Energie del futuro

Gas, mercato delle pipeline oltre i 2 trilioni di dollari entro il 2024

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Secondo il rapporto della Global Market Insights saranno le crescenti scoperte di riserve non convenzionali e l’alto numero di centrali elettriche a gas a determinare l’incremento

gasL’intero mercato dei gasdotti dovrebbe oltrepassare i 2 trilioni di dollari a livello mondiale entro il 2024. È quanto emerge dalle proiezioni contenute nell’ultimo rapporto redatto da Global Market Insights, Inc, società leader nel settore della consulenza globale e della gestione di mercato. Secondo lo studio, le crescenti scoperte di riserve non convenzionali e l’alto numero di centrali elettriche alimentate a gas in tutto il mondo, utilizzate per la loro alta efficienza e per le ridotte emissioni di Co2, saranno gli elementi chiave che determineranno l’incremento delle dimensioni del mercato delle infrastrutture gas. Dal lato della produzione, l‘Energy Information Administration (Eia) – l’ufficio di statistica Usa – ha pubblicato nel 2016 una relazione nella quale sostiene che il mercato dello shale gas Usa ha superato 15,2 trilioni di metri cubi (tcm) nel 2015, con un incremento anno su anno di oltre 1,7 tcm. Ma anche i paesi in via di sviluppo si stanno concentrando sull’espansione delle attività di E&P (esplorazione e produzione) nello shale per bilanciare la domanda. Lo scorso anno il China Geological Survey (CGS) ha segnalato la scoperta di 13,54 trilioni di metri cubi di riserve di gas non convenzionale nella sola provincia di Guizhou.

L’ampia disponibilità di gas si riflette naturalmente in un aumento dei consumi. Per fare un esempio il Department of Business, Energy & Industrial Strategy del Regno Unito ha pubblicato un rapporto secondo cui il consumo di gas naturale nel 2016 ha superato i 46,32 miliardi di metri cubi mentre negli Usa l’Energy Information Administration ha riferito che sempre lo scorso anno il gas naturale ha rappresentato oltre il 33% della produzione totale di energia elettrica negli impianti. I consumi di gas naturale in Italia nel 2016 sono stati pari a 70,9 miliardi di metri cubi, con una crescita del 5% sul 2015 e addirittura del 14,5% sul 2014. Mentre nel primo semestre 2017 la domanda è cresciuta del 9,6%, con 3,4 mld di mc in più rispetto al primo semestre 2016. In Cina, un report della National Development and Reform Commission (Ndrc), ha evidenziato la possibilità di un aumento del 10% dei consumi di gas nel corso del 2017 che potranno raggiungere i 230 miliardi di metri cubi. Solo nel primo semestre di quest’anno il consumo si è attestato a 114,6 miliardi di metri cubi in crescita del 15,2% rispetto allo stesso periodo del 2016. Per gli analisti l’aumento dell’utilizzo di gas naturale nel paese è diretta conseguenza non solo della costante crescita economica cinese, ma anche delle nuove politiche a salvaguardia dell’ambiente che spingono a fruire di combustibili più “puliti”. Nei piani di Pechino vi è la promozione di un utilizzo efficiente e su vasta scala del gas naturale in settori quali industria, trasporti e centrali elettriche. Tanto che la stessa Ndcr ha annunciato un piano di espansione della rete gas rivolto a tutte le città con una popolazione superiore a 500mila che avranno accesso alla fonte entro il 2025.

Dall’insieme di questi fattori – incremento della domanda e ragioni ambientali – ma anche dalla forte industrializzazione e urbanizzazione dei paesi in via di sviluppo arriverà dunque un’ulteriore accelerazione per il mercato dei gasdotti portando allo sviluppo della rete esistente e all’aumento dell’import transfrontaliero. Se nel 2016 la rete onshore rappresentava oltre due terzi della quota di mercato mondiale delle infrastrutture dei gasdotti, il mercato dei gasdotti offshore è destinato a crescere di oltre l’1,5% entro il 2024.

Guardando al mercato italiano le proiezioni prevedono l’installazione cumulativa di 300mila km di rete gas entro il 2024 completati da un aumento degli investimenti destinati a sviluppare collegamenti transfrontalieri offshore. Per esempio con l’accordo stipulato da Saipem e Trans Adriatic Pipeline AG per lo sviluppo di 105 km di gasdotto di cui 36 offshore tra le coste italiane e l’Albania. Di interesse diretto per il nostro paese anche il mercato dei gasdotti algerini che secondo le previsioni dovrebbe crescere di oltre il 6% entro il 2024. Nel 2016, la società di proprietà del governo algerino Sonatrach ha annunciato di voler investire 3,2 miliardi di dollari Usa in quattro anni per potenziare le capacità delle infrastrutture.

gasIl mercato americano è invece proiettato verso il superamento dei 2,5 milioni di chilometri di rete entro il 2024. Secondo l’Energy Information Administration la produzione di gas naturale dovrebbe coprire circa il 40% della produzione totale di energia Usa entro il 2020. Lo scorso anno, la Eia ha riferito che l’export verso il Messico tramite gasdotti è aumentato in pochi anni raggiungendo i 7,3 miliardi di metri cubi e potrebbe raddoppiare entro i prossimi 3 anni. Nel 2016, Spectra Energy e TransCanada si sono aggiudicate un contratto per costruire e gestire il nuovo gasdotto che collega il Texas a Tuxpan in Messico. L’obiettivo della nuova opera da 3,6 miliardi di dollari e 270 km, è quello di fornire shale gas statunitense alle centrali elettriche messicane entro il 2018.

Il mercato dei gasdotti in Gran Bretagna è valutato in oltre 50 miliardi di dollari. Nel 2016, l’autorità britannica per le infrastrutture ha deciso di investire oltre 7,6 miliardi di dollari in circa 13 progetti di trasmissione e distribuzione del gas in tutto il paese. Guardando ai confini europei non sono da dimenticare inoltre il Turkish Stream, il progetto di Gazprom che collega principalmente Turchia e Russia (ma in estensione fino alla Grecia) che consiste in due gasdotti paralleli che si estendono per 930 chilometri e i piani del ministero dell’Energia e delle Risorse Naturali di Ankara che nel 2015 hanno varato un piano strategico per aggiungere almeno altri due paesi all’elenco delle nazioni importatrici di gas naturale entro il 2019. Infine, l’Iran che conta per oltre il 40% della quota di mercato dei gasdotti medio-orientale e dell’Africa, ha annunciato nel 2017, di voler avviare cinque giacimenti su 24 del campo di South Pars. Negli ultimi quattro anni la produzione della zona è raddoppiata e il paese è candidato a essere uno dei leader del commercio globale di esportazione di gas.