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Ecco la squadra che si muove dietro al nuovo nucleare italiano

Dopo l’approvazione della legge si apre la partita dei decreti attuativi che spalancheranno le porte al nucleare. Chi siederà ai tavoli che prepareranno i decreti? Chi scriverà materialmente le bozze? Tutte le risposte

La legge che riapre la strada al nucleare in Italia porta le firme di Giorgia Meloni e Pichetto Fratin. Ma dietro quelle due firme c’è una filiera molto più lunga. Una squadra di giuristi, tecnici, funzionari e organismi scientifici ha lavorato per costruire il quadro normativo che ora consegna al Governo una delega decisiva. Ora dovranno essere adottati uno o più decreti legislativi che definiranno le regole del nuovo nucleare italiano.

I PRIMI PASSI DELLA LEGGE SUL NUCLEARE

Il disegno di legge delega sul nucleare sostenibile approvato ieri dal Senato è un provvedimento di iniziativa governativa presentato proprio da Meloni e Pichetto. Ma dietro la norma c’è una squadra di tecnici e funzionari. Il nome centrale nella fase di elaborazione della legge è quello di Giovanni Guzzetta, professore ordinario di Diritto costituzionale all’Università di Roma Tor Vergata. Con un decreto del ministro del 13 giugno 2024, Pichetto gli ha conferito l’incarico di consigliere giuridico del ministro.

La documentazione parlamentare racconta che Guzzetta ha costituto un gruppo di lavoro di esperti, che tra giugno e dicembre 2024 ha lavorato a stretto contatto con la Segreteria tecnica del ministro per definire una bozza di progetto di legge, sfruttando le valutazioni tecnico-scientifiche della Piattaforma Nazionale per un Nucleare Sostenibile (PNNS).

LA PIATTAFORMA PER UN NUCLEARE SOSTENIBILE

Accanto al gruppo giuridico guidato da Guzzetta c’è la Piattaforma Nazionale per un Nucleare Sostenibile, istituita dal MASE nel novembre 2023. Si tratta di una struttura di raccordo che riunisce soggetti italiani attivi, a vario titolo, nel nucleare, nella sicurezza, nella radioprotezione e nella gestione dei rifiuti radioattivi. Nella lista figurano, tra gli altri, AIMN, Associazione Italiana Nucleare, AIRP, Ansaldo Nucleare, Arvedi Acciai Speciali Terni, ASG Superconductors e altri soggetti industriali, scientifici e istituzionali. La PNNS ha fornito valutazioni tecnico-scientifiche al gruppo di lavoro costituito dal consigliere giuridico del ministro Pichetto Fratin.

I TECNICI DELLA PNNS

Tra le figure che emergono nel percorso tecnico-istituzionale della macchina burocratica del nucleare c’è Nicola Ippolito, indicato dal Consiglio nazionale degli ingegneri come rappresentante del MASE e coordinatore della Piattaforma nazionale per il nucleare sostenibile. Un altro nome emerso nel lavoro della Piattaforma è Pietro Alessandro Di Maio, professore ordinario di Impianti nucleari all’Università di Palermo. Di Maio è associato al lavoro tecnico della PNNS, in particolare al Gruppo di lavoro dedicato alle tecnologie di fusione.

DA MASE A PALAZZO CHIGI

Completato il lavoro ministeriale, il testo è poi entrato nel circuito legislativo del Governo. Un passaggio determinante per la genesi della norma sul nucleare è il Dipartimento per gli affari giuridici e legislativi della Presidenza del Consiglio (DAGL), la struttura che segue la preparazione e il coordinamento giuridico degli atti normativi del Governo. A capo del DAGL figura Francesca Quadri, capo del Dipartimento per gli affari giuridici e legislativi della Presidenza del Consiglio.

NUCLEARE, LE COMMISSIONI E L’OK DELLA CAMERA

Una volta arrivato in Parlamento, il provvedimento C.2669 è passato di mano alle commissioni per l’esame ed eventuali modifiche. Il lavoro parlamentare ha coinvolto le Commissioni Ambiente e Attività produttive, con Gianpiero Zinzi, Riccardo Zucconi, Ilaria Cavo e Luca Squeri come relatori.

Dopo l’approvazione della Camera il 4 giugno 2026 è poi passato al Senato come A.S. 1924, dove è stato esaminato dalla Commissione Ambiente e infine dall’Assemblea. Tra i protagonisti dell’esame parlamentare figura anche Roberto Rosso, estensore del parere della Commissione Politiche dell’Unione europea.

LA NUOVA SQUADRA DEL NUCLEARE

Il 4 giugno 2026 il MASE ha nominato nuovi esperti per affiancare il ministro Pichetto sul nucleare sostenibile nel passaggio dalla legge delega alle norme operative. Tra i nominativi emersi nella documentazione relativa alla nuova task-force figurano Giovanni Guzzetta, Stefano Ciotti e Stajano. Una squadra che potrebbe giocare un ruolo centrale nella delicata partita dei decreti attuativi.

SI APRE LA PARTITA DEI DECRETI

La legge approvata il 23 settembre non contiene ancora tutte le regole che serviranno per costruire e gestire i nuovi impianti. Il Governo dovrà emanare entro dodici mesi – su proposta del ministro Pichetto Fratin – uno o più decreti legislativi sulla materia nucleare. Norme che dovranno tradurre in norme concrete la delega parlamentare: dalla disciplina della costruzione e dell’esercizio degli impianti alla sicurezza, passando per la gestione del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi agli organismi di controllo, fino alle procedure autorizzative e agli altri aspetti della governance del settore.

CHI METTERA’ DAVVERO MANO AI TESTI

La domanda che rimane sospesa è: chi scriverà i decreti attuativi? Infatti, la legge identifica chiaramente che la responsabilità politica sarò di Governo e MASE, ma non chi avrà la paternità materiale dei testi. Dietro la firma finale del ministro ci saranno presumibilmente gli uffici legislativi e tecnici del MASE, gli esperti nominati dal ministero, le amministrazioni coinvolte e le strutture pubbliche competenti per gli aspetti di sicurezza e regolazione nucleare. La stessa legge prevede infatti un lavoro interministeriale.

È qui che la mappa dei nomi diventa ancora più interessante: chi siederà ai tavoli che prepareranno i decreti? Chi scriverà materialmente le bozze? Quali funzionari firmeranno le relazioni? Quali esperti saranno incaricati? E quali organismi (da ISIN a ENEA) forniranno i pareri e le valutazioni? Domande che restano ancora senza riposta.

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