Scenari

Cina: obiettivi stoccaggio gas per il 2020 a rischio

Cina

A pesare sulla Cina sarebbero riforme incomplete che possono richiedere anni per produrre risultati e il Covid-19

La mossa della Cina di accelerare la costruzione di impianti di stoccaggio del gas dovrebbe aumentare la capacità di scorta nei prossimi due-tre anni, ma è improbabile che il paese raggiunga i suoi obiettivi per il 2020 in un contesto di riforme incomplete sulla liberalizzazione del mercato interno e di pandemia.

COSA MANCA PER DECOLLARE

Secondo alcune fonti raccolte da S&P Global Platts, infatti, i fornitori di gas delle città hanno finora mostrato scarso interesse nella costruzione di capacità di stoccaggio peak gas, per via della mancanza di incentivi del governo per promuovere la loro realizzazione in favore proprio di una liberalizzazione del mercato interno.

“La costruzione di impianti di stoccaggio è un’attività ad alta intensità di capitale. E senza un mercato liberalizzato e una diffusione estiva/invernale per incentivare gli investimenti privati, nessun azionista investirà nello stoccaggio”, ha riferito una fonte commerciale a S&P Global Platts aggiungendo che “gli investimenti privati richiedono anche l’accesso di terzi alle condutture”. In mancanza dei quali è ”impossibile utilizzare lo stoccaggio”.

RITARDI NELLA CREAZIONE DELL’OPERATORE DELLE INFRASTRUTTURE CINESI

Gli operatori nazionali delle infrastrutture gas sono stati obbligati ad aprire i loro impianti a tutti gli utenti idonei nel giugno 2019, ma finora non sono stati fatti progressi sostanziali a causa dei ritardi nella creazione dell’operatore delle infrastrutture cinesi, la National Pipeline Company, lanciata nel dicembre 2019. “I progetti di stoccaggio del gas e di peak shaving della China’s National Pipeline Company sono stati ritardati a causa della pandemia”, ha detto la fonte.

Inoltre, la costruzione di capacità di stoccaggio è un processo lungo, che comporta la selezione del sito, l’analisi della sicurezza, l’approvazione del progetto, la valutazione dell’impatto ambientale, il finanziamento, la costruzione, e così via. “È improbabile che la capacità di stoccaggio sia costruita in breve tempo”, ha detto la fonte, sottolineando che diversi progetti di stoccaggio Gnl sono ancora in attesa di approvazione. “Si prevede che le nuove capacità di stoccaggio saranno online entro due o tre anni”.

LA CINA ACCELERA LE RIFORME

Le più recenti riforme per la liberalizzazione del gas naturale in Cina, annunciate il 14 aprile, dovrebbero accelerare la costruzione di impianti di stoccaggio del gas.

Le riforme includono la liberalizzazione delle operazioni di stoccaggio del gas e la possibilità per gli operatori indipendenti di scambiare gas e di fissare le tariffe di stoccaggio rispetto ai prezzi di mercato, secondo un documento pubblicato congiuntamente da cinque dipartimenti ministeriali, tra cui il top policy planner – la Commissione nazionale per lo sviluppo e le riforme – il 14 aprile scorso.

Inoltre, il governo fornirà fino al 30% di incentivi agli investimenti per gli sviluppatori di impianti di stoccaggio di emergenza del gas in aree chiave per garantire un equivalente medio di stoccaggio di tre giorni di domanda.

Le nuove misure sono la risposta ai ritardi nei piani di costruzione dello stoccaggio gas, in particolare quelli dei fornitori delle città e dei governi locali, ha detto la NDRC, senza rivelare l’attuale capacità del paese.

I distributori cittadini si riforniscono normalmente di gas da fornitori upstream e lo vendono agli utenti finali attraverso i gasdotti, sulla base di prezzi regolamentati.

COVID-19 HA MESSO A NUDO IL DEFICIT DI STOCCAGGIO

I principali importatori cinesi di gas naturale Cnooc e PetroChina hanno dichiarato nel primo trimestre del 2020 la forza maggiore sui loro contratti di import gas tramite gasdotto o liquefatto che le fonti di mercato hanno attribuito all’insufficiente capacità di stoccaggio del Paese.

La pandemia ha causato un forte calo della domanda interna cinese nel primo trimestre e una situazione di “tank-top” in molti terminali di Gnl cinesi.

In base a una politica emanata nel settembre 2018, i fornitori di gas upstream sono tenuti a costruire capacità di stoccaggio non inferiore al 10% delle loro vendite annuali entro il 2020.

Analogamente, i fornitori di gas delle città sono tenuti a costruire uno stoccaggio di picco non inferiore al 5% delle vendite annuali e i governi locali una capacità di stoccaggio di emergenza non inferiore a tre giorni di consumo medio giornaliero.

Alla fine del 2018, secondo i dati della NDRC, i fornitori di gas uspstream cinesi avevano costruito una capacità di stoccaggio di appena 14 miliardi di metri cubi, che rappresentava solo il 5% del consumo di gas del paese, pari a 280 miliardi di metri cubi nel 2018.