Fact checking e fake news

Fine tutela, arrivano le modifiche in manovra di Pd e M5s

bollette

Entrambe le proposte chiedono uno slittamento sul Fine tutela per i clienti domestici al 1 gennaio 2022 mentre per gli altri, i democratici propongono uno scaglionamento al 1 gennaio 2021 per i clienti commerciali e al 1 luglio per i clienti con potenze fino a 16,5kW.

Come promesso, la maggioranza si muove sul rinvio della Fine tutela per il mercato energetico. Complice anche la segnalazione al Parlamento e al Governo, da parte dell’Autorità per l’energia, le reti e l’ambiente (Arera), M5S e Pd hanno presentato due diverse proposte, sotto forma di subemendamenti, agli emendamenti dei relatori al Ddl Bilancio. Entrambe le proposte chiedono uno slittamento per i clienti domestici al 1 gennaio 2022 mentre per tutti gli altri, i democratici propongono anche uno scaglionamento al 1 gennaio 2021 per i piccoli clienti commerciali, al 1 luglio per i clienti con potenze fino a 16,5kW.

LA PROPOSTA M5S

Per i pentastellati, la proposta di modifica è stata presentata da Elisa Pirro e chiede di aggiungere un articolo 11-bis che, appunto proroga al 1 gennaio 2022 per tutti i clienti. “Il ministero dello Sviluppo economico, sentita l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (Arera) definisce con apposito decreto da emanarsi entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, previo parere delle commissioni parlamentari competenti, le modalità ed i criteri dell’ingresso consapevole nel mercato dei clienti finali tenendo altresì conto della necessità di concorrenza, pluralità di fornitori e di offerte nel libero mercato”. Per quanto riguarda l’albo dei venditori, sentita Arera, si provvede con decreto Mise che deve fissare “i criteri, le modalità e i requisiti tecnici, finanziari e di onorabilità per l’iscrizione e la permanenza nell’Elenco” garantendo anche un “efficace contrasto a possibili condotte contrastanti coi generali principi, legali e regolatori che sovraintendono al buon funzionamento dei mercati e la tutela dei consumatori”. Tra questi i !requisiti imprescindibili per la permanenza nell’elenco” e i “requisiti connessi a indicatori generali sullo svolgimento dell’attività”.

LA PROPOSTA PD

La proposta del Pd è firmata da Stefano Collina e dispone lo slittamento al 1 gennaio 2021 per i clienti commerciali “con consumi superiori a 16,5 kW”, dal 1 luglio per quelli fino a 16,5 kW e per i domestici dal 1 gennaio 2022. In questo caso il Mise, in accordo con Arera “definisce, con apposito decreto da emanarsi entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, e modalità ed i criteri dell’ingresso consapevole nel mercato dei clienti finali tenendo altresì conto della necessità di concorrenza, pluralità di fornitori e di offerte nel mercato libero”. Inoltre, “al fine di analizzare le dinamiche di prezzo anche di medio-lungo periodo e per diminuire il costo della bolletta per i clienti domestici è consentito che Acquirente Unico possa differenziare le proprie strategie di acquisto ‘spot’ nella Borsa elettrica sia attraverso la sottoscrizione di contratti bilaterali a medio ovvero lungo termine con gli operatori”

COSA CHIEDEVA ARERA

Secondo Arera era necessario approntare un sistema di uscita “graduale” dal mercato tutelato per famiglie e imprese, attraverso norme ad hoc per accompagnare i clienti finali lungo la strada della completa liberalizzazione. Il rischio, secondo l’Authority, è che in mancanza di un accompagnamento graduale verso il mercato libero, alla scadenza fissata per la fine della maggior tutela (1° luglio 2020), lo strumento di salvaguardia, previsto al momento come “servizio di ultima istanza” da assicurare a chi non risulti titolare di un contratto nel mercato libero perché non ha scelto il venditore o a chi non ha un fornitore per motivi indipendenti dalla propria volontà, diventi la principale forma di fornitura. Occorrono quindi,degli interventi normativi che rendano questo passaggio non traumatico, fissando tempistiche precise entro cui prevedere l’attivazione del servizio di salvaguardia e predisporre un albo dei venditori.

SONO 18 MILIONI DI CLIENTI SOTTO TUTELA NEL SETTORE ELETTRICO

Nel documento consultabile sul sito di Arera, l’Authority evidenzia che nel 2019 in media il 53,5% dei clienti domestici (le famiglie, circa 14,9 milioni) e il 40,9% di quelli non domestici (le imprese, circa 2,7 milioni) è ancora fornito in maggior tutela nel settore elettrico, nonostante gli strumenti messi a disposizione dall’Authority. Stesso discorso nel settore gas dove il servizio di tutela costituisce ancora la modalità più gettonata da clienti domestici e condomini uso domestico: nel 2019, infatti, a ricorrere al mercato tutelato sono stati circa 9,6 milioni di clienti finali (il 47% dei clienti domestici e il 42% dei condomini uso domestico). Solo il 14% dei clienti domestici nel 2018 è stato interessato da un passaggio dal mercato vincolato al libero. Cifra che raggiunge circa il 20% tra i non domestici.