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Come sta crescendo la spinta sul nucleare tra appelli, riunioni e piattaforme

Nucleare

Il ministro Pichetto sull’incontro con Pannier-Runacher: “ottima conversazione su temi di comune interesse”. Ancora nessuna notizia però sul tema del deposito delle scorie e sul parco tecnologico annesso

Negli ultimi mesi il tema del nucleare è tornato prepotentemente di attualità, in quanto considerato da molti come una fonte di energia pulita che garantisce un minimo livello di emissioni. Inoltre, ha la capacità di fornire energia in modo costante e controllabile, rappresentando quindi una soluzione efficiente per sostituire le centrali a combustibili fossili nella produzione di energia adatta al baseload.

FRANCIA: NUCLEARE ASSET PER SICUREZZA ENERGETICA E CLIMA

“L’energia nucleare è un asset sia per la nostra sicurezza energetica che per i nostri impegni climatici di neutralità carbonica entro il 2050”. Si è espressa così la ministra francese per la Transizione energetica, Agnès Pannier-Runacher, in occasione della conferenza degli Stati pro-nucleare in programma oggi e domani presso la sede OCSE di Parigi.

L’obiettivo della riunione è accelerare il ritorno dell’atomo nei Paesi ricchi e spingere le istituzioni internazionali a finanziare questo settore energetico. Dai lavori uscirà una dichiarazione ministeriale per sottolineare il carattere “indispensabile” – secondo i firmatari – dello “strumento” nucleare nel processo di transizione energetica.

L’appello dovrebbe anche “incoraggiare le banche multilaterali per lo sviluppo, le istituzioni finanziarie internazionali, l’Ue e le altre organizzazioni regionali a finanziare l’energia nucleare”. Il direttore generale dell’Agenzia per l’energia nucleare dell’OCSE (AEN), William Magwood ha spiegato che “dobbiamo essere pratici, ma andare veloci”.

Alla conferenza partecipano i rappresentanti di circa 20 Paesi, tra cui Regno Unito, Paesi Ue (come Repubblica Ceca, Polonia, Romania, Svezia), Stati Uniti, Canada e Giappone. Nell’elenco dei partecipanti c’è anche il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin. Tra gli industriali erano presenti rappresentanti di colossi del settore come la francese EDF, l’americana Westinghouse, la coreano KHNP e la giapponese Mitsubishi.

L’INCONTRO TRA I MINISTRI PICHETTO E PANNIER-RUNACHER

“Stamattina ho visto il ministro francese Agnès Pannier-Runacher. Con lei un’ottima conversazione su temi di comune interesse come materie prime critiche e nucleare. Un’occasione anche per ribadire i nostri interessi su temi centrali per l’Italia, come case green e biocarburanti”. Lo ha scritto in un tweet su X il ministro del l’Ambiente e Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin. Lo scorso 16 maggio l’Italia partecipò ad una riunione pro-nucleare a Parigi, in veste di Paese osservatore.

LA PIATTAFORMA NAZIONALE PER UN NUCLEARE SOSTENIBILE

Lo stesso ministro Pichetto giovedì 21 settembre, al MASE, ha presieduto la prima riunione della Piattaforma Nazionale per un Nucleare Sostenibile (PNNS), a cui hanno partecipato associazioni scientifiche, i principali enti pubblici di ricerca, esponenti del mondo accademico e soggetti pubblici operanti nei settori della sicurezza nucleare e del decommissioning (smantellamento). Erano presenti anche numerose imprese con investimenti già avviati nel nucleare.

Come annunciato dal governo a luglio, in occasione dell’aggiornamento del Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC), l’obiettivo fondamentale della piattaforma sarà “attivare competenze e ruoli dei diversi soggetti istituzionali pubblici e privati al fine di definire in tempi certi un percorso finalizzato alla possibile ripresa dell’utilizzo dell’energia nucleare in Italia”.

FOCUS SUGLI SMALL MODULAR REACTORS

Il focus sarà sul settore degli SMR (Small Modular Reactors), reattori a fissione nucleare di piccola taglia e composti da unità di dimensioni ridotte che permettono di soddisfare bisogni energetici locali.

Gli SMR sono stati al centro dell’attenzione già dal marzo scorso, quando 10 Paesi dell’Unione europea (Bulgaria, Croazia, Finlandia, Francia, Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia e Ungheria) hanno firmato una nota sul futuro dell’energia nucleare in cui i Paesi firmatari (più Belgio, Olanda e Italia come Paesi osservatori) si impegnano a supportare questa tecnologia attraverso ricerca e innovazione.

Per quanto riguarda i tempi, entro 9 mesi la piattaforma elaborerà le Linee Guida (azioni, risorse, investimenti e tempi) necessarie per un ritorno del nucleare in Italia; le attività di ricognizione dei gruppi di lavoro avranno una durata di circa 3 mesi (più altri 3 mesi per elaborare le varie proposte); dopo un ulteriore mese, verrà redatto il documento completo e riassuntivo della roadmap, e negli ultimi due mesi i gruppi di lavoro collaboreranno alla finalizzazione delle Linee Guida. 

LA QUESTIONE DEL DEPOSITO DELLE SCORIE NUCLEARI

Ad agosto Pichetto aveva detto che ci sarebbero state delle novità sulla questione del deposito di scorie nucleari e sul parco tecnologico annesso. Prima dell’estate, infatti, il titolare del Mase aveva annunciato che a settembre sarebbe stato emanato un provvedimento per aprire le porte alle autocandidature per ospitare le due strutture. Il ministro aveva spiegato che sarebbero state svolte tutte le valutazioni necessarie per verificare la fattibilità delle eventuali candidature – incluso l’eventuale utilizzo di aree militari – e che la finestra per le autocandidature sarebbe rimasta aperta per un periodo di 3-6 mesi.

La partita si giocherà tra le 67 località idonee ad ospitare il sito dove saranno stoccati 78.000 metri cubi di rifiuti radioattivi a bassa e media intensità e parcheggiati temporaneamente 17.000 mc ad alta intensità provenienti dalle 4 ex centrali e da altri impianti del settore nucleare. Ad oggi, però, della questione deposito sembrano già essersi perse le tracce.

SALVINI: IL NUCLEARE È UTILE E DOVEROSO

Intervenendo all’evento “The young hope”, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha affermato che “ripartire con il nucleare è utile e doveroso. La neutralità tecnologica non ci permette di dire di no a nessuna fonte di produzione di energia. I piccoli reattori stanno facendo passi da gigante. Il nostro è un governo politico che si prende la responsabilità di fare delle scelte, e dire di no al nucleare è segno di ignoranza o di un altro genere di interessi”.

MONTI (EDISON): VOGLIAMO PORTARE IL NUCLEARE IN ITALIA CON GLI SMALL REACTORS

Portare in Italia il nucleare attraverso gli small reactors “è una seria opportunità”. Lo ha affermato il Ceo di Edison, Nicola Monti, nel corso dell’Italian Energy Summit 2023. “Per avere un sistema efficiente e ad un costo accettabile da qui al 2050 – ha aggiunto Monti – immagino una presenza di rinnovabili all’80% e un 20% di energia programmabile con laz cattura della CO2 e il nucleare”. Per Monti quello dell’atomo “è un tema delicato in Italia, ma se vogliamo avere approccio laico sulle tecnologie dobbiamo essere coscienti del salto fatto che ha fatto: oggi il nucleare è 10 volte più sicuro rispetto a Chernobyl”.

BORRELL: I PREZZI DELL’URANIO NATURALE POTREBBERO AUMENTARE

Intanto l’Alto rappresentante per la Politica estera e di Sicurezza dell’Unione europea, Josep Borrell, sulla scia dell’instabilità politica in Niger, ha dichiarato che, “in caso di improvvisa interruzione delle forniture, il prezzo dell’uranio naturale potrebbe subire un nuovo aumento. Tuttavia, il numero di impianti di produzione attualmente dismessi (ad esempio in Canada, Australia e Namibia) e di società minerarie interessate ad esplorare nuovi giacimenti dovrebbe essere sufficiente a colmare un eventuale deficit di approvvigionamento a medio e lungo termine”.

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