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Tempo

Come il cambiamento climatico influisce sulla rotazione della Terra (e sul tempo)

L’aumento dell’attrito delle maree, dovuto all’innalzamento del livello del mare provocato dallo scioglimento dei ghiacci polari, ha contrastato l’effetto dei cambiamenti nel nucleo terrestre, che stanno accelerando la rotazione della Terra

Secondo un nuovo studio pubblicato mercoledì scorso sulla rivista “Nature”, lo scioglimento accelerato dei ghiacci polari dovuto al riscaldamento globale ha ritardato un rischio imminente per l’ora standard universale, rallentando la rotazione della Terra. I risultati indicano che i “cronometristi” mondiali hanno più tempo per gestire una regolazione del tempo unica nel suo genere, che potrebbe causare danni alle reti di computer.

CAMBIAMENTO CLIMATICO: L’EFFETTO DELLE MAREE SULLA ROTAZIONE TERRESTRE

Lo studio del professore di geofisica Duncan Agnew, dell’Università di San Diego – California, ha scoperto che l’aumento dell’attrito delle maree dovuto all’innalzamento accelerato del livello del mare, a sua volta provocato dallo scioglimento dei ghiacci polari, ha contrastato l’effetto dei cambiamenti nel nucleo terrestre, che stanno accelerando la rotazione del pianeta.

Questa interruzione dell’innalzamento del livello del mare ha portato ad avere un po’ più di tempo per capire come gestire i secondi intercalari negativi. Senza l’ulteriore attrito causato dalle maree, il mondo probabilmente avrebbe dovuto affrontare questo “problema temporale” già nel 2026.

IL TEMPO COORDINATO UNIVERSALE (UTC)

Se, però, le tendenze attuali continuano, il Tempo Coordinato Universale (UTC) – il principale standard temporale mondiale da decenni – dovrebbe richiedere un secondo negativo entro il 2029. L’UTC si basa sull’ora mantenuta da centinaia di orologi atomici in tutto il mondo, ma viene periodicamente regolato con secondi intercalari, per mantenerlo allineato con la rotazione terrestre. Questi rari secondi aggiuntivi (finora, a partire dal 1972, ce ne sono stati 27) sono necessari perché gli orologi atomici contano costantemente esattamente 86.400 secondi ogni giorno, ma per decenni la rotazione della Terra ha rallentato, rendendo alcuni giorni più lunghi di altri.

I SECONDI AGGIUNTIVI E I LORO EFFETTI

Se ignorata, la piccola deviazione di un millisecondo tra gli orologi atomici e la rotazione terrestre si sarebbe trasformata in una grande discrepanza temporale, che avrebbe potuto rendere le osservazioni astronomiche più difficili, aggiungendo confusione alla navigazione aerea e marittima e alle telecomunicazioni.

È difficile, però, prevedere esattamente quando bisognerà intervenire con questi aggiustamenti, e ancor più complicato è aggiungerli alle reti di computer senza causare problemi paralizzanti e interruzioni diffuse. Negli ultimi anni la Terra ha improvvisamente iniziato a ruotare più velocemente, in parte perché la rotazione del nucleo interno del pianeta ha rallentato.

ROTAZIONE DELLA TERRA, TEMPO E DURATA DELLE GIORNATE

Questa brusca accelerazione ha reso le giornate leggermente più brevi rispetto al passato. Ciò preoccupa i cronometristi, perché porta ad una situazione senza precedenti: dover sottrarre tempo per mantenere gli orologi atomici sincronizzati con la rotazione terrestre. Sebbene la compensazione per un secondo in più sia diventata relativamente comune, l’impatto della rimozione del tempo è imprevedibile e – afferma lo studio – “si prevede che creerà molte difficoltà”.

LE CONSEGUENZE DEI SECONDI INTERCALARI NEGATIVI

L’effetto dei secondi intercalari negativi non è mai stato testato su larga scala e potrebbe avere “un effetto devastante” sulle infrastrutture digitali critiche, ha affermato Meta nell’ambito di un appello a porre fine ai secondi intercalari. Le previsioni per il 2029 dello studio suggeriscono che gli organismi internazionali che gestiscono il tempo potrebbero dover apportare modifiche più immediate all’UTC, se vogliono evitare una discontinuità temporale negativa.

Attualmente, i cronometristi internazionali stanno studiando come mantenere l’UTC legato alla rotazione terrestre limitando al contempo le interruzioni dovute agli aggiustamenti dell’ora. La Conferenza Generale sui Pesi e le Misure (CGPM), la massima autorità mondiale in materia di misurazioni, nel 2022 ha votato per interrompere i secondi intercalari entro il 2035. La sua decisione significa che un giorno la differenza di tempo tra il tempo atomico e la rotazione della Terra potrà espandersi oltre un secondo, ma la CGPM deve ancora decidere su un nuovo massimo di discrepanza. Alcuni ricercatori hanno suggerito di lasciare che il tempo atomico diverga dal tempo solare fino ad un minuto, prima di risincronizzarsi ogni mezzo secolo circa.

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