Senza categoria

Fotovoltaico: Parte da Brescia il test sulle Uvam di Enel X

fotovoltaico

Nel fotovoltaico Brescia si difende molto bene visto che a fine 2018 conta la bellezza di 26.555 impianti. Un numero record, secondo solo a quello della provincia di Roma

Parte da tre province, Brescia, Bergamo e Mantova coinvolgendo cento abitazioni dotate di accumulo, la sperimentazione sul “solare connesso” con la città bresciana a fare la parte del leone con 68 abitazioni che forniranno risposte a Enel X e Gse sulle Uvam, acronimo che sta per Unità virtuali abilitate miste.

LA SOLUZIONE DELLE BATTERIE

Con l’intermittenza delle rinnovabili “va a finire che, spesso e volentieri, l’energia venga prodotta quando meno serve. Installo i pannelli solari a casa, ma essi producono kilowatt di giorno, quando sono al lavoro. Li sto praticamente regalando alla rete (che me li valorizza un’inezia). La stessa rete che, attraverso l’operatore a cui sono affiliato, la sera mi farà (giustamente) pagare l’energia a prezzo di mercato – scrive il Corriere di Brescia -. La soluzione? Esiste. Ed esiste non da oggi. Tuttavia i costi finora sono stati, come dire, respingenti. La soluzione si chiama accumulo. Cioè dotarsi di un sistema di batterie che permettano di immagazzinare e autoconsumare l’energia prodotta”.

IL TEST SULLE UVAM

“C’è però un problema, a cui il Gse, il Gestore dei servizi energetici, sta cercando di trovare una soluzione attraverso le Uvam, acronimo che sta per Unità virtuali abilitate miste. Passare infatti da un modello di produzione energetica concentrata (le centrali elettriche) a uno di generazione distribuita (l’autoproduzione casalinga) mette in difficoltà il mantenimento dei parametri elettrici di frequenza e tensione, indispensabili per la stabilità della rete e, quindi, del servizio. Le Uvam sono sostanzialmente degli aggregatori virtuali di potenza che assommano la disponibilità di energia stoccata nelle batterie di casa collegate ai pannelli fotovoltaici e la cedono quando serve alla rete come fosse un unico impianto”, si legge sul quotidiano.

PER ENEL X POTENZIALE TEST È ENORME

“’Il potenziale di questi test è enorme: ci sono migliaia di batterie residenziali in Italia che potranno contribuire a garantire la stabilità del sistema elettrico. Si tratta di una pietra miliare nel percorso verso un modello energetico sempre più sostenibile — spiega Marco Gazzino, responsabile Innovazione e Product Lab di Enel X —. L’aggregatore abilita gli impianti di generazione e accumulo distribuiti sul territorio a partecipare al mercato dei servizi di rete fino a poco tempo fa riservato solo ai grandi impianti ai carichi industriali. Anche per gli utenti residenziali sarà possibile quindi trasformare la propria batteria in una risorsa attiva’”, sottolinea ancora il Corriere di Brescia.

BRESCIA RESTA PRIMA PER POTENZA INSTALLATA DI ENERGIE RINNOVABILI

“Dal punto di vista ambientale Brescia non inanella solo record negativi. Certo, è la provincia con il maggior quantitativo di rifiuti interrati (85 milioni di metri cubi), di discariche esaurite (un centinaio) e in attività (quattordici), dove finisce ancora il 79% dei rifiuti speciali lombardi e il 20% di quelli italiani (dati Ispra) – scrive ancora il Corriere di Brescia -. Ma Brescia resta la provincia con la maggior potenza installata di fonti rinnovabili per la produzione di energia elettrica, il 5,3% di quella nazionale, davanti a Foggia (4,7% del totale nazionale, grazie a eolico e fotovoltaico), Sondrio (4,3% quasi tutto idroelettrico), Bolzano (3,8%) e Trento (3,4%). Un terzo dell’energia consumata in un anno in provincia (quasi 13 miliardi di chilowattora) viene prodotta senza ricorrere all’uso di fonti fossili, la minaccia cardine per il surriscaldamento globale e il futuro del pianeta”.

“Brescia, dopo Napoli, è anche la seconda provincia in Italia per produzione di energia elettrica derivante dalla combustione di rifiuti urbani biodegradabili: il 12.7% della produzione nazionale (che nel 2018 è stata di 2.404 GWh). Qui la parte del leone la fa il termovalorizzatore A2A, che brucia oltre 720 mila tonnellate l’anno di rifiuti, più della metà provenienti da fuori provincia. L’impianto di Acerra, sempre gestito da A2A, produce il 13,9% dell’energia elettrica da rifiuti, quello di Milano (ancora A2A) il 10,9%”.

“C’è poi il variegato mondo del solare fotovoltaico. La regione leader è la Puglia ma Brescia si difende molto bene visto che a fine 2018 conta la bellezza di 26.555 impianti. Un numero record, secondo solo a quello della provincia di Roma (31.985 impianti a fine 2018). I pannelli fotovoltaici nel Bresciano sono cresciuti del 6% rispetto all’anno precedente”, conclude il quotidiano.