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Ecco chi è il vero vincitore del patto Opec+

petrolio

Dal 2016, da quando cioè l’Opec+ ha deciso i tagli alla produzione petrolifera, la Russia ha fatto più soldi dell’Arabia Saudita sui mercati internazionali

Da quando è stato siglato il patto Opec+, che ha deciso un taglio della produzione giornaliera del petrolio per sostenere i prezzi del greggio, la Russia ha fatto più soldi dell’Arabia Saudita. Ciò malgrado i sauditi abbiano ridotto la produzione di tre volte il volume che la Russia ha tagliato. È quanto emerge da un’analisi di Bloomberg realizzata sulla base delle stime dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (Aie).

A DICEMBRE SI RIDISCUTE IL PATTO OPEC+

Arabia Saudita e Russia, rispettivamente i leader dei gruppi Opec e non Opec nella coalizione Opec+, sono in testa ai tagli dal gennaio 2017. L’accordo attuale scade a marzo 2020 e la preoccupazione comincia a crescere in vista dell’incontro Opec+ nella prima settimana di dicembre, che dovrebbe discutere di come il gruppo debba procedere con i suoi sforzi di gestione del mercato petrolifero il prossimo anno.

SAUDITI “ANSIOSI” SUI TAGLI

L’Arabia Saudita si è mostrata ansiosa di dimostrare di essere un passo in avanti, per esempio, superando la sua quota dei tagli di oltre 400 mila barili giornalieri (bpd) negli ultimi mesi, tranne che a settembre a causa degli attacchi alle sue infrastrutture petrolifere, quando ha tagliato ancora di più.

RUSSI LENTI NELLA COMPLIANCE

La Russia, d’altra parte, è stata lenta a rispettare le sue quote: negli ultimi mesi ha superato leggermente i target, e ha mancato ancora una volta il suo obiettivo di produzione a ottobre, nonostante le promesse che sarebbe scesa in linea.

QUANTO HANNO GUADAGNATO I RUSSI

Ma la mancanza di conformità russa a raggiungere gli accordi ha consentito a Mosca di rastrellare più soldi dal greggio, anche più del principale paese Opec, l’Arabia Saudita, vera forza trainante che si cela dietro i tagli. Ma questa mannaia mette in evidenza anche un’altra questione in cui si troverebbe l’Opec se la Russia si rifiutasse di stare al gioco quando il gruppo si riunirà a dicembre.

Secondo le stime dell’Aie, le entrate lorde di greggio russe quest’anno sono state in media di 670 milioni di dollari al giorno, in aumento di 170 milioni di dollari al giorno rispetto al quarto trimestre del 2016, poco prima dell’inizio dei tagli dell’Opec+. L’Arabia Saudita – che ha tagliato la produzione di oltre 700 mila bpd negli ultimi mesi – ha guadagnato finora quest’anno 630 milioni di dollari al giorno in entrate lorde derivanti dal petrolio. Si tratta di un aumento di 125 milioni di dollari al giorno rispetto ai ricavi del quarto trimestre del 2016, secondo le stime dell’Aie, comunque più basse di quanto ricavato dai russi.

LA SCOMMESSA DEL VERTICE DEL VIENNA

Da qui la scommessa che si giocherà a dicembre al vertice di Vienna: l’Arabia Saudita ha disperatamente bisogno di prezzi del petrolio alti prima dell’IPO di Aramco, mentre le aziende russe, tra cui Rosneft e Lukoil, hanno criticato l’accordo Opec+, sostenendo che i tagli danno più quote di mercato allo shale oil americano e ostacolano i piani di espansione della produzione delle aziende russe.