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Energia, Re Rebaudengo: Servono semplificazioni, un Pniec 2.0 e nuove linee guida dal Mibact

Rebaudengo

Intervista al presidente di Elettricità Futura Agostino Re Rebaudengo: Occorrono politiche concrete a favore delle rinnovabili e dell’efficienza energetica grazie a un’abile pianificazione delle risorse del Piano nazionale per la ripresa e la resilienza

Semplificazioni normative, costruzione di un dialogo con i Ministeri responsabili e gli enti preposti al rilascio delle autorizzazioni per gli impianti energetici. Ma anche politiche concrete a favore delle rinnovabili e dell’efficienza grazie a un’abile pianificazione delle risorse del Piano nazionale per la ripresa e la resilienza che includa l’idrogeno. Infine un Pniec 2.0 che tenga conto delle novità nei target 2030 e delle linee guida da parte del Mibact che definiscano in modo chiaro i temi del paesaggio con il raggiungimento degli obiettivi, la cui responsabilità esecutiva deve essere chiaramente delegata ai funzionari o ai sovraintendenti. Sono i temi affrontati da Agostino Re Rebaudengo, presidente di Elettricità Futura, in questa intervista con ENERGIA OLTRE.

D: Nel 2021 si aprono nuove prospettive per il mercato energetico italiano con la fine di una parte del mercato tutelato, la prospettiva di una ripresa economia post-pandemia, i fondi del Next Generation EU. Quali sono secondo Lei presidente le prospettive per quanto riguarda il comparto energia in Italia?

R: “Dobbiamo mirare ‘all’abbattimento’ di almeno il 55% delle emissioni di CO2 entro il 2030 come stabilito dall’Europa con il Green Deal e all’assegnazione dei fondi del Next Generation EU destinati alla transizione energetica. La ripresa dall’emergenza del Coronavirus si fonda sulla digitalizzazione e sulla accelerata transizione verso le rinnovabili come indicano i piani europei. Il nostro settore ha quindi una grande responsabilità! Per vincere queste sfide servono politiche concrete a favore delle rinnovabili e dell’efficienza energetica – le due direttrici della decarbonizzazione – e un’abile pianificazione delle risorse del Piano nazionale per la ripresa e la resilienza che il nostro Governo dovrà presentare entro aprile”.

D: In Italia ci sono molti aspetti del mercato elettrico che non funzionano adeguatamente a partire dal processo autorizzatorio. Su cosa si impegnerà Elettricità Futura in questo 2021?

R: “Anche nel nostro settore ci confrontiamo con i ‘negazionisti’ della transizione energetica che deteriorano il già lento e inefficiente contesto autorizzativo. L’ultimo esempio è il ‘no’ del TAR della Sardegna al repowering di un parco eolico nel sassarese. In particolare, il progetto aveva ottenuto il parere positivo della Commissione VIA, era sostenuto dalla Regione, dalle comunità locali e dai sindacati, ma non dal Ministero dei Beni Culturali, il cui diniego è stato incredibilmente confermato dai giudici del Tribunale Amministrativo. Inoltre negli scorsi mesi il Consiglio dei Ministri ha accolto l’opposizione del MiBACT bloccando la prosecuzione della procedura di valutazione d’impatto ambientale relativa a due progetti di parchi eolici in Puglia dando pareri opposti. In un caso, infatti, è stato dato diniego perché l’impianto era progettato in un territorio privo di altre installazioni e nell’altro caso è stato bloccato il progetto perché nell’area erano presenti già molti impianti. L’impegno di Elettricità Futura sarà quindi ancora più rivolto allo sviluppo degli impianti rinnovabili coerentemente con i target del Green Deal attraverso l’introduzione di semplificazioni normative e la costruzione di un dialogo con i Ministeri responsabili e gli enti preposti al rilascio delle autorizzazioni. La sempre maggiore presenza di rinnovabili nella rete elettrica sta modificando la struttura del mercato. Ciò rende urgente un nuovo Market design, tema complesso ma su cui vi è già un vivo confronto tra le parti”.

D: Recentemente Elettricità Futura è diventato membro dell’European Clean Hydrogen Alliance. Quali saranno le prossime mosse dell’associazione?

R: “L’impegno dell’Associazione sul fronte idrogeno si è consolidato di recente con la creazione di un Gruppo di lavoro tecnico dedicato (composto dai nostri associati) e con l’ingresso di Elettricità Futura all’interno della più grande community di stakeholder sull’idrogeno, la European Clean Hydrogen Alliance (ECH2A). La recente consultazione sulle linee guida per la strategia nazionale sull’idrogeno del MiSE, a cui Elettricità Futura ha partecipato, ha avviato il dibattito nel nostro Paese per lo sviluppo di questo promettente settore. È essenziale ora lavorare per rendere il vettore idrogeno sostenibile ambientalmente ed economicamente. Alla luce dei nuovi obiettivi europei il Pniec italiano rischia di essere in ritardo e andrebbe aggiornato”.

D: Secondo Lei Presidente cosa devono fare le istituzioni italiane per non far rimanere indietro il paese?

R: “Il PNIEC è già superato se pensiamo che per raggiungere il target europeo del Green Deal al 2030 dovremmo realizzare 65 GW di nuovi impianti rinnovabili a fronte dei 40 GW previsti dal PNIEC pubblicato dal Governo a dicembre 2019. L’emanazione di un PNIEC 2.0 rappresenta il primo passo necessario ma non sufficiente. Indispensabile che anche il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo (MiBACT) definisca linee guida, sui temi del paesaggio, chiare e compatibili con il raggiungimento dei target, la cui responsabilità esecutiva deve essere chiaramente delegata ai funzionari o ai sovraintendenti. Troppo spesso si assiste a casi di progetti che, nonostante siano stati sottoposti a lunghi e severi percorsi autorizzativi, patiscono un diniego sulla base di rilievi paesaggistici arbitrari e non calibrati in maniera corretta rispetto a obiettivi e benefici ambientali”.