Bruxelles formalizza la posizione sulle violazioni del Trattato da parte di undici Paesi dell’Est e dei Balcani. Nuovo bilancio 2026-2027 e poteri d’indagine alla Procura europea per tutelare i fondi dell’Unione.
L’Unione Europea ha definito una linea di estrema fermezza nei confronti dei partner della Comunità dell’energia, preparandosi a sanzionare una serie di violazioni sistemiche che coinvolgono quasi tutti i Paesi dei Balcani occidentali, l’Ucraina, la Georgia e la Moldavia. La posizione ufficiale, che l’UE ha adottato in vista del 23° Consiglio ministeriale della Comunità dell’energia tenutosi a Vienna, punta non solo a certificare i mancati adempimenti normativi di undici nazioni, ma anche a blindare la gestione finanziaria dell’organizzazione attraverso l’intervento diretto degli organismi antifrode di Bruxelles.
La notizia emerge dalla Decisione (UE) 2026/69 del Consiglio, adottata lo scorso 15 dicembre 2025 e firmata dal presidente di turno L. Aagaard e pubblicata oggi in Gazzetta Ufficiale europea. Il documento stabilisce l’orientamento di voto che la Commissione Europea ha espresso a nome dell’Unione durante la riunione ministeriale, agendo in base ai poteri conferiti dal Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea (TFUE).
LE SANZIONI E LE VIOLAZIONI DEL TRATTATO NEI BALCANI E NELL’EST EUROPA
Il punto più critico dell’agenda riguarda l’accertamento di numerose violazioni del Trattato che istituisce la Comunità dell’energia. L’Unione Europea ha dato mandato di approvare i progetti di decisione che attestano la “mancata osservanza” degli obblighi da parte di una lunga lista di Paesi. Nello specifico, i procedimenti riguardano l’Albania (casi ECS-5/24 e ECS-23/24), la Bosnia-Erzegovina (casi ECS-6/24, ECS-14/24, ECS-19/24 e ECS-24/24), la Georgia (casi ECS-7/24, ECS-15/24 e ECS-25/24) e il Kosovo (casi ECS-8/24, ECS-16/24 e ECS-26/24).
Sotto la lente di Bruxelles sono finiti anche la Moldavia (casi ECS-9/24, ECS-17/24 e ECS-27/24), il Montenegro (casi ECS-10/24, ECS-28/24 e ECS-15-21), la Macedonia del Nord (casi ECS-11/24, ECS-21/24 e ECS-29/24) e la Serbia (casi ECS-12/24, ECS-22/24 e ECS-2/21). Non è esclusa l’Ucraina, colpita dal procedimento ECS-13/24. L’approvazione di queste sanzioni è stata comunque vincolata al parere preventivo del comitato consultivo della Comunità, a supporto delle indagini svolte dal Segretariato.
LA STRETTA ANTIFRODE E IL RUOLO DI EPPO E OLAF
Una delle novità più rilevanti dal punto di vista della sostenibilità istituzionale è la modifica delle procedure di gestione del bilancio, volta a garantire una protezione ferrea degli “interessi finanziari dell’Unione europea”. Secondo le nuove disposizioni inserite nell’articolo 42 delle procedure interne, ogni reato o attività illecita come frode e corruzione dovrà essere deferito all’Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) e alla Procura europea (EPPO).
Le modifiche prevedono che gli agenti finanziari informino immediatamente l’ordinatore o direttamente l’OLAF e l’EPPO in presenza di sospetti. In caso di irregolarità, la procedura di spesa verrà sospesa e le decisioni potranno essere annullate. Il personale della Comunità dell’energia è ora obbligato a “cooperare pienamente” con gli investigatori europei, fornendo assistenza e accesso per ispezioni amministrative presso gli uffici del Segretariato, estendendo tale obbligo di collaborazione anche a eventuali terze parti coinvolte nell’esecuzione del bilancio.
IL BILANCIO 2026-2027 E LA GESTIONE FINANZIARIA
Sul fronte economico, la decisione del Consiglio ha dato il via libera all’adozione del bilancio semestrale per gli esercizi 2026 e 2027. I contributi di ciascuna Parte contraente sono stati ridefiniti per coprire le spese operative necessarie al funzionamento delle istituzioni della Comunità. Parallelamente, il Consiglio ha deliberato lo scarico finanziario per il direttore del Segretariato, Artur Lorkowski, sollevandolo dalle responsabilità gestionali per l’anno 2024 dopo l’esame della relazione dei revisori e della Commissione Bilancio. Tale passaggio formale conferma la regolarità dei conti dell’esercizio chiuso al 31 dicembre 2024, fornendo la necessaria continuità amministrativa per il nuovo biennio.
RIORGANIZZAZIONE DEL SEGRETARIATO E PROCEDURE ARBITRALI
L’Unione ha inoltre approvato l’aggiornamento dell’organigramma del Segretariato, che è entrato in vigore dal 1° gennaio 2026. Questa ristrutturazione, proposta dal direttore, mira a rendere più efficiente la macchina burocratica incaricata di monitorare i mercati energetici. Infine, la decisione UE ha confermato il rinnovo dei rappresentanti della Commissione Europea nel comitato arbitrale della Comunità dell’energia. Si tratta di due funzionari che opereranno come membri permanenti e supplenti per gestire le procedure arbitrali in materia di personale, assicurando che le controversie interne siano risolte secondo le norme stabilite dallo Statuto del personale e dal Gruppo permanente ad alto livello.


