeriale sul capacity market. Critica Elettricità Futura

Italia Solare ha deciso di impugnare il decreto ministeriale sul capacity market pubblicato lo scorso primo luglio. A darne notizia sono diversi siti specializzati di settore, aggiungendo che molte associazioni potrebbero seguire la strada intrapresa da Italia Solare.

IL PROBLEMA SOLLEVATO

energivorePer le imprese del settore fotovoltaico, in sostanza, mancherebbe principalmente l’analisi dell’impatto regolatorio delle scelte contenute nel nuovo regolamento sul capacity market. Da qui la decisione di ricorrere al Tar.

COSA DICEVA ITALIA SOLARE

Già lo scorso giugno Italia Solare, in una nota, aveva lanciato l’allarme sul capacity market. All’epoca l’associazione aveva scritto al titolare del Mise Luigi Di Maio “per chiedere di rivedere il capacity market a favore delle centrali termoelettriche che peserà sulle bollette degli italiani per un miliardo di euro all’anno. Il provvedimento del Ministero dello Sviluppo Economico prevede l’introduzione di uno strumento di remunerazione di lungo termine delle centrali termoelettriche, anche di nuova costruzione, che è in netta controtendenza con il nuovo regolamento Ue del mercato elettrico”, le parole dell’associazione che chiedevano di prendere in considerazione all’interno del sistema tutte le opzioni tecnologiche, ivi comprese le rinnovabili e gli stoccaggi di energia.

SERVE PIU’ FLESSIBILITA’

“La tecnologia odierna – spiegava Italia Solare – ha raggiunto livelli di sviluppo e di economicità tali da permettere sempre di più agli impianti flessibili di generazione, inclusi gli accumuli, di risolvere le questioni collegate alla tipica intermittenza delle fonti rinnovabili. È quindi anacronistico e dannoso che il ministero punti invece a un piano di remunerazione di lungo periodo per le grandi centrali termoelettriche. Un sistema che sarà pagato in bolletta dai clienti finali (fino a 1,4 miliardi all’anno per 15 anni, secondo la Commissione Europea) e in previsione del quale stanno aumentando le richieste di autorizzazione per nuove grandi centrali a fonti fossili”.

ELETTRICITÀ FUTURA CRITICA SULL’IMPUGNAZIONE

Ma non tutti hanno salutato con favore l’impugnazione: “In merito alle recenti notizie di stampa, Elettricità Futura reputa l’impugnazione del DM 28 giugno 2019 in tema di Capacity Market un fatto gravissimo che metterà oggettivamente a repentaglio il processo di transizione energetica del nostro Paese, con l’effetto paradossale di impedire la dismissione anticipata degli impianti a carbone come previsto dal PNIEC – ha sottolineato in una nota -. Mentre l’intero pianeta si mobilita a sostegno delle politiche climatiche, la difesa di piccole nicchie di interesse cerca di impedire la sostituzione di impianti a maggiore tasso di emissioni con rinnovabili e impianti a gas di back up, un percorso che porterebbe nel 2025 alla riduzione di 13 milioni di tonnellate annue di CO2 nel nostro Paese”. Non solo. “Se a causa del ricorso dovesse essere bloccato il meccanismo che Mise, Arera e Terna stanno velocemente implementando nel corso di queste settimane, la sicurezza del sistema elettrico del Paese rimarrà a lungo compromessa. La Commissione Europea non potrà infatti approvare in tempi brevi nessun meccanismo alternativo, data la prossima entrata in vigore dal 2020 del nuovo Regolamento sul mercato elettrico che modifica radicalmente l’iter di notifica. elettricità

ELETTRICITÀ FUTURA È PRONTA A SOSTENERE LE ISTITUZIONI NELLA TRANSIZIONE

“In questa malaugurata ipotesi, si arresterebbe il formidabile sviluppo delle rinnovabili tracciato nel Pniec per il prossimo decennio, dato che Terna non avrà modo di gestire i margini di adeguatezza, ormai ridotti ai minimi termini, e di garantire il necessario back up alle fonti green intermittenti. Inoltre, è davvero paradossale che un provvedimento venga impugnato per carenza di consultazione dopo oltre 5 anni di interlocuzioni e ben due approvazioni da parte della Commissione Europea, che proprio nell’ultima approvazione dello scorso giugno aveva, da un lato, ritenuto sufficienti le numerose consultazioni effettuate dall’ARERA, da Terna e, da ultimo, dal Governo italiano nel contesto del Piano Clima ed Energia, e, dall’altro lato, aveva affermato espressamente che il capacity mechanism favorisce e non impedisce lo sviluppo delle energie rinnovabili”. Elettricità Futura, con il sistema di imprese che rappresenta, “è pronta a sostenere le istituzioni del Paese in questo fondamentale passaggio nel percorso di radicale trasformazione del nostro settore energetico”, ha concluso Elettricità Futura.