Sostenibilità

Come vanno le aste per le rinnovabili nel mondo. Il report di Irena

L’impiego di energia rinnovabile – insieme agli investimenti legati alla transizione – apre la possibilità di raggiungere obiettivi di sviluppo e socioeconomici più ampi. E gli elementi di progettazione delle aste possono soddisfare ulteriormente tali obiettivi

Le aste per le energie rinnovabili continuano a essere la base di sostegno per il loro sviluppo, garantendo prezzi competitivi in molte regioni del mondo. Il fotovoltaico solare e l’eolico sono le tecnologie più realizzate mediante aste, rappresentando il 97% del volume totale in più di 50 paesi nel 2017 e 2018. Quasi la metà è realizzata in paesi africani, per la spinta determinata dall’abbondanza delle risorse e dal calo dei costi tecnologici, o in paesi dell’Asia occidentale e centrale, anch’essi ricchi di sole e vento. È quanto emerge dallo studio “Renewable energy auction – Status and trend beyond price” di Irena, presentato nel corso del 17esimo Consiglio.

CENTO I PAESI NEL MONDO CHE NON HANNO MAI FATTO UN’ASTA PER LE RINNOVABILI

fotovoltaicoNel periodo 2017-2018, circa 50 paesi hanno utilizzato le aste per acquistare energia elettrica da fonti rinnovabili, portando a 100 nel 2019 il numero di paesi che hanno mai tenuto un’asta per le energie rinnovabili, rileva Irena. Quasi la metà dei 50 paesi non aveva alcuna esperienza precedente con le aste, probabilmente a causa del successo delle aste in altri mercati per quanto riguarda il raggiungimento di prezzi bassi. Il ricorso alle aste continua a crescere, soprattutto grazie alla loro capacità di garantire prezzi competitivi, flessibilità nella progettazione e possibilità di essere adattati alle condizioni e agli obiettivi specifici dei singoli paesi.

TECNOLOGIE MATURE LE PREFERITE, FOTOVOLTAICO ED EOLICO AL TOP

La maggior parte delle aste rinnovabili si concentra ancora sulle tecnologie mature per la produzione di energia elettrica. Nel 2017-2018 è stato messo all’asta un volume totale stimato di 97,5 gigawatt (GW) di elettricità, con il solare fotovoltaico (PV) e l’eolico onshore che rappresentano rispettivamente più della metà e quasi un terzo del volume totale. L’eolico offshore ha visto un sostanziale aumento di volume, e recentemente si sono tenute aste per l’energia solare concentrata (CSP) in nuovi paesi.

I PREZZI DELLE ASTE NEL MONDO

Il solare fotovoltaico è stata la tecnologia più venduta all’asta. Quasi la metà di tutte le aste di energia solare fotovoltaica si sono svolte nell’Asia meridionale e orientale e nel Pacifico, ma la maggior parte del saldo è in Europa. L’energia solare fotovoltaica sta diventando competitiva rispetto alle fonti energetiche tradizionali in queste regioni grazie alle risorse solari e al calo dei costi della tecnologia. La Cina ha assegnato 5 GW di energia solare fotovoltaica ad un prezzo medio di 67,8 dollari/MWh in un totale di 10 aste. Le Filippine 43,9 dollari /MWh per un’asta da 50 MW, mentre l’eolico onshore è stato messo all’asta principalmente in Europa, seguito dall’Asia meridionale e orientale e dal Pacifico, grazie alla ricchezza di risorse eoliche in queste regioni. Solo la Germania ha messo all’asta più di 6 GW in sette tornate nel periodo, al prezzo medio di 57,17 dollari/MWh. Le aste eoliche off-shore hanno registrato un notevole assorbimento in Asia centrale e occidentale, grazie all’annuncio di aste da 1,2 GW in Turchia. Le aste per le biomasse si sono concentrate in Europa e nelle Americhe. L’Argentina, ad esempio, si è aggiudicata 143 MW di biomassa ad un prezzo medio di 106,7 dollari/MWh nell’ambito del secondo round del programma argentino RenovAr. La CSP è stata messa all’asta principalmente in Asia centrale e occidentale, in particolare negli Emirati Arabi Uniti (EAU). Dubai si è aggiudicata 700 MW al prezzo di 73 dollari/MWh.

IN MEDIA PREZZI DELLA TECNOLOGIA FOTOVOLTAICA SONO CROLLATI DAL 2010, EOLICO SI RIVELA INVECE PIU’ MATURO

Più in generale “mentre i prezzi del solare fotovoltaico hanno continuato a scendere nel 2018, l’eolico onshore ha preso una svolta interessante. Entrambe le tecnologie hanno mostrato una tendenza al ribasso dei prezzi dal 2010 al 2017, ma la diminuzione dei prezzi del solare fotovoltaico è stata più marcata, riflettendo la maggiore maturità della tecnologia eolica onshore all’inizio del periodo. I prezzi medi globali sono scesi da circa 241 a 66 dollari/MWh per il solare fotovoltaico (-73%), mentre i prezzi dell’eolico onshore sono scesi da circa 79 a 46 dollari/MWh (-36%). Tra il 2017 e il 2018, i prezzi del solare fotovoltaico hanno continuato a scendere, anche se a un ritmo più lento, raggiungendo nel 2018 i 62 dollari/MWh. I prezzi dell’eolico terrestre sono leggermente aumentati, raggiungendo i 55 dollari/MWh”, osserva Irena.

PERCHÉ SI PREFERISCONO LE ASTE

Al di là del loro potenziale di basso prezzo, prosegue Irena “le aste per le energie rinnovabili sono sempre più utilizzate per raggiungere obiettivi che vanno al di là del prezzo stesso” come, ad esempio, “un modo efficace per integrare obiettivi pratici o politici” che i paesi intendono perseguire. “Tali obiettivi possono includere la garanzia di un completamento tempestivo del progetto, l’integrazione dell’energia solare ed eolica e il sostegno a una transizione energetica giusta e inclusiva. Le prestazioni insufficienti nelle fasi chiave di un’asta – gare d’appalto, contratti, costruzione o funzionamento – possono ostacolare il completamento tempestivo del progetto stesso”.

L’ESEMPIO (DA NON SEGUIRE) DELLA GERMANIA

Alcuni esempi chiariscono meglio la questione. “Alcuni elementi di progettazione garantiscono tassi di completamento più elevati, ma i responsabili politici devono trovare un equilibrio tra requisiti di partecipazione inclusivi e flessibili, qualche rischio di ritardi o di costruzione insufficiente, e requisiti eccessivamente rigorosi che possono scoraggiare i potenziali offerenti, riducendo la concorrenza – osserva il report -. In Germania, ad esempio, le aste eoliche onshore sono state presentate in modo insufficiente a seguito di modalità che richiedono ai progetti di ottenere le autorizzazioni prima della presentazione delle offerte. Allo stesso modo, rigide norme di conformità possono scoraggiare i piccoli operatori o i nuovi operatori, riducendo l’inclusività”.

I REQUISITI PER ASTE CORRETTE SECONDO IRENA

Le aste devono, insomma, essere concepite in modo da includere “piccoli e nuovi operatori, alimentare le industrie nazionali, creare posti di lavoro, coinvolgere le comunità e contribuire allo sviluppo nazionale. Gli elementi chiave della progettazione a questo proposito includono i requisiti di qualificazione (ad esempio, la fissazione di una soglia minima per i contenuti locali) e la selezione dei vincitori (ad esempio, l’attribuzione di punteggi più elevati per i benefici comunitari o il rafforzamento dello sviluppo regionale), come in Marocco e Sudafrica”. In questo senso, osserva Irena “una transizione energetica giusta ed equa richiede un diverso approccio alla progettazione tecnica ed economica dei sistemi energetici e dell’energia elettrica. Inoltre, l’integrazione di grandi quote di energia rinnovabile variabile (VRE) – vale a dire energia eolica e solare fotovoltaica – richiede misure specifiche. Le caratteristiche specifiche delle tecnologie VRE influenzano il funzionamento del sistema energetico”.

RINNOVABILI E INVESTIMENTI LEGATI ALLA TRANSIZIONE POSSONO FAR RAGGIUNGERE OBIETTIVI DI SVILUPPO E SOCIOECONOMICI PIÙ AMPI

Le aste, comunque, “possono rafforzare l’integrazione VRE garantendo l’approvvigionamento delle centrali elettriche più vicine al sistema. Ogni tipo di progettazione d’asta offre opzioni per supportare diverse strategie, a seconda del grado di pianificazione centrale nel mercato dell’energia elettrica. La selezione dei vincitori, ad esempio, può essere progettata per dare la priorità al più basso costo di integrazione del sistema, come in Brasile – prosegue la ricerca -. L’allocazione del rischio e le regole di remunerazione dei venditori possono garantire maggiori entrate agli operatori in grado di produrre energia quando e dove è più necessaria, come nella maggior parte delle aste europee. L’impiego di energia rinnovabile – insieme agli investimenti legati alla transizione – apre la possibilità di raggiungere obiettivi di sviluppo e socioeconomici più ampi. Gli elementi di progettazione delle aste possono soddisfare ulteriormente tali obiettivi, in particolare se combinati con altre misure abilitanti, come le politiche finanziarie, industriali, del lavoro e dell’istruzione”.