Chi c’era e cosa si è detto durante l’Italian Energy Summit 2026 de Il Sole 24 Ore, intitolato “Dallo shock energetico al nuovo equilibrio globale”
Il bicchiere è mezzo pieno, ma l’altra metà rischia di prosciugarsi in fretta. Se da un lato il ministro del Mase, Gilberto Pichetto Fratin, assicura che non resteremo al freddo, dall’altro si apre una crepa sul fronte dei carburanti e del jet fuel. Con gli Stati Uniti pronti a blindare il proprio export di diesel e la speculazione internazionale alle porte, il faccia a faccia con le compagnie petrolifere dell’8 dicembre servirà a provare a delineare gli scenari futuri. Nel frattempo, il Governo sta studiando contromisure da mettere in atto attingendo dalla Legge di Bilancio e dai 14 miliardi di euro dell’Ue. Continuare a demonizzare “la remunerazione degli investimenti” degli operatori è, però, un errore, secondo Pasqualino Monti, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Terna. È quanto emerso nel corso dell’Italian Energy Summit 2026 de Il Sole 24 Ore, dal titolo “Dallo shock energetico al nuovo equilibrio globale”, che ha tracciato un quadro sulle partite energetiche centrali per il nostro Paese.
FRATIN: STOCCAGGI AL SICURO, VERTICE CON USA SU DIESEL
L’Italia è più al sicuro di altri Paesi sul fronte energetico. Le scorte di gas sono sufficienti per un inverno al caldo e i carburanti non scarseggeranno, ma sarà necessario accendere un faro sul jet fuel. Il vero problema sono i prezzi. A dirlo è il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, che nel corso dell’evento de il Sole 24 Ore ha definito il momento italiano con il classico “bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto”. I nodi principali restano l’import e la concorrenza internazionale sui prezzi, secondo il ministro.
I PIANI PER DIESEL E BENZINA
Pichetto ha sottolineato che l’incontro dell’8 ottobre con le compagnie petrolifere servirà per un’analisi conoscitiva su contratti, provenienze e clienti, utile a tracciare proiezioni concrete prima che lo scenario internazionale possa peggiorare. Se il rialzo dei prezzi dei carburanti dovesse perdurare, il Governo potrebbe anche chiedere alle compagnie che ancora non hanno seguito l’esempio di Eni, Ip e Q8 di introdurre un price cap.
Sul tavolo c’è anche il pressing diplomatico oltreoceano con il segretario all’Energia USA, Chris Wright, per affrontare la spinosa ipotesi del blocco dell’export di diesel dagli Stati Uniti, che si è fatta strada in questi giorni.
COSA VUOLE FARE IL GOVERNO CON I 14 MILIARDI
Per le imprese, invece, il governo studia contromisure economiche immediate tra Legge di Bilancio e lo scostamento da 14 miliardi di euro, con un focus mirato a colmare lo spread tra il TTF olandese e il PSV italiano. La domanda che rimane senza risposta è: c’è all’orizzonte anche una tassa sugli extraprofitti?
Secondo l’Amministratore Delegato e Direttore Generale di Terna, Pasqualino Monti, demonizzare la remunerazione degli investimenti non ha senso, poiché si tratterebbe di una quota che incide poco sui prezzi finali e permette di accedere al mercato dei capitali al minor costo possibile. Anche il costo della trasmissione, secondo Monti, pesa appena per il 4% sulla bolletta degli italiani. La vera sfida per abbattere i costi nel lungo periodo risiede nella diversificazione, nell’aumento delle rinnovabili e in una rete più capillare, secondo l’ad di Terna. Il gas resta un pilastro per la sicurezza del sistema elettrico, ma non può rappresentare la risposta strutturale.
GAS, PREZZI E ASTE
Nel corso dell’evento de Il Sole 24 Ore è arrivata una doccia fredda per chi spera in un calo drastico delle bollette. Per Renato Mazzoncini, CEO di A2A, con il GNL che copre il 40-42% del mercato europeo e circa 18-19 euro/MWh di costi operativi incomprimibili (liquefazione, trasporto, rigassificazione), “il gas in Europa non scenderà mai più sotto i 30 euro”. Un quadro reso più complesso da un’annata idroelettrica tra le peggiori degli ultimi anni, che costringe a ricorrere al termoelettrico.
Sul fronte dell’assegnazione di capacità, l’AD di Italgas Reti, Pier Lorenzo Dell’Orco, ha annunciato una tabella di marcia serrata sulle gare: una quarantina quelle da portare avanti su un totale di 170, con una ventina di bandi in cantiere e la pubblicazione sulla capacità prevista per il 2027. Per rilanciare le aste, però, “serve un intervento sulle stazioni appaltanti, non basta una revisione light del decreto”, secondo Dell’Orco.
L’Ad di Snam, Agostino Scornajenchi, ha promosso i livelli di stoccaggio nazionali, ma ha lanciato un avvertimento: “L’Europa è indietro, la situazione va monitorata con attenzione”.
LA QUARTA VIA PER L’IDROELETTRICO
Mettere all’asta le concessioni idroelettriche italiane è un grave errore di politica industriale. È il monito che arriva da Luca Dal Fabbro, Presidente Esecutivo di Iren e Presidente di Utilitalia. La quarta via può essere una delle alternative da percorrere, sulla scia di quanto fatto dalla Francia con l’estensione delle concessioni fino a 60 anni, secondo Dal Fabbro.
Infatti, sbloccherebbe investimenti oggi congelati e tutelerebbe un bene strategico da scalate estere e garantirebbe benefici territoriali diretti.
M&A E CESSIONI
Il Summit ha messo in luce anche le grandi manovre societarie e di mercato. Alessandro Puliti, ad di Saipem, ha sottolineato che l’iter per la fusione con Subsea7 prosegue a passi spediti. “Abbiamo già ottenuto il via libera da 10 autorità Antitrust su 16. In Europa siamo in fase due e siamo fiduciosi”, ha chiarito l’AD Alessandro Puliti, escludendo contraccolpi per i clienti.
Scornajenchi, invece, ha rivelato che domani arriveranno le ultime offerte da parte dei soggetti che stanno partecipando al processo di cessione di Bioenerys. “Nelle prossime settimane potremmo dare maggiori informazioni sulla vendita degli asset del biometano”, ha aggiunto.

