Scenari

Che cosa farà Opec prima dell’ingresso di Aramco in borsa

Opec

L’Opec dovrà far salire i prezzi del petrolio: il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman vuole mantenerli alti prima del debutto sul mercato azionario di Aramco.

L’Arabia Saudita è pronta a spingere l’Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio (Opec) a effettuare tagli alla produzione petrolifera, facendo pressione sui membri del cartello, prima dell’avvio della massiccia offerta pubblica iniziale della sua compagnia petrolifera. Lo sforzo sulla commodity sarebbe mirato a sostenere i prezzi del petrolio e a ricordare ai potenziali investitori di Aramco la notevole influenza dell’Arabia Saudita all’interno dell’Opec. A raccogliere l’indiscrezione è stato il Wall Street Journal aggiungendo che la Nigeria “ha acconsentito a migliorare la conformità e a incitare altri produttori africani a seguire l’esempio”.

PRESSIONE SULL’OPEC+ PER FAR SALIRE I PREZZI DEL PETROLIO

Aramco ha presentato ufficialmente questa settimana la sua Ipo sul mercato azionario saudita dove sbarcherà a partire dall’11 dicembre. Qualche giorno prima, più precisamente “il 5 dicembre, i delegati sauditi dovrebbero invece unirsi agli altri 13 paesi produttori di petrolio dell’Opec insieme ai 10 paesi della coalizione guidata dalla Russia per un incontro a Vienna”, sottolinea il Wsj aggiungendo che i tali paese si troveranno di fronte a “un’enorme pressione per riuscire a far salire i prezzi poco prima dell’Ipo”, ha riferito un consulente petrolifero saudita. A dare l’ordine sarebbe il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman che vuole mantenere, appunto, alti i prezzi del petrolio prima del debutto sul mercato azionario di Aramco.

NEL VERTICE DI DICEMBRE SI DOVREBBE MANTENERE IL TAGLIO A QUOTA 1,2 MLN DI BARILI

Le ipotesi di crescita del gigante petrolifero, così come il dividendo che promette, si basa su prezzi del petrolio intorno ai 65 dollari al barile, secondo un documento per gli investitori preparato da uno dei bookrunner per l’Ipo di Aramco e visionato dal Wall Street Journal. Il Brent, al momento, è scambiato intorno ai 63 dollari al barile, ed è diminuito del 12% negli ultimi sei mesi, e l’Opec fa fatica a rispondere all’aumento della produzione di shale statunitense. Alla riunione di dicembre dell’Opec, ipotizza dunque il Wsj, “l’Arabia Saudita, leader di fatto del cartello, dovrebbe sostenere la continuazione del patto del gruppo per tagliare la produzione collettiva di 1,2 milioni di barili al giorno”.

RIAD PRONTA A ESERCITARE PRESSIONI SU CHI NON RISPETTA I TAGLI

Non solo. Secondo il quotidiano americano Riad è pronta a esercitare pressioni su tutti i produttori che non rispettano l’accordo esistente. Se i sauditi dovessero riuscire nel loro intento coinvolgendo anche paesi in “sovrapproduzione” come Iraq, Nigeria, Kazakistan, e altri paesi che rispettano l’accordo, il risultato porterebbe ad un taglio effettivo di 500 mila barili al giorno, hanno detto i consulenti petroliferi sauditi. Inoltre, il nuovo ministro dell’energia saudita, il principe Abdulaziz bin Salman, con la campagna di pressione, avrebbe modo di affermare la sua credibilità come negoziatore dopo essere succeduto a Khalid al-Falih a settembre, hanno ammesso due alti funzionari sauditi al Wsj.

LE PREVISIONI OPEC

La domanda di greggio Opec dovrebbe diminuire di 11 milioni di barili al giorno l’anno prossimo rispetto al 2019, ha detto il cartello nel suo ultimo rapporto. L’Opec ha dichiarato martedì scorso di aspettarsi un calo continuo delle forniture di petrolio nei prossimi cinque anni. Tuttavia, gli esperti dicono che Aramco ha il potenziale per prosperare come produttore di petrolio a buon mercato in un mondo che ha una domanda di greggio più bassa. “L’ultimo barile della domanda di petrolio sarà il più economico”, ha detto Ayed al-Qahtani, direttore della divisione ricerca dell’Opec. “Il vantaggio a lungo termine sarà nelle mani dei produttori a basso costo”.