Scenari

Chevron scommette sul gas del Medio Oriente

Chevron

Chevron produce meno barili di petrolio e gas nella regione rispetto ad altre major ma è l’unica major ad avere una presenza continuativa in Arabia Saudita da 70 anni

Dopo anni di focalizzazione sugli shale americani, Chevron ha deciso di puntare per il suo futuro del gas sul Medio Oriente, una regione volatile e divisa, dove le major dell’energia sono da tempo in guerra.

LA SCOMMESSA DI WIRTH

La decisione dell’amministratore delegato Michael Wirth è sostenuta dalla scommessa che il Medio Oriente sta entrando in un’era di riconciliazione che lo renderà un luogo ideale per lo sfruttamento del gas naturale, la cui domanda dovrebbe superare quella del petrolio in virtù della sua economicità e minore emissività.

LA NUOVA STRATEGIA PARTE DA NOBLE ENERGY

La nuova strategia prevede che la compagnia lanci nuovi contratti di gas in Egitto, Israele, Qatar, tagliando al contempo le spese per l’esplorazione degli shale americani. Il piano è ancorato all’acquisto da 11,8 miliardi di dollari da parte di Wirth questo mese della Noble Energy, con sede negli Stati Uniti, che detiene una partecipazione di circa il 40% nel campo di gas Leviathan, nel Mar Mediterraneo, al largo delle coste israeliane.

“Cinque anni fa l’Eastern Med non era vista come una risorsa di cui disponeva. È un cambiamento fondamentale – ha detto Wirth a Reuters in un’intervista -. Non ci sono molti investimenti di capitale necessari a breve termine. In un momento in cui il flusso di cassa è importante, questo è un attributo molto attraente”.

PIU’ STABILITA’ NELLA REGIONE

L’accordo porta un’alleanza con Israele, che ha appena instaurato legami formali con gli Emirati Arabi Uniti in un accordo firmato il mese scorso. Wirth ha detto che le relazioni commerciali e diplomatiche mediorientali “stanno diventando sempre più codificate e forti, una tendenza che pensiamo sia di buon auspicio per la regione”.

RISCHI E RINNOVABILI

Eppure i rischi politici e di sicurezza regionali che hanno scoraggiato alcune aziende negli ultimi anni esistono ancora. Siria e Yemen sono lacerati dalle guerre, con conseguenze incerte per la regione dove gli arcirivali Arabia Saudita e Iran stanno conducendo una battaglia per procura. Proprio questo gennaio, l’uccisione da parte degli Stati Uniti del generale iraniano Qassem Soleimani in Iraq – e una rappresaglia di Teheran – ha evidenziato l’instabilità del Medio Oriente e ha minacciato di inghiottirlo nel conflitto.

Nonostante tali rischi, la Chevron sta portando avanti gli sforzi in tutta la regione. Il giacimento Leviathan ed altri vicini hanno il potenziale per diventare i principali fattori di approvvigionamento di carburante nella regione. La Chevron potrebbe inviare gas a un impianto egiziano di gas naturale liquefatto (Gnl) che potrebbe spedire il carburante in Europa o in Asia, ha detto Wirth.

I paesi europei e asiatici si sono orientati verso il gas, il solare e l’eolico, e si sono allontanati dal carbone e dall’energia nucleare. “La realtà è che c’è bisogno di gas in tandem con le energie rinnovabili”, ha detto Christopher Kalnin, CEO di Banpu Kalnin Ventures, che investe in shale gas negli Stati Uniti. L’Asia in particolare rimarrà dipendente dal gas importato, ha detto, perché è complementare al solare e all’eolico.

LA DOMANDA DI GAS

La domanda globale di gas fino al 2025 dovrebbe aumentare in media dell’1,5% all’anno, in gran parte grazie ai crescenti acquisti da parte dei clienti in Cina e in India. Al contrario, il consumo di petrolio potrebbe aver già raggiunto il livello di 100 milioni di barili al giorno dello scorso anno, secondo i previsori, e quest’anno potrebbe scendere a 91,7 milioni di b/g, il minimo da sette anni.

Il Medio Oriente produce un terzo del petrolio mondiale e un sesto del gas naturale, e da tempo attira l’interesse delle compagnie petrolifere straniere. Chevron produce meno barili di petrolio e gas nella regione rispetto ad altre major, secondo i dati di Rystad Energy, ma è l’unica major ad avere una presenza continuativa in Arabia Saudita da 70 anni e ha mantenuto buone relazioni con i governi della regione.