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Ets, Plastic tax, carbon border tax e web tax nel mirino di Bruxelles

Ue

L’obiettivo è quello di raccogliere fondi per contribuire a finanziare la ripresa europea dopo la chiusura causata dalla pandemia e dare alla Commissione Ue accesso a entrate dirette del fondo Next Generation EU

Per il momento nulla è deciso. Ma alla fine l’Ue avrà a disposizione risorse dirette per finanziare la ripresa europea a cominciare dall’inserimento nell’Ets, il sistema di scambio delle quote di emissione dell’Ue, del trasporto aereo e di quello marittimo al momento esclusi dall’Emission trading scheme. L’obiettivo è quello di raccogliere fondi per contribuire a finanziare la ripresa europea dopo la chiusura causata dalla pandemia e dare alla Commissione Ue accesso a entrate dirette per aiutarla a erogare i 750 miliardi di euro del fondo di ripresa ‘Next Generation EU‘ a cui i leader europei hanno dato ufficialmente il via libera dopo la riunione di Bruxelles.

L’ETS PER VOLI E TRASPORTI MARITTIMI: FINO A 10 MLD DI ENTRATE

L’EU ETS copre già i voli all’interno dell’Unione europea: la Commissione Ue ha sempre voluto che si coprissero tutti i voli in arrivo e in partenza dall’Ue, così come le spedizioni, come parte degli sforzi per ridurre le emissioni e raggiungere gli obiettivi climatici europei.

La Commissione europea ha stimato a maggio che potrebbe ottenere fino a 10 miliardi di euro all’anno da un sistema di risorse proprie basato sulle entrate delle aste di quote ETS, compresi i nuovi settori dell’aviazione e del trasporto marittimo.

Per questo i leader europei hanno invitato Bruxelles a proporre una revisione dell’ETS, “eventualmente estendendolo al settore aereo e marittimo”, come nuova opzione per ottenere risorse proprie utili ad accelerare, a partire dal prossimo anno, i rimborsi dei prestiti erogati dalla Commissione europea per finanziare il piano di ripresa NextGenEU.

L’Ue aveva pianificato di includere l’aviazione internazionale nell’ETS a partire dal 2012, ma la grande opposizione politica, anche da parte di Cina, Russia e Stati Uniti, l’ha costretta a ripensarci. Ha quindi congelato l’idea e si è concentrata sulla collaborazione con l’associazione dell’aviazione dell’Onu ICAO per stilare un approccio globale.

LA CARBON BORDER TAX VALE TRA 5 E 14 MLD

Non solo. I leader europei hanno anche invitato l’esecutivo di Bruxelles a proporre per l’anno prossimo un meccanismo di aggiustamento della Carbon border tax e un prelievo digitale (web tax), in vista della loro introduzione entro il 1 gennaio 2023.

La Commissione europea ha stimato che il meccanismo di Carbon border tax potrebbe raccogliere 5-14 miliardi di euro all’anno dall’imposizione di un prezzo della Co2 sui prodotti importati.

L’obiettivo del meccanismo è di garantire che i settori industriali ad alta intensità energetica dell’Ue tra cui la produzione di energia, l’acciaio, la raffinazione del petrolio e l’industria pesante, non siano ‘svalutati’ dalla concorrenza di paesi con vincoli di emissioni più ‘deboli’, come la Cina e gli Stati Uniti. Anche se in questo caso occorrerà che il meccanismo sia ‘conforme’ alle regole dell’Organizzazione Mondiale del Commercio.

LA PLASTIC TAX

Infine, i leader europei hanno anche sostenuto la necessità di avviare una nuova tassa propria per la Commissione Ue basata sulla tassazione dei rifiuti di plastica non riciclata, da applicare a partire dal 1° gennaio 2021.

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