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Cdm su misure energia slitta a lunedì, i presidenti delle Regioni commissari di governo per i rigassificatori

Cdm

Tra le altre ipotesi su cui si sta lavorando nel settore energia c’è la proroga del taglio delle accise e il rinnovo delle misure contro il caro bollette ma anche un raddoppio dei crediti di imposta per le imprese gasivore retroattivo e nuove semplificazioni per l’installazione di impianti rinnovabili. De Pascale (Sindaco Ravenna): 4 azioni strategiche per cambiare radicalmente rotta, quattro si, per l’economia e l’ambiente

Slitta a lunedì il Consiglio dei ministri in origine previsto per oggi sul varo di nuove misure nel settore energia per il nostro paese. In questa ottica il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani si è incontrato oggi a Palazzo Chigi con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Roberto Garofoli e i tecnici che stanno seguendo il dossier per preparare i provvedimenti.

DUE DECRETI PER L’ENERGIA SUL TAVOLO

Le ipotesi sul tavolo del governo parlano di due decreti distinti: uno per gli aiuti a imprese e famiglie contro il caro bollette con gli interventi già anticipati nel Def e un altro più specifico sul settore energetico.

TAGLIO ACCISE E MISURE CONTRO IL CARO BOLLETTE IN PRIMIS

Tra le ipotesi su cui si sta lavorando c’è la proroga del taglio delle accise e il rinnovo delle misure contro il caro bollette ma anche un raddoppio dei crediti di imposta per le imprese gasivore retroattivo e nuove semplificazioni per l’installazione di impianti rinnovabili.

I GOVERNATORI SARANNO COMMISSARI DI GOVERNO PER LA REALIZZAZIONE DI RIGASSIFICATORI

Tra le novità, invece, dovrebbe trovare spazio nel decreto la nomina dei governatori delle Regioni a commissari straordinari per l’autorizzazione dei rigassificatori, con il compito di semplificare e tagliare i tempi dell’iter. Ad annunciarlo a Unindustria il ministro per gli Affari regionali e le autonomie Mariastella Gelmini.

DA RAVENNA 4 SI SULL’ENERGIA

“In queste ore il Governo italiano sta studiando un nuovo decreto con aiuti a famiglie e imprese e un cosiddetto ‘pacchetto energia’. Ravenna è una capitale europea dell’energia da più di mezzo secolo, uno degli esempi più straordinari di come patrimonio culturale e naturalistico possano convivere in maniera sana con l’industria creando benessere diffuso. Da cinque anni la comunità ravennate, istituzioni locali, imprese e sindacati insieme, denuncia la completa assenza di una strategia nazionale sull’energia che affronti con rigore i temi della sostenibilità economica e ambientale e della sicurezza negli approvvigionamenti energetici”. È quanto ha sottolineato Michele de Pascale, sindaco di Ravenna. “In questo momento d’emergenza, tragico per il mondo e difficilissimo per il paese, in cui vengono a galla tutti i gravissimi errori che le scelte e le non-scelte politiche hanno determinato, siamo chiamati a soluzioni straordinarie e a tempi di attuazione totalmenti nuovi, con strategie di breve, medio e lungo periodo. In questo frangente vi è un territorio che è unito e pronto a mettere in campo 4 azioni strategiche per cambiare radicalmente rotta, quattro si, per l’economia e l’ambiente – ha aggiunto -: 1. ripresa delle attività estrattive per attingere alle risorse di gas naturale nell’alto adriatico con liberalizzazione completa delle nuove attività oltre le 12 miglia e l’efficientamento/potenziamento di quelle esistenti. In alto adriatico si stima un potenziale fra i 350 e i 500 miliardi di metri cubi; 2. installazione a largo delle coste di Ravenna di un FSRU offshore per un potenziale di 5mld di m3 all’anno; 3. realizzazione di un parco eolico offshore da 200MW di potenza con impianto fotovoltaico galleggiante annesso da 100MWp4; 4. realizzazione di un sistema di CCUS per captare la CO2 emessa dal settore “hard to abate” e iniettarla nei giacimenti di metano esausti e/o utilizzarla in processi di economia circolare. Le quattro azioni di sistema che si tengono a vicenda salvaguardando economia e sicurezza, senza arretrare rispetto ai temi della transizione ecologica. Anzi dandone delle soluzioni coerenti con la neutralità tecnologica richiesta dal new green deal. Utilizzare il nostro gas invece di importarlo inquina di meno, collocare un fsru sfruttando le infrastrutture a mare esistenti a Ravenna crea minori interferenze, produrre energia elettrica rinnovabile a Ravenna la rende realmente utilizzabile dai grandi energivori della pianura padana e captare la CO2 ci consente di avere un minore impatto climatico durante la transizione”.

“A tutto questo va aggiunto un porto con una capacità naturale di essere una piattaforma logistica dell’economia circolare – ha proseguito De Pascale -. A questo va aggiunto un distretto manifatturiero ad alta specializzazione nel settore off shore dell’energia e dell’industria che spesso viene elogiato e applaudito quando porta alto il nome del Made in Italy nel Mondo ma a cui paradossalmente non diamo possibilità di lavorare in Italia. Sarebbe paradossale che su queste quattro azioni cantierabili in poco tempo si procedesse senza una visione di sistema. Senza una visione di scala degli interventi coerenti e interdipendenti. Ravenna è probabilmente il principale hub italiano, ma questo metodo puó ovviamente valere anche su scala nazionale, riducendo i costi, diminuendo le emissioni, creando lavoro e, in questa fase, contribuendo anche a difendere la democrazia e la libertà. Mi appello a Draghi e al parlamento. Bisogna decidere ora”, ha concluso De Pascale.

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