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Fine Tutela, il Mise rassicura sui tempi

Oneri di sistema

Il fine tutela del mercato elettrico dovrebbe partire il 1 luglio del 2020, ha confermaro la sottosegretaria al Mise Alessandra Todde.L’obiettivo è quello di rispettare l’attuale scadenza prevista dalla legge – prevista per il 1 luglio 2020 – per il fine tutela del mercato elettrico. Per fare ciò si sta prendendo in considerazione la possibilità di proseguire il Tavolo di confronto con Arera, Agcm, consumatori e imprese di settore. Mentre sull’albo venditori Mise, Authority Energia e Antitrust, hanno dato il via a una revisione del provvedimento. È quanto ha detto la sottosegretaria allo Sviluppo economico, Alessandra Todde che, rispondendo in commissione Attività produttive a un’interrogazione a firma Luca Squeri (FI), ha fatto il punto sulla situazione sulla liberalizzazione del settore energia.

L’OBIETTIVO È RISPETTARE LA SCADENZA PREVISTA PER IL FINE TUTELA

La sottosegretaria Todde ha evidenziato che bisognerà aspettare la fine del tavolo congiunto Mise-Arera-Agcm, per “stabilire un programma concreto ed efficace che individui tempi e azioni necessarie da porre in essere per accompagnare gli utenti tutelati verso il mercato libero, anche attraverso adeguate campagne informative, con lobiettivo di rispettare lattuale scadenza prevista dalla legge, al fine di addivenire ad una soluzione quanto più possibile condivisa per la cessazione dei regimi di tutela e garantire adeguati strumenti a sostegno dei consumatori”.

PROSEGUIRE TAVOLO SU TARGET FINE TUTELA

Nell’ottica raggiungere nei tempi previsti gli obiettivi per il fine tutela, il Mise “sta considerando la possibilità di proseguire il Tavolo di confronto con Arera e l’Agcm, aperto anche alle associazioni dei consumatori e alle imprese del settore, al fine di valutare il raggiungimento degli obiettivi previsti”, ha aggiunto la Todde.

ALBO VENDITORI IN REVISIONE

Uno dei tasselli più importanti per la liberalizzazione è naturalmente la predisposizione di un albo venditori su cui, ha assicurato la Todde, Mise, Authority per l’energia e Antitrust hanno “intrapreso una revisione” dopo il parere del Consiglio di Stato. La revisione ha come obiettivo quello di “rafforzare gli strumenti a disposizione per prevenire il verificarsi di episodi di condotte opportunistiche e scorrette e di comportamenti violativi della concorrenza”. Non solo. Il sottosegretario ha anche aggiunto che “si provvederà all’aggiornamento dell’analogo elenco, già in vigore, relativo al mercato finale del gas naturale, al fine di assicurare l’armonizzazione dei criteri di iscrizione dei soggetti abilitati alla vendita e rafforzare così l’efficacia dello strumento vigente”.

SQUERI ATTACCA: SUL FINE TUTELA SOLO ARIA FRITTA DAL GOVERNO

“La risposta del governo sulle tempistiche per l’emanazione dei provvedimenti necessari a passare dal regime ‘di maggior tutela’ nel settore del gas e dell’energia elettrica a quello di mercato libero è aria fritta. Siamo in netto ritardo”, ha commentato il deputato e responsabile energia del gruppo di Forza Italia alla Camera Luca Squer. “Il presidente di Arera Besseghini, nella relazione annuale presentata a inizio luglio, ha già richiamato il precedente governo all’approvazione dei necessari provvedimenti, escludendo la possibilità di prorogare ulteriormente il termine di uscita dal mercato tutelato. Chiediamo perciò che, come minimo, cessi la maggior tutela nell’elettrico per le partite iva e, dal momento che il mercato del gas è più maturo, proponiamo che venga meno il regime di tutela dei domestici del gas, così come gia avvenuto per le partite Iva nel 2013. È peraltro nostra intenzione proporre al più presto una risoluzione affinché il governo finalmente istituisca l’albo dei venditori nel mercato elettrico”, ha concluso Squeri.