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Mercato Elettrico Ue

Ecco come i Paesi stanno cercando di superare l’impasse sulla riforma del mercato elettrico Ue

La maggiore controversia è sul tema dei “Contratti per Differenza”, che secondo Germania, Lussemburgo e Austria consentirebbero alla Francia di dominare il mercato Ue grazie all’elettricità a basso costo proveniente dalla sua imponente flotta di 56 reattori nucleari

I Paesi dell’Unione europea stanno cercando di superare l’impasse sui piani di riforma del mercato elettrico Ue, dopo uno stallo di quasi 4 mesi, con l’obiettivo di approvare la loro posizione negoziale il prossimo 17 ottobre.

LA RIFORMA DEL MERCATO ELETTRICO UE

La riforma del mercato elettrico Ue è stata presentata dalla Commissione Europea nel marzo scorso, nel tentativo di contenere l’aumento dei prezzi causato dalla guerra in Ucraina, ma quello che si sperava fosse un processo rapido è rimasto impantanato nei dibattiti sugli aiuti di Stato per i produttori di energia.

Gli ambasciatori dei Paesi Ue mercoledì scorso si sono incontrati per discutere l’argomento e sono stati presentati diversi documenti di compromesso, nel tentativo di sbloccare la situazione. Tuttavia, saranno necessari ulteriori colloqui prima che i Paesi possano concordare la loro posizione comune in vista dei negoziati decisivi con il Parlamento europeo per finalizzare la legge.

Il tempo stringe, mentre il Parlamento europeo si scioglierà prima delle elezioni europee di giugno. Prima i Paesi Ue riusciranno a prendere posizione, più velocemente potranno avviare i negoziati e maggiori saranno le probabilità che la legge venga approvata.

LA QUESTIONE DEI CONTRATTI PER DIFFERENZA

Prima dell’incontro degli ambasciatori, diversi Stati membri dell’Unione europea hanno valutato come risolvere l’impasse, inclusa la Spagna, che attualmente detiene la presidenza semestrale Ue ed è responsabile della mediazione degli accordi. La presidenza spagnola ha ventilato diversi modi per modificare la formulazione dei cosiddetti Contratti per differenza (CfD), delle entrate garantite dal governo per i produttori di energia, che sono al centro di controversie. “Per colmare il divario tra i diversi approcci degli Stati membri, la presidenza ritiene che ci siano tre possibili opzioni per risolvere le differenze nell’articolo 19b”, ha scritto in un documento informale, pubblicato per la prima volta dal sito Contexte e visto da Euractiv.

L’articolo 19b renderebbe obbligatori i contratti per differenza bilaterali per gli aiuti di Stato volti a prolungare la vita delle centrali elettriche esistenti. Quando i prezzi dell’elettricità scendono al di sotto del livello minimo concordato, lo Stato compensa i produttori di energia per le entrate mancanti. Quando i prezzi superano il tetto concordato, le società elettriche restituiscono la differenza nelle casse statali, da cui si prevede verrà restituita ai consumatori.

Questo è stato il più grande punto di controversia, con Germania, Lussemburgo e Austria che avvertono che ciò consentirebbe alla Francia di dominare il mercato Ue grazie all’elettricità a basso costo proveniente dalla sua imponente flotta di 56 reattori nucleari.

LA PROPOSTA DELLA SPAGNA PER SBLOCCARE LA SITUAZIONE

Per sbloccare la situazione, la presidenza spagnola ha suggerito di eliminare completamente l’articolo o di apportare delle modifiche per rispondere alle preoccupazioni dei Paesi Ue. Le opzioni per modificare l’articolo 19b includono un nuovo paragrafo per rafforzare le disposizioni in materia di monitoraggio e trasparenza: il primo consente alla Commissione europea di formulare delle raccomandazioni per affrontare qualsiasi questione che influenzi la parità di condizioni sul mercato Ue, mentre il secondo va oltre, consentendo a Bruxelles di elaborare un testo giuridico per limitare, se necessario, la quota di ricavi che ritorna ai clienti finali.

LA POSIZIONE DI 9 PAESI UE SULL’ARTICOLO 19b

Nel frattempo, anche un altro documento, firmato da 9 Paesi Ue (Bulgaria, Repubblica Ceca, Francia, Croazia, Ungheria, Polonia, Slovacchia e Slovenia), esamina l’adattamento dell’articolo 19b. Ciò include la prevenzione di “qualsiasi effetto distorsivo” sugli impianti di generazione e sui mercati, la garanzia che la remunerazione sia in linea con il costo del progetto e l’evitare “indebite distorsioni della concorrenza e degli scambi nel mercato interno, in particolare, ove applicabile, determinando gli importi della remunerazione attraverso una procedura di gara competitiva aperta, chiara, trasparente e non discriminatoria”.

Anche la Germania si sta muovendo: il Financial Times riporta che Berlino starebbe cercando “un grande accordo con la Francia” per risolvere la situazione di stallo. I ministri Ue dell’Energia si incontreranno il 17 ottobre a Lussemburgo, con la speranza di trovare un compromesso che permetta loro di avviare i negoziati sulla legge finale con il Parlamento europeo. Tuttavia, servirà ancora tempo per ottenere un accordo.

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