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Mar Rosso GNL

Ecco come la crisi nel Mar Rosso può intaccare le forniture di gas (anche in Italia)

Lo stop del Qatar alle forniture di GNL aumenta i rischi di approvvigionamento per molti Paesi, inclusa l’Italia, in un periodo molto delicato come quello invernale

Il Qatar ha sospeso l’invio di petroliere di GNL attraverso lo stretto di Bab el-Mandeb, dopo che gli attacchi aerei degli Stati Uniti contro obiettivi Houthi nello Yemen hanno sollevato rischi nell’area del mar Rosso, una rotta cruciale per il commercio internazionale. Secondo i dati di tracciamento delle navi compilati da Bloomberg, sono ferme da venerdì scorso almeno 5 navi GNL gestite dal Qatar che si stavano dirigendo verso il passaggio all’estremità meridionale del Mar Rosso.

IL RUOLO DEL QATAR NELLE FORNITURE EUROPEE DI GNL

Il Qatar è il secondo fornitore di GNL in Europa (lo scorso anno ha rappresentato circa il 13% del consumo dell’Europa occidentale), e questo stop alle forniture aumenta i rischi di approvvigionamento per molti Paesi, inclusa l’Italia, in un momento molto delicato come il periodo invernale. Il Qatar per inviare il suo gas utilizza le vie navigabili, dal momento che l’alternativa è la rotta intorno al Capo di Buona Speranza in Sudafrica, molto più lunga. Ciononostante, è difficile immaginare delle carenze nel breve termine, soprattutto considerato che gli stoccaggi europei sono ad altissimi livelli e che la domanda industriale al momento è contenuta.

I sistemi energetici europei oggi sono molto dipendenti dalle catene di approvvigionamento globali e da eventi distanti anche migliaia di chilometri dai mercati nazionali. A differenza da quanto avviene per il gas, la natura globale del commercio di GNL comporta il fatto che i venditori hanno accesso a varie rotte e fornitori.

L’INVERNO, IL GNL E I PREZZI DEL GAS

All’inizio di questa settimana sono previste temperature gelide in Francia, in Germania e nel Regno Unito – i maggiori mercati energetici della regione – che aumenteranno la domanda di gas per il riscaldamento e la produzione di energia. Tuttavia, i consumi industriali contenuti, gli elevati livelli degli stoccaggi e i notevoli flussi di GNL verso l’Europa nordoccidentale potrebbero impedire al gas di toccare livelli di prezzo elevati.

Oggi i prezzi di riferimento del gas in Europa sono scesi del 3,7%, e vengono scambiati vicino al livello più basso da agosto 2023. I futures olandesi con scadenza mensile – il punto di riferimento del gas in Europa – alle 8:40 di oggi ad Amsterdam sono scesi dell’1,5% a 31,50 euro al megawattora.

LO STOP ALLE NAVI DIRETTE IN EUROPA

Tre navi che trasportano GNL in Europa si sono fermate al largo delle coste dell’Oman, e altre due navi vuote dirette in Qatar per ricaricare si sono fermate sull’altra sponda del Bab el-Mandab, una nel Mar Rosso e l’altra nel Mar Mediterraneo, vicino al Canale di Suez. Le forze militari combinate – che includono sia la Marina statunitense che la Marina britannica – hanno consigliato alle navi mercantili di stare lontane dalla zona di pericolo nel Mar Rosso meridionale, a seguito degli attacchi aerei sugli Houthi, sostenuti dall’Iran. Almeno tre importanti operatori di petroliere hanno dichiarato eviteranno la zona calda.

Da quando hanno iniziato a colpire le navi, a metà novembre, gli Houthi non hanno attaccato nessuna imbarcazione che trasportava gas, ma la riluttanza del Qatar a transitare nel Mar Rosso evidenzia il forte aumento dei rischi che comportano gli attacchi guidati dagli USA. Il Paese del Golfo Persico fino ad oggi era stato tra i pochi fornitori di gas che continuavano ad utilizzare il Mar Rosso per inviare il combustibile in Europa.

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