Tra carburanti alle stelle e mezzi pubblici inefficienti, gli italiani pagano un conto salatissimo per spostarsi. Secondo un recente studio, la stangata vale miliardi di euro all’anno. Ecco chi paga di più
Hormuz, il rally dei carburanti e l’inefficienza del trasporto pubblico costano ogni anno 5 miliardi ai cittadini. Una tassa occulta che colpisce tutte le famiglie e rappresenta il prezzo di non poter scegliere il mezzo per spostarsi nelle metropoli, secondo quanto emerge dal recente studio di Clean Cities.
LA TASSA OCCULTA SUI CARBURANTI
Ogni giorno un cittadino italiano si sveglia e sa che deve correre per conquistare il posto migliore nel traffico urbano. Imprevedibilità e tempistiche delle corse, alta probabilità di ritardi o altri disservizi rendono il trasporto pubblico un’alternativa impraticabile nella maggior parte delle città italiane. Ma il prezzo dell’assenza di libera scelta è molto caro.
Secondo quanto emerge da un recente studio di Clean Cities, l’’incapacità di offrire un trasporto pubblico locale dignitoso nelle nostre città ci costa quasi 5 miliardi di euro all’anno. Per la precisione, una “tassa occulta”, chiamata Tassa Petrolifera Locale, da 600 euro a famiglia ogni dodici mesi (50 euro al mese, praticamente un abbonamento in palestra che non hai mai sottoscritto).
CARBURANTI, NESSUNA ALTERNATIVA ALL’AUTO
I numeri del report di Clean Cities raccontano un paradosso. A fronte di un aumento dei prezzi del carburante del 19,9%, i consumi nelle 13 città metropolitane analizzate sono scesi di un misero 0,35%. In altre parole, le persone continuano a guidare e a pagare anche quando il carburante schizza alle stelle. Perché? La risposta è che per andare al lavoro, portare i figli a scuola o fare una visita medica, l’autobus non c’è o passa quando vuole.
QUANTO COSTA HORMUZ?
A rendere il quadro ancora più fosco ci ha pensato la crisi geopolitica nello stretto di Hormuz. Tra marzo e settembre 2026, lo shock dei prezzi ha scaricato sulle spalle dei cittadini ben 3,15 miliardi di euro di extra-costi (381 euro a famiglia in soli sette mesi). È la cosiddetta “tassa Hormuz”.
CARBURANTI, LA MAPPA DELLE METROPOLI CHE PAGANO DI PIU’
Sulla mappa dell’Italia delle metropoli, il Sud paga il prezzo più alto. Cagliari conquista la maglia nera con un salasso da 1.078 euro a famiglia, causa densità abitativa rarefatta e trasporti col contagocce. Nella classifica seguono Reggio Calabria (800 euro) e Bari (677 euro). Ma è Roma a conquistare lo scettro del buco nero. Infatti, nella Capitale l’uso forzato dell’auto ha bruciato 1,14 miliardi di euro in un anno. Una cifra surreale che supera l’intero budget annuale dell’ATAC, l’azienda di trasporto pubblico locale.
La situazione è leggermente migliore nel Nord Italia. Milano se la cava con una media di 508 euro. Ma lo studio rivela che se l’hinterland milanese avesse la stessa quota di utilizzo dell’auto del centro città (31%, in linea con le grandi capitali europee), l’impatto della crisi dei prezzi si azzererebbe quasi, scendendo ad appena 17 euro a famiglia. La differenza tra avere un treno metropolitano sotto casa e dover prendere il garage.
LA RICETTA DI CLEAN CITIES
Clean Cities (lanciata all’interno della campagna Mind the Gap!) propone di finanziare subito il trasporto pubblico locale prima che la benzina diventi un bene di lusso per pochi e un debito per tutti gli altri, integrando il piano con programmi di social leasing per spingere l’elettrico anche tra chi non ha un conto in banca da capogiro.
“Investire in autobus, tram, metropolitane e ferrovie non significa soltanto ridurre le emissioni: significa abbassare il costo della vita e rendere le famiglie meno esposte agli shock petroliferi”, afferma Claudio Magliulo, Direttore di Clean Cities Italia.

