Fact checking e fake news

Coronavirus: dal 24 febbraio 1.700 persone in smart-working per Snam

Smart working

Oltre 19mila partecipanti collegati nelle riunioni “virtuali”, 260mila call via Skype per un tempo complessivo di quasi 18mila ore nella prima settimana di Snam

Circa 1.700 persone al lavoro da casa, più di tremila riunioni con un totale di oltre 19mila partecipanti collegati nelle riunioni “virtuali”, 260mila call via Skype per un tempo complessivo di quasi 18mila ore. Sono alcuni dei numeri della prima settimana di smart-working in Snam, una delle prime aziende italiane ad attivare il lavoro da casa per i dipendenti delle regioni maggiormente interessate dalla diffusione del coronavirus, e al contempo impegnata con i propri tecnici sul territorio per garantire la sicurezza degli approvvigionamenti energetici.

PARTITO IL 24 FEBBRAIO IN 6 REGIONI

Lo smart-working in Snam è partito lunedì 24 febbraio ed è tuttora in corso – con alcune eccezioni necessarie per consentire la normale operatività – per i dipendenti che lavorano nel campus di San Donato Milanese e per quelli domiciliati o residenti in Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Piemonte, cui si sono aggiunti dopo pochi giorni i colleghi della Liguria e del Friuli-Venezia Giulia, per un totale di 1.700 persone.

ALVERA’: SNAM NON SI È MAI FERMATA

In questa decina di giorni la società ha lavorato ininterrottamente per assicurare l’operatività delle proprie infrastrutture e la continuità del servizio agli utenti, a cominciare dal presidio del centro di dispacciamento di San Donato Milanese, “cervello” della rete gas italiana. Sul territorio, inoltre, sono operativi i tecnici incaricati del monitoraggio delle infrastrutture e quelli impiegati negli impianti, nei distretti, nei centri operativi e nei cantieri. “Snam non si è mai fermata e continua a garantire la sicurezza energetica del Paese”, ha scritto nei giorni scorsi su LinkedIn l’amministratore delegato Marco Alverà.

Fin dalle prime notizie sui contagi in Lombardia, Snam è rimasta costantemente in contatto con la Protezione Civile e con le autorità sanitarie, costituendo anche un team inter-funzionale incaricato di seguire l’evolversi della situazione e di fornire informazioni e supporto a tutti i colleghi.