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sicurezza energetica UE

Ecco cosa prevede il piano per l’energia dell’Unione europea

Prezzi calmierati, voucher e taglio delle accise. Ecco il piano Ue per ridurre la bolletta dell’elettricità alle famiglie più vulnerabili

La Commissione europea si prepara a presentare il piano “AccelerateEU”, che punta a contenere il costo dell’energia per famiglie e imprese e a sostenere la transizione verde. Tra le misure previste ci sono prezzi calmierati, voucher e taglio delle accise per alleggerire le bollette delle fasce più vulnerabili, oltre a un sostegno ai settori più esposti agli extra-costi energetici. Il piano prevede anche incentivi per ridurre i consumi di gas e carburanti e per accelerare il passaggio a fonti più pulite, insieme a nuovi investimenti per l’elettrificazione dell’economia. Ecco tutte le iniziative Ue per contrastare il caro energia.

MAGGIORE COORDINAMENTO TRA GLI STATI MEMBRI

La Commissione europea, si legge su La Stampa, “chiede agli Stati di agire insieme come fatto nel 2022, quando l’azione congiunta aveva permesso di ridurre del 18% la domanda di gas (tra l’agosto del ’22 e il marzo del ’23). Le aree in cui muoversi in modo coordinato sono: il riempimento degli stoccaggi di metano, il rilascio delle riserve petrolifere, l’adozione delle misure nazionali d’emergenza e la disponibilità di diesel e cherosene, visto che l’Ue importa il 40% del carburante per gli aerei e la metà passa dallo Stretto di Hormuz. L’Ue farà una mappatura delle capacità di raffinazione e delle necessità di prodotti petroliferi”.

A CHI SONO RIVOLTE LE MISURE DI SOSTEGNO?

Settore agricolo, pesca, trasporto stradale e marittimo, oltre alle industrie energivore. A questi settori si rivolgono le misure di sostegno, che saranno temporanee (termineranno il 31 dicembre 2026) e consentiranno di coprire fino al 50% dei costi extra dovuti alla crisi. “Per quanto riguarda i cittadini – prosegue il quotidiano torinese – Bruxelles invita a sostegni “mirati” per le famiglie più vulnerabili attraverso voucher energetici, prezzi calmierati e taglio delle imposte sull’elettricità”.

TRASFORMAZIONE ENERGETICA E MISURE PER IL RISPARMIO ENERGETICO

La Commissione europea punta anche sul risparmio energetico e sulla trasformazione del sistema energetico. Nel piano vengono suggerite misure per ridurre i consumi legati a riscaldamento, climatizzazione e trasporti, come il potenziamento del telelavoro (almeno un giorno a settimana), la promozione di trasporto pubblico e ferroviario con prezzi agevolati, la rimodulazione delle temperature negli edifici pubblici, la creazione di zone e giornate senz’auto e alternative ai voli sulle tratte brevi, tutte raccomandazioni non vincolanti. Sul fronte strutturale, Bruxelles vuole introdurre un obiettivo vincolante di elettrificazione, ancora oggetto di confronto tra Stati membri, da raggiungere attraverso un’accelerazione delle rinnovabili e incentivi fiscali e sussidi per pompe di calore, auto elettriche, pannelli solari e la sostituzione di caldaie e fornelli a gas.

IL PUNTO SULLE RISORSE

“Per tutti questi interventi, si legge sempre su La Stampa, non ci sono risorse fresche”. Gli Stati hanno a disposizione 184 miliardi dai loro Pnrr e 38 dai fondi di Coesione, secondo la Commissione europea. Nelle prossime settimane, si legge, Bruxelles «assisterà gli Stati membri nel massimizzare e riallocare i fondi Ue esistenti (Pnrr e Coesione) verso investimenti energetici che producano un impatto rapido, tra cui: l’ampliamento della distribuzione di energia pulita, l’estensione delle misure per affrontare la povertà energetica, e il trasferimento dei fondi Pnrr inutilizzati a InvestEU o altre banche promozionali nazionali»”.

LA POSIZIONE DI DAN JØRGENSEN

In un’intervista rilasciata a La Stampa, il commissario Ue all’Energia Dan Jørgensen ha descritto la situazione energetica come «molto seria», avvertendo che la crisi attuale è «peggiore del 2022» e destinata a «peggiorare» per prospettive ancora «cupe». Pur riconoscendo una maggiore preparazione dell’Europa rispetto alla precedente crisi grazie alla diversificazione delle forniture, al calo dei consumi di gas e alla crescita delle rinnovabili, Jørgensen ha sottolineato che si tratta di una «crisi dell’energia fossile». Ha inoltre escluso ogni ipotesi di ritorno al gas russo, definendola «impensabile», e ha avvertito che anche in caso di fine della guerra servirebbero anni per riportare i prezzi alla normalità.

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