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Infrastrutture energetiche: investimenti per un valore di 320 mld. Lo studio Confindustria Energia

Confindustria Energia

Presentata oggi la terza edizione dello studio sviluppato da Confindustria Energia sulle infrastrutture energetiche, in vista della revisione del Pniec e del Pnrr. 

Decarbonizzazione (energia e mobilità), sicurezza energetica, ottimizzazione risorse e livelli occupazionali: sono i punti chiave dello Studio “Infrastrutture energetiche per una transizione sicura e sostenibile”, sviluppato da Confindustria Energia.

LO STUDIO CONFINDUSTRIA ENERGIA: GLI INVESTIMENTI NECESSARI

Lo Studio “Infrastrutture energetiche per una transizione sicura e sostenibile”, sviluppato da Confindustria Energia con la partecipazione delle sue associazioni, H2IT e di Snam e Terna e con il supporto analitico di PwC Strategy &, è stato presentato oggi, martedì 17 gennaio a Roma, al Senato, alla presenza del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin.

Accelerare sullo sviluppo di investimenti in infrastrutture energetiche e nel rispetto dei tempi previsti, puntando, in Italia e in Europa, su un modello di sostenibilità integrata nelle sue dimensioni ambientale, economica e sociale, con uno sguardo lungo al Mediterraneo. Lo scenario “sostenibilità integrata” elaborato da Confindustria Energia, per le scelte strategiche che il Paese dovrà compiere in questo settore, coglie al meglio le potenzialità del settore energetico nazionale e valuta in 182 miliardi di euro gli investimenti previsti nel periodo 2022-2030, che si traducono in un valore aggiunto totale di 320 miliardi di euro, nell’impiego di 380 mila Ula (unità di lavoro annue) ed in una riduzione di emissioni pari a -127 Mton CO2/anno nel 2030.

Inoltre, l’estesa adozione del modello di economia circolare come parte integrante dello sviluppo dei progetti, incentiva un modello di sostenibilità per la transizione ecologica valorizzando le competenze e il know-how delle filiere nazionali.

LE PAROLE DEL PRESIDENTE RICCI (CONFINDUSTRIA ENERGIA)

“Evoluzione delle infrastrutture energetiche (fondamentali nella transizione), da un lato, e sostenibilità economica e sociale (ovvero mantenimento dell’occupazione e della competitività delle aziende) dall’altro, sono due facce della stessa medaglia”, ha dichiarato in merito allo studio, il presidente di Confindustria Energia, Giuseppe Ricci, sottolineando che “solo costruendo una traiettoria di decarbonizzazione che ricerchi per ogni ambito e settore la massima efficacia ed efficienza gestendo attentamente la transizione e che non lasci indietro nessuno, stimolando la ricerca e lo sviluppo e valorizzando tutte le tecnologie disponibili e il loro reale potenziale, sarà possibile traguardare tutti gli ambiziosi obiettivi del Fiftfor55 e RepowerEU al 2030 e del Net Zero Carbon al 2050”.

“Un piano integrato di investimenti – ha aggiunto Ricci – che presenta benefici sul sistema Paese in termini di crescita economica, di ricadute ambientali e occupazionali con investimenti valutati secondo criteri di neutralità tecnologica, finalizzati al raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione, di sicurezza energetica e di sostenibilità sociale, attraverso infrastrutture energetiche flessibili e resilienti. È la proposta di Confindustria Energia in vista dell’elaborazione del nuovo Pniec e dell’adeguamento del Pnrr al RePowerEu”: “Sarà fondamentale, infatti – ha ribadito Ricci -, assicurare la tenuta sociale del sistema, ovvero prestando attenzione allo sviluppo delle nuove filiere che dovranno sostituire quelle in declino, valorizzando la riconversione e non la dismissione dei settori, salvaguardando occupazione diretta e indiretta, riconvertendo le professionalità e valorizzando le infrastrutture e i tessuti imprenditoriali locali esistenti”.

RICCI: PRESTARE ATTENZIONE DIVERSIFICAZIONE FONTI

“Il tema della sicurezza energetica ci impone di prestare attenzione alla diversificazione delle fonti e delle soluzioni da adottare. Così come è stato stato sbagliato puntare troppo sul gas russo, crediamo che sia sbagliato puntare solo su una soluzione. Ma, è necessario mettere a fattore comune tutte le soluzioni disponibili e ricercare la loro applicazione dove queste sono più efficaci ed efficienti”, ha dichiarato il presidente di Confindustria Energia, Giuseppe Ricci, nel corso della conferenza “Infrastrutture energetiche per una transizione sicura e sostenibile” di Confindustria Energia, oggi in Senato.

“Dobbiamo rimuovere tutti gli ostacoli che impediscono una crescita veloce delle fonti rinnovabili. (…) Dall’altra parte dobbiamo riconoscere che, per avere la giusta sicurezza energetica, le fonti fossili giocheranno ancora un ruolo importante. Il gas è un elemento fondamentale per la transizione”, ha dichiarato il presidente di Confindustria Energia, Giuseppe Ricci, nel corso della conferenza “Infrastrutture energetiche per una transizione sicura e sostenibile” di Confindustria Energia, oggi in Senato, che ha aggiunto: “dobbiamo investire per la diversificazione e dobbiamo investire per assicurarci che le infrastrutture siano efficienti”.

“Gli investimenti devono essere realizzati nei tempi giusti”, continua Ricci. “Il compito di Confindustria è quello di monitorare l’evoluzione della realizzazione degli investimenti previsti per la transizione, per assicurarsi che tutto il sistema tenga”.

POTÌ: ECCO LE OPPORTUNITA’ DELL’ITALIA

“Dal piano integrato – ha spiegato il vicepresidente di Confindustria Energia, Roberto Potì, in merito allo studio presentato nel corso della conferenza “Infrastrutture energetiche per una transizione sicura e sostenibile”, oggi in Senato – emergono diverse leve complementari tra di loro che mirano ad una transizione sostenibile, a partire da una posizione geografica ottimale per l’ulteriore crescita di fonti rinnovabili e per la diversificazione delle rotte di importazione del gas. L’Italia può contare inoltre su riserve di gas naturale non utilizzate, su capacità di stoccaggio incrementabili e su reti di trasporto e trasmissione diffuse nel territorio. La sua leadership in Europa nella produzione di biocarburanti e le importanti eccellenze nei processi di economia circolare, completano il quadro delle opportunità disponibili”.

“I progetti individuati nello studio – ha aggiunto Potì – potrebbero consentire entro il 2026 l’avviamento dei cantieri per 62 miliardi di euro, un segnale concreto per l’accelerazione della transizione energetica, nel quadro di una strategia proiettata oltre l’attuale fase emergenziale e con una visione geopolitica per il nostro Paese anche di maggiore collaborazione con i Paesi del Mediterraneo, area di tradizionale presenza degli operatori italiani, al fine diversificare gli approvvigionamenti energetici e di incentivare lo sviluppo di infrastrutture sostenibili e integrabili”.

“Abbiamo condotto una survey in cui abbiamo analizzato dei Paesi in base a due indici: l’indice di indipendenza energetica e l’indice di dipendenza dalla Russia per quanto riguarda l’import del gas e del petrolio”, ha affermato il vicepresidente di Confindustria Energia, Roberto Potì, nel corso della conferenza “Infrastrutture energetiche per una transizione sicura e sostenibile”, oggi in Senato. “(…) L’Italia, come confermano i numeri, ha un’alta dipendenza dalle importazioni e dal gas russo. Inoltre, ha delle potenzialità sulle rinnovabili, ha una rete di trasmissione e trasporto molto diffusa e ha delle caratteristiche di collocazione geografica che aiutano in una conversione dei flussi”, a aggiunto Potì.

CONFINDUSTRIA ENERGIA: IL RUOLO DEL GAS

Secondo lo studio studio sviluppato da Confindustria Energia, il gas manterrà in Italia un ruolo indispensabile nel medio termine, nonostante il consistente sviluppo previsto per le fonti rinnovabili elettriche, e non sarà completamente sostituibile dal biometano e dall’idrogeno. Sarà quindi necessaria anche la realizzazione di sistemi di stoccaggio e di utilizzo della CO2 per accelerare i processi di decarbonizzazione in alcuni settori industriali.

Per raggiungere gli obiettivi del Fit for 55 e del REPowerEU è necessaria una forte accelerazione nell’avviare nuovi investimenti nei prossimi anni. La scarsa rilevanza (5%) del sostegno dell’attuale PNRR agli investimenti previsti fa auspicare una sua revisione o l’individuazione di strumenti finanziari analoghi per realizzare le infrastrutture complementari alle fonti rinnovabili e necessarie alla transizione energetica sostenibile e resiliente delineata dal REPowerEU.

L’aggiornamento del PNIEC e la revisione del PNRR – secondo Confindustria Energia – offrono l’occasione per un confronto con il Governo su programmi coordinati di realizzazione delle infrastrutture energetiche, che siano di riferimento per le decisioni di investimento nel medio -lungo periodo, sostenute dalla definizione di un articolato quadro di «fattori abilitanti» di carattere normativo, autorizzativo e finanziario.

La condivisione con le comunità locali delle priorità strategiche, dei criteri progettuali adottati per minimizzare l’impatto ambientale, la definizione ex ante delle ricadute economiche e occupazionali anche attraverso confronti sindacali e uno stretto coordinamento tra Enti autorizzativi nazionali e regionali, sono i presupposti per la definizione nei tempi previsti delle iniziative proposte.

REGINA: POLITICA ENERGETICA VISTA COME PANDEMIA PERMANENTE

“L’invito al ministro e al governo è che consideri questa fase di trasformazione” e “il tema della politica energetica un po’ come una pandemia permanente nell’ottica di regia e non demandi a un solo ministero un’enormità di fattori”. “Il paese deve mettere al centro della propria visione industriale l’energia”. Lo ha detto Aurelio Regina di Confindustria nel corso della tavola rotonda nell’ambito della conferenza “Infrastrutture energetiche per una transizione sicura e sostenibile” di Confindustria Energia, oggi in Senato, nella Sala Capitolare presso il Chiostro del Convento di Santa Maria sopra Minerva.

VENIER (SNAM): SU QUESTIONE GAS INTERPRETARE IL FUTURO

“Oggi abbiamo eseguito solo soluzioni tampone e non affrontato in modo strutturale la questione” del gas. “Avremo un futuro che dobbiamo cominciare ad interpretare in un contesto in continua evoluzione”. Lo ha detto Stefano Venier, ad di Snam, nel corso della tavola rotonda nell’ambito della conferenza “Infrastrutture energetiche per una transizione sicura e sostenibile” di Confindustria Energia, oggi in Senato. “Lo sviluppo dell’idrogeno verde richiede delle condizioni per essere sviluppato che richiedono politiche specifiche. Dobbiamo costruire questo percorso di transizione come un corridoio di sicurezza”, ha precisato Venier.

DEL PIZZO (TERNA): NECESSARIO CAMBIO MIX DI GENERAZIONE

“Il vettore elettrico diventerà uno degli elementi fondamentali per la transizione. Il consumo di Energia lorda 1700 TWh il sistema elettrico dal punto di vista degli usi finali 320 TWh questo vuol dire che la componente elettrica seppur importante, è una porzione”. Lo ha detto Francesco del Pizzo di Terna nel corso della tavola rotonda nell’ambito della conferenza “Infrastrutture energetiche per una transizione sicura e sostenibile” di Confindustria Energia. Le previsioni “vedono la componente elettrica crescere ma c’è sicuramente una parte importante nel mondo della molecola che rimane. Riteniamo quindi che ci sia una doppia necessità: un cambio del mix di generazione” con uno sviluppo delle rinnovabili “che può essere un vantaggio anche per l’occupazione” e “uno sviluppo delle infrastrutture di rete”. “Negli ultimi 3 anni abbiamo investito 5 mld di euro – ha aggiunto Del Pizzo – per le infrastrutture per la transizione. Il piano di sviluppo della rete nazionale vede investimenti per 18 mld a cui si aggiungono quelli per la sicurezza”.

“Nelle prossime settimane pubblicheremo il nuovo piano di sviluppo della rete – ha detto il manager Terna – ma quello che posso dire è che l’obiettivo di 70GW di rinnovabili cambia la prospettiva degli investimenti da fare”. “Non vogliamo affrontare la questione solo con l’hardware” ma anche “con strumenti di tecnologia digitale”.

PICHETTO FRATIN: FOCUS SU SICUREZZA ENERGETICA DEL PAESE

“La dipendenza energetica del nostro paese dall’estero è il freno a mano sulla crescita della nostra economia e del nostro paese. C’è stato un periodo storico in cui si è deciso di non procedere con il nucleare, poi problemi estrattivi. Oggi c’è il paradosso che la quota di energia che importiamo dalla Francia è comunque di quel tipo, l’attuale dipendenza energetica del nostro paese ha avuto un’attenuazione con il 2007-2008 con la spinta delle rinnovabili”. Lo ha detto il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin intervenendo alla conferenza “Infrastrutture energetiche per una transizione sicura e sostenibile” di Confindustria Energia, oggi in Senato. “Ci sono stati dibattiti forti con chi tutela il territorio e chi deve trovare l’equilibrio dei luoghi da tutelare, è però cambiato il quadro internazionale e c’è anche un governo politico che vuole affrontare la questione dell’indipendenza energetica proprio per una quesitone di futuro – ha aggiunto il ministro -. Partiamo su una visione strategica, non possiamo tardare un minuto sulla sicurezza energetica. L’altra faccia della medaglia è la tutela ambientale. Quindi dobbiamo diventare padroni del nostro destino energetico. Da qui le scelte sui rigassificatori, sulle estrazioni di gas dei nostri giacimenti, sulle semplificazioni, sulle nuove forme di produzione di energia. La sfida è quella delle generazione diffusa”.

“Credo che parte del Pnrr, la chiarezza delle idee che dobbiamo avere rispetto al quadro complessivo” possano far “arrivare alla sicurezza paese con crescita delle rinnovabili e diminuzione dei fossili” da un lato “ma dall’altra parte centralità in Europa diventando luogo di smistamento. Servono naturalmente le infrastrutture, l’Adriatica serve così come servirà probabilmente il raddoppio del Tap su cui stiamo lavorando e tutta una serie di semplificazione per utilizzare le più moderne forme di trasmissione di energia. Un sistema integrato multicentrico di paese a cui arrivare il più in fretta possibile con tutte le forze, e la collaborazione tra pubblico e privato”. Lo ha detto il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin intervenendo alla conferenza “Infrastrutture energetiche per una transizione sicura e sostenibile” di Confindustria Energia, oggi in Senato, nella Sala Capitolare presso il Chiostro del Convento di Santa Maria sopra Minerva.

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