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Crisi Energetica

Come la crisi energetica ha cambiato le abitudini dei consumatori

Il 48% degli intervistati ha espresso preoccupazione per la propria capacità di pagare le bollette, compresi mutui e trasporti per andare al lavoro. Ecco qual è l’impatto della crisi energetica sulle abitudini dei consumatori

Dall’estate del 2021, i prezzi dell’energia hanno registrato picchi e volatilità senza precedenti, soprattutto a seguito dell’invasione russa dell’Ucraina. Ciò ha avuto un grave impatto sulle famiglie e sull’economia dell’UE.

Oggi la Commissione europea ha pubblicato i risultati del quadro di valutazione delle condizioni dei consumatori 2023, un’indagine sulle abitudini di consumo negli Stati membri dell’UE, oltre che in Islanda e Norvegia.

CRISI ENERGETICA E ABITUDINI DI CONSUMO

I dati dell’indagine pubblicata dalla Commissione europea, mostrano che quasi la metà dei consumatori (48%) era preoccupata di non riuscire a pagare le bollette e un’ampia maggioranza (71%) ha adottato misure per ridurre il consumo energetico domestico. Inoltre, la stragrande maggioranza dei consumatori ha anche espresso preoccupazione per la propria sicurezza online, in particolare il 94% ha affermato di essere preoccupato per la pubblicità mirata online.

COSA DICONO I CONSUMATORI

Dall’indagine emerge che il 48% degli intervistati ha espresso preoccupazione per la propria capacità di pagare le bollette, compresi mutui e trasporti per andare al lavoro. Più di un terzo ha riferito di aver attinto ai propri risparmi (37%) e uno su dieci ha visto aumentare i propri mutui, in particolare a causa dei tassi di interesse variabili.
In risposta agli aumenti dei prezzi dell’energia, più della metà dei consumatori dichiara di aver cambiato le proprie abitudini, sia per risparmiare energia in casa (71%), utilizzando sussidi pubblici per misure di efficienza energetica e/o modificando l’uso dei trasporti (28%).

CLIMATE CHANGE  E SCELTE DI ACQUISTO

Sebbene la stragrande maggioranza dei consumatori ritenga di dover fare personalmente di più per contribuire alla transizione verde e alla lotta ai cambiamenti climatici, si sono divisi in merito alla misura in cui l’impatto ambientale di beni e servizi influenza le loro scelte: Il 43% ha dichiarato di non essere per nulla influenzato dalle preoccupazioni ambientali nelle proprie decisioni di acquisto. Esistono anche grandi variazioni tra i vari settori, con le automobili in cima alla lista in termini di importanza dell’impatto ambientale percepito dai consumatori al momento della scelta (81%). Inoltre, i consumatori hanno espresso meno convinzioni sull’affidabilità delle dichiarazioni ambientali rispetto al 2020 (-5 punti percentuali), il che potrebbe essere attribuito a una maggiore consapevolezza del greenwashing.

NON SOLO CRISI ENERGETICA

Con l’aumento delle vendite di e-commerce di anno in anno, i consumatori sono sempre più esposti a frequenti pratiche sleali online. Dall’indagine emerge che le tre pratiche più frequentemente segnalate sono state: pubblicità online mirata a livello personale (76%), pubblicità nascosta nei risultati di ricerca (75%) e recensioni insincere dei consumatori (69%). Per quanto riguarda in particolare la pubblicità online, il 94% ha espresso preoccupazioni al riguardo, mentre il 70% è preoccupato per l’uso inappropriato e la condivisione di dati personali, il 66% per la raccolta di dati online e la relativa profilazione senza esplicita conoscenza o consenso e il 57% per l’installazione di cookie.

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