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Ecco il Piano Strategico 2022-25 di Eni: 30% investimenti nuove energie entro il 2025, 60% entro 2030

Eni

L’obiettivo di Eni è assicurare la fornitura ai mercati premium attraverso il portafoglio gas globale di 50 TCF di riserve e risorse nel portafoglio globale e 14 TCF di gas addizionale disponibile per il mercato nel breve e medio termine; più 15 MTPA contrattualizzati di GNL entro il 2025, di cui 80% in quota Eni.

Garantire ai clienti sicurezza energetica e riduzione delle emissioni, assicurare forniture di gas ai mercati premium attraverso un portafoglio globale, accelerare il percorso verso le zero emissioni assolute, sviluppare un business per la mobilità sostenibile che combini biocarburanti e stazioni di servizio. Tutto ciò assieme a una forte generazione di cassa operativa, pari a 14 miliardi di euro, che supporta un miglioramento della politica di remunerazione nel 2022, con un dividendo complessivo annuale aumentato a 0,88 euro per azione, un programma di buyback da 1,1 miliardi di euro e ulteriori importi per scenari superiori a 90 $/bbl. È quanto ha detto Eni durante il Capital Markets Day illustrando il suo Piano Strategico 2022-2025 alla comunità finanziaria.

DESCALZI: GUERRA IN UCRAINA CI FA VEDERE IL MONDO IN MODO DIVERSO

“La guerra in Ucraina ci sta costringendo a vedere il mondo in modo diverso da come lo conoscevamo. Si tratta di una tragedia umanitaria, che ha generato nuove minacce alla sicurezza energetica e alla quale dobbiamo fare fronte senza abbandonare le nostre ambizioni per una transizione energetica equa – ha detto Claudio Descalzi, Amministratore Delegato di Eni -. La nostra strategia ci ha consentito di essere pronti ad affrontare questa sfida. La nostra risposta immediata alla crisi attuale è stata quella di ricorrere alle nostre alleanze consolidate con i Paesi produttori per reperire fonti sostitutive di energia da destinare alle necessità europee. Siamo in grado di rendere disponibili sul mercato oltre 14 TCF (trillion cubic feet) di risorse addizionali di gas nel breve e medio termine”.

“Queste azioni affiancano il nostro impegno nello sviluppo di nuovi prodotti e servizi decarbonizzati, che ci consentono di garantire la sicurezza energetica e la riduzione delle emissioni, proponendo ai nostri clienti un’ampia offerta di prodotti e servizi energetici decarbonizzati – ha aggiunto. Il risultato di questo approccio strategico supporta la decisione di accelerare il nostro percorso verso le zero emissioni nette, con un taglio del 35% delle emissioni scope 1, 2 e 3 entro il 2030, e dell’80% entro il 2040 rispetto al 2018 – ha proseguito -. Per velocizzare la transizione e rivolgere un’offerta migliore ai nostri clienti, abbiamo creato una serie di società satelliti dedicate che si affidano alle nostre tecnologie proprietarie, ai nostri efficienti modelli operativi e alle forti alleanze con gli stakeholder. La creazione di Plenitude, Vår Energi, Azule (la nostra joint venture con BP in Angola) e la recente quotazione di Energy One (la prima SPAC quotata a Londra focalizzata sulla transizione energetica) evidenziano il nostro impegno ad attrarre nuovi investimenti e definire il giusto equilibro tra allocazione delle risorse e loro rendimento. In linea con questa strategia, stiamo riunendo le nostre bioraffinerie, le stazioni di servizio e le attività di ride sharing in un’unica entità dedicata alla mobilità sostenibile. Il nostro piano industriale, supportato dal continuo rafforzamento della nostra posizione finanziaria, attraverso l’efficiente gestione del capitale e l’ottimizzazione del portafoglio, ci consentono oggi di migliorare ulteriormente la nostra già competitiva remunerazione degli azionisti”, ha ammesso Descalzi.

DESCALZI: PORTAFOGLIO GLOBALE CI HA MESSO IN POSIZIONE SOLIDA NEL GAS

“Negli ultimi 10 anni abbiamo scoperto 12 mld di boe di cui l’80% gas”, “2,2 mld di boe di risorse proprie con un costo medio inferiore a 1,5 dollari al barile”. “Le nostre operazioni si concentreranno su base near field legate a infrastrutture esistenti per ridurre i costi di sviluppo e operativi. Tutti in aree in cui abbiamo buona conoscenza geologica e in cui siamo attivi” ha detto Claudio Descalzi parlando nel corso del capital markets day. “Il nostro portafoglio globale ci ha messo in posizione solida, possiamo sviluppare un business di 50 tcf di riserve e risrose in progetti gas che possono rifornire i mercati chiave”. Inoltre “ci aspettiamo un contribuito Gnl totale di 15 mtpa nel 2025 grazie a Egitto con Damietta”, alla “start up Coral in Mozambico” e alla valorizzazione di gas in Congo atteso per il 2023”.

DESCALZI: PUNTIAMO SU CATTURA E STOCCAGGIO CO2, AL LAVORO SU CLUSTER A RAVENNA

“Il Ccs svolgerà un ruolo cruciale nella transizione energetica. Abbiamo molta esperienza nello stoccaggio di CO2 in giacimenti esausti. Il primo esempio è il progetto nel Regno Unito Hynet con un tasso di immissione 4,5 tonnellate all’anno che aumenterà nel 2030 a 10. Stiamo lavorando a un secondo cluster nel Regno Unito e uno in Italia nella zona di Ravenna. Nel 2030 il nostro obiettivo è raggiungere 30 Mtpa di volumi stoccati di cui 10 propri”, ha concluso.

LA STRATEGIA DI ENI: SICUREZZA E SOSTENIBILITA’

La strategia di Eni è volta a garantire la sicurezza e la sostenibilità del sistema energetico mantenendo una netta focalizzazione sulla transizione energetica equa e sulla creazione di valore per gli stakeholder. Eni persegue questi obiettivi facendo leva sull’upstream e sulle partnership con Paesi produttori per reperire opportunità di forniture di gas alternative e addizionali; e accelerando i propri obiettivi di decarbonizzazione, offrendo ai clienti prodotti e servizi sempre più decarbonizzati per abbattere le emissioni scope 1, 2 e 3.

LE LEVE: TECNOLOGIA, NUOVI MODELLI DI BUSINESS E ALLEANZE CON GLI STAKEHOLDER

Eni ha sviluppato un approccio strategico distintivo che fa leva su: Tecnologie proprietarie e breakthrough – l’impegno di Eni nella leadership tecnologica è parte del DNA della compagnia e supporta lo sviluppo dei nuovi business per rispondere alla sfida della decarbonizzazione dei propri clienti nei differenti mercati; Nuovi modelli di business – a sostegno della propria crescita, Eni sta creando nuovi soggetti dedicati con modelli di business su misura focalizzati sui propri clienti e con capacità di accedere ai mercati dei capitali in modo indipendente. Tali soggetti continuano a trarre beneficio dalle attività di Ricerca e Sviluppo di Eni, dalla sua cultura HSE, dalla sua capacità di project management e della solida posizione finanziaria; Alleanze con gli stakeholder – operare al fianco di numerosi stakeholder ci ha consentito di sviluppare soluzioni con benefici condivisi, sinergie e nuovi quadri regolatori per trasformare il sistema energetico e percorrere una transizione equa e inclusiva.

ACCELERARE IL PERCORSO DI RIDUZIONE DELLE EMISSIONI

Eni ha anche deciso di accelerare nel percorso di riduzione delle emissioni verso l’obiettivo delle zero emissioni nette a cominciare dalle Emissioni scope 1, 2 e 3 (“riduzione del -35% entro il 2030 e del -80% entro il 2040 rispetto ai livelli del 2018 – rispetto agli obiettivi di -25% e -65% del precedente piano); Emissioni scope 1 e 2 (“taglio del -40% entro il 2025 rispetto ai livelli del 2018 e raggiungimento delle zero emissioni nette entro il 2035, in anticipo di cinque anni rispetto al precedente piano”) ed Emissioni scope 1 e 2 relative all’upstream (“-65% entro il 2025 rispetto al 2018 in linea con l’obiettivo, confermato, delle zero emissioni nette entro il 2030”).

LE SOLUZIONI DI PLENITUDE

Nella contestuale riduzione, Eni svilupperà un’offerta sempre più ampia di soluzioni decarbonizzate per i propri clienti: Plenitude si prevede offrirà elettricità green a tutti i propri clienti power nell’ambito di una crescita della propria base clienti a 15 milioni e svilupperà oltre 15 GW di capacità rinnovabile entro il 2030; La capacità di bioraffinazione crescerà fino a 6 milioni di MTPA (milioni tonnellate/anno) nei prossimi dieci anni; L’idrogeno contribuirà al piano per circa 4 milioni MTPA entro il 2050.

IN 10 ANNI IL PRIMO IMPIANTO A FUSIONE

Nei prossimi dieci anni verrà sviluppato il primo impianto commerciale relativo alla Fusione Magnetica aprendo potenzialmente la strada a una fonte illimitata di energia pulita e sicura. Per finanziare questa crescita, Eni aumenterà la quota dei propri investimenti dedicati alle nuove soluzioni energetiche ad almeno il 30% entro il 2025, raddoppiando al 60% entro il 2030 e fino all’80% al 2040. In dieci anni, queste attività genereranno un Free Cash Flow positivo e raggiungeranno il 75% di contributo al Free Cash Flow gruppo dal 2040.

AMPIEZZA DEL PORTAFOGLIO INTEGRATO DI GAS

Come ha detto Descalzi, l’obiettivo di Eni è assicurare la fornitura ai mercati premium attraverso il portafoglio gas globale di 50 TCF di riserve e risorse nel portafoglio globale e 14 TCF di gas addizionale disponibile per il mercato nel breve e medio termine; più 15 MTPA contrattualizzati di GNL entro il 2025, di cui 80% in quota Eni. Il portafoglio e gli investimenti globali effettuati da Eni negli ultimi dieci anni “hanno messo la compagnia in una posizione di forza tale da poter accrescere significativamente il proprio business del gas naturale, con circa 50 TCF di riserve e risorse. I progetti gas di Eni sono ben posizionati per rifornire mercati chiave e si aspetta che possano raggiungere più di 15 MTPA di volumi contrattualizzati GNL entro la fine del piano. La compagnia è in grado di rendere disponibili sul mercato nel breve e medio termine oltre 14 TCF di risorse addizionali di gas”, ha sottolineato Eni in una nota.

NATURAL RESOURCES: DECARBONIZZAZIONE E VALORIZZAZIONE DEL PORTAFOGLIO UPSTREAM

Gli impegni di Eni nell’upstream sono basati sulla valorizzazione della sostenibilità e del valore del portafoglio, sull’aumento della profittabilità e sulla diminuzione dell’impronta carbonica.

∙ Produzione: crescita media del 3% all’anno, 1,7 milioni di barili equivalenti al giorno (Mboe/d) nel 2022; 1,66 Mboe/d nel primo trimestre del 2022; verso un plateau di circa 1,9 Mboe/d nel 2025. La componente gas crescerà progressivamente sino al 60% al 2030 e oltre il 90% dopo il 2040 e nel contempo l’olio si ridurrà nel medio e lungo termine.

∙ Upstream, net carbon footprint scope 1 e 2: diminuzione del 65% entro il 2025 rispetto al 2018 e verso il raggiungimento delle zero emissioni nette entro il 2030. ∙ Riduzione delle emissioni di metano: piano in linea con il Global Methane Pledge. ∙ Esplorazione: 2,2 miliardi di barili di olio equivalente (boe) di nuove risorse nell’arco
del piano quadriennale (UEC, costo unitario di esplorazione <1,5$/boe). ∙ CCS: obiettivo di stoccaggio totale di circa 10MTPA nel 2030 con una capacità lorda complessiva di 30MTPA.

∙ Capex: circa 4,9 miliardi di euro nel 2022; 4,5 miliardi di euro in media nel corso del piano (esclusi i soggetti valutati con il metodo del patrimonio netto).

∙ Upstream, Free Cash Flow organico cumulativo (post capitale circolante): circa 29 miliardi di euro nell’ambito del piano.

∙ GGP, Free Cash Flow cumulativo (post capitale circolante): pari a circa 2,7 miliardi di euro nel corso del piano con un EBIT previsto nel 2022 pari a 0,9 miliardi di euro, pur considerando una volatilità trimestrale significativa.

NELL’ARCO DEL PIANO 11 PROGETTI IN PRODUZIONE: ECCO QUALI SONO

Nell’arco del piano Eni metterà in produzione 11 progetti major inclusi Baleine in Costa d’Avorio, Marine XII LNG in Congo, Coral in Mozambico, Dalma Gas negli EAU e altri progetti gas in Italia, Indonesia e Norvegia. Questi progetti uniti ai ramp–up aggiungeranno al 2025 circa 800 mila boe/d alla produzione upstream di riferimento.
L’upstream di Eni sarà più sostenibile e di valore con un net carbon footprint scope 1 e 2 in diminuzione del 65% entro il 2025 (rispetto al 2018), in linea con l’obiettivo delle zero emissioni nette del 2030. Allo stesso tempo la cash neutrality media dell’upstream diminuirà fino a circa 25$/boe (dai 30$/boe del 2021).

Eni continuerà a focalizzarsi sui progetti con veloce time to market, limitando i capitali inutilizzati e massimizzando l’IRR. Il capex in quota Eni sarà pari a circa 4,9 miliardi di euro nel 2022 e 4,5 miliardi in media durante il periodo di piano (esclusi i soggetti valutati con il metodo del patrimonio netto).

Nell’arco del piano le attività esplorative continueranno a rappresentare un fattore distintivo e la fonte principale della diversificazione di Eni verso un portafoglio caratterizzato da una definita presenza di gas, un veloce time to market e un basso breakeven, con un costo medio di esplorazione inferiore a 1,5$/bbl. L’attività di esplorazione si concentrerà su opportunità near field e legate a infrastrutture esistenti in bacini provati con elevato potenziale a gas, con l’obiettivo di raggiungere 2,2 miliardi boe di risorse complessive.

Si prevede che i volumi contrattualizzati di GNL supereranno i 15 MTPA entro il 2025. Tale crescita sarà basata sui nuovi progetti in Congo, Angola, Egitto, Indonesia, Nigeria e Mozambico, dove Eni sta accelerando lo sviluppo del gas. In Congo, il progetto di esportazione è costituito da due impianti di liquefazione di GNL modulari e flessibili, che consentiranno un time to market altamente competitivo, con avvio della produzione di GNL
nel 2023.

IL CARBON CAPTURE AND STORAGE: 10 MTPA IN QUOTA ENI ENTRO IL 2030

Infine, la Carbon Capture and Storage (CCS) svolge un ruolo rilevante nel supportare le industrie energivore nell’abbattimento delle loro emissioni. L’attuale pipeline di progetti, permette di raggiungere l’obiettivo di stoccaggio di circa 10 MTPA di emissioni in quota Eni entro il 2030, con una capacità complessiva lorda, inclusiva dei volumi di terze parti, pari a 30 MTPA, come anticipato da Descalzi nella presentazione del piano.

ENERGY EVOLUTION: CRESCITA DEI NUOVI BUSINESS: 2GW DI CAPACITA’ RINNOVABILI INSTALLATA ENTRO IL 2022

Eni punta ad ampliare l’offerta di prodotti e servizi energetici decarbonizzati, favorendo l’abbattimento delle emissioni scope 3 associate ai propri clienti.
Plenitude è la società di Eni che opera nell’ambito della catena del valore dell’energia verde e che integra rinnovabili, soluzioni di energia per i clienti e un’ampia rete di ricarica per veicoli elettrici secondo un modello definito per creare valore resiliente.
∙ Generazione di energia rinnovabile: obiettivo di oltre 2 GW di capacità installata entro il 2022, rispetto a circa 1 GW nel 2021, e di oltre 6 GW alla fine del piano.
∙ Attività Retail: obiettivo di oltre 11,5 milioni di clienti entro il 2025, da oltre 10 milioni nel 2022.
∙ Punti di ricarica per veicoli elettrici: espansione della rete di mobilità elettrica fino a oltre 30.000 punti di ricarica entro il 2025.
∙ EBITDA pro forma di Plenitude: più che raddoppiato per la fine del piano rispetto al 2021, fino a 1,4 miliardo di euro.

PROSEGUE LA QUOTAZIONE DI PLENITUDE

Il processo di quotazione di Plenitude sta proseguendo ed è stato compilato il documento di registrazione con l’Autorità di Mercato italiano (Consob).
Mobilità sostenibile: Eni sta riunendo le proprie attività di bioraffinazione e di marketing in un soggetto dedicato alla mobilità sostenibile, posizionato in modo unico come business multi-energy e multi-service focalizzato sul cliente.
∙ Bioraffinazione: crescita della capacità da 1MTPA a 2MTPA entro il 2025, attraverso l’espansione dell’impianto di Venezia e la conversione di un’altra raffineria tradizionale; l’obiettivo di 6 MTPA sarà raggiunto nel prossimo decennio.
∙ Feedstock: integrazione verticale per assicurare il feedstock attraverso lo sviluppo di una rete di agro-hub in molti Paesi in cui è presente l’upstream di Eni, con l’obiettivo di coprire il 35% dell’approvvigionamento entro il 2025.
∙ Marketing: le stazioni di servizio Eni saranno trasformate in uno spazio in cui i clienti avranno accesso a carburante sostenibile e servizi retail.
∙ EBITDA della mobilità sostenibile: oltre 0,9 miliardi di euro entro il 2025.
Nel 2022 il business downstream (R&M e Versalis) sarà impattato sia dallo scenario negativo sia dall’incremento dei costi relativi alle utility. Nel 2022 l’EBIT è atteso in negativo con un primo trimestre dell’anno particolarmente sfidante. Tuttavia, grazie alla transizione in corso verso l’economia circolare e ai prodotti verdi, nonché dello scenario in ripresa, il business è in grado di supportare la propria trasformazione nell’arco del periodo di piano.

LA STRATEGIA FINANZIARIA: CAPEC MEDIO ANNUO DI CIRCA 7 MLD NEL CORSO DEL PIANO

La disciplina finanziaria di Eni è una componente strutturale nell’esecuzione della strategia di transizione della compagnia.
∙ Capex medio annuo di circa 7 miliardi di euro nel corso del piano con un Capex 2022 pari a 7,7 miliardi (esclusi i soggetti valutati con il metodo del patrimonio netto); ∙ IRR dei progetti upstream in esecuzione pari al 21% sulla base dello scenario Eni;
∙ Tasso interno di rendimento dei nuovi investimenti nel portafoglio delle rinnovabili: + 200 punti base rispetto al WACC di Plenitude;
∙ Contributo netto derivante dalla gestione del portafoglio pari circa 3 miliardi di euro nel periodo 2022-2025;
∙ Flusso di Cassa Operativo (ante capitale circolante al costo di rimpiazzo) pari a oltre di 14 miliardi euro nel 2022 e a circa 55 miliardi nell’arco del piano sulla base dello scenario Eni;
∙ Crescita degli strumenti di finanza sostenibile con l’obiettivo di raggiungere oltre 13 miliardi di euro nel 2025;
∙ Cash neutrality sotto i $45 al barile nel periodo di piano.
Mantenendo una rigorosa disciplina nella gestione del capitale, con un capex medio annuale di 7 miliardi di euro in linea con il piano precedente, Eni proseguirà nella ristrutturazione del proprio portafoglio per focalizzarsi sul reale valore dei propri business e per massimizzare le opportunità di crescita.
Circa il 25% del capex è destinato alla crescita della capacità rinnovabile e della base clienti, implementando progetti di economia circolare, costruendo capacità di bioraffinazione incrementale ed espandendo la propria proposta legata alla mobilità sostenibile.

Nel corso del periodo piano, Eni manterrà un alto grado di flessibilità con circa il 40% di capex cumulato non allocato, assicurando una riserva materiale in vista della futura volatilità dei mercati.
La gestione del portafoglio sarà una componente chiave del piano Eni che farà leva sull’approccio legato ai nuovi modelli di business e su un portafoglio altamente selettivo per creare valore.

Attraverso l’approccio legato ai nuovi modelli di business Eni sta liberando il potenziale di crescita dei propri asset, evidenziandone il pieno valore attraverso meccanismi di valorizzazione del mercato:
o Nell’upstream, Eni intende creare ulteriori veicoli dedicati in aere geografiche selezionate come in Norvegia con Vår Energi, dove è stata appena lanciata la più grande IPO di una oil&gas da oltre un decennio oltre che in Angola attraverso Azule Energy, in business combination con BP;
o Eni sta accelerando nei nuovi business e tecnologie relativi alla decarbonizzazione. All’inizio del mese la società ha completato con successo la quotazione della prima SPAC quotata a Londra focalizzata sulla transizione energetica;
o Eni ha in programma la quotazione di Plenitude, la propria società che unisce retail, rinnovabili e business di ricarica di veicoli elettrici, nel 2022, in funzione delle condizioni di mercato.
Eni continuerà a migliorare la qualità del proprio portafoglio, uscendo o diluendo la propria esposizione agli asset e paesi non-core, valutando acquisizioni strategiche tattiche per ottimizzare il portafoglio stesso.

Nel corso del piano Eni prevede di generare dalla gestione del portafoglio un contributo di cassa netto positivo pari a circa 3 miliardi di euro.
Eni continuerà ad allineare i propri strumenti finanziari ai principali obiettivi strategici stabiliti nel proprio piano di decarbonizzazione. Alla fine del piano strumenti finanziari corrispondenti a 13 miliardi di euro saranno legati ai KPI strategici della società.
Eni è resiliente dal punto di vista finanziario ed è in grado di produrre una elevata generazione di cassa. Assumendo un prezzo Brent di 80$ al barile, si prevede un Flusso di cassa operativo (ante capitale circolante al costo di rimpiazzo) superiore a 14 miliardi di euro nel 2022 mentre il Free Cash Flow organico ante capitale circolante al costo di rimpiazzo è previsto a 6-7 miliardi di euro nello stesso anno.

Nell’arco del piano in base allo scenario Eni, la società genererà un Flusso di cassa operativo cumulativo (ante capitale circolante al costo di rimpiazzo) pari a circa 55 miliardi di euro e un Free Cash Flow (ante capitale circolante al costo di rimpiazzo) pari a oltre 25 miliardi di euro.

POTENZIAMENTO DELLA REMUNERAZIONE DEGLI AZIONISTI

Il Consiglio di Amministrazione di Eni ha approvato un potenziamento della remunerazione agli azionisti per condividere con gli investitori la generazione di valore derivante dai progressi di Eni nel proprio percorso strategico e dal miglioramento dello scenario:
∙ Il dividendo complessivo annuale aumenta a 0,88 euro per azione da 0,86 euro per azione, sulla base del prezzo di riferimento del Brent tra 80 e 90 $ al barile. ∙ Il dividendo sarà corrisposto in quattro rate trimestrali paritarie a settembre 2022, novembre 2022, marzo 2023 e maggio 2023.
∙ In ragione della solidità del piano Eni e del prezzo di riferimento del Brent per il 2022, Eni lancerà un programma di acquisto di azioni proprie (buyback) pari a 1,1 miliardi di euro, subordinato all’approvazione dell’Assemblea degli azionisti che si terrà nel maggio prossimo.
∙ Inoltre, Eni aggiornerà la propria valutazione sullo scenario relativo al programma di buyback a luglio e ottobre. In presenza di scenari di prezzo del Brent superiori a 90$
al barile, Eni procederà ad aumentare gli acquisti di azioni proprie per un ammontare pari al 30% del Free Cash Flow incrementale associato.
∙ Considerata la performance resiliente evidenziata dal business, la scala di variazione del dividendo per azione precedentemente elaborata a partire da un dividendo base pari a 0,36 euro per azione è stata conseguentemente semplificata.

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