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Gas, record per l’export russo via Ucraina. Ma Mosca punta a bypassare Kiev

Gas

Ad agosto, Italia tra i principali acquirenti di gas russo. Nel frattempo Gazprom ha completato i primi 220 chilometri del Turkish Stream. Secondo il colosso russo, inoltre, nessuna ripercussione sul Nord Stream 2 da nuove sanzioni Usa

Esportazioni di gas russo attraverso l’Ucraina da record finora quest’anno. I volumi transitati in direzione dei consumatori europei sono aumentati del 23,4% raggiungendo quota 61,9 miliardi di metri cubi. Secondo il monopolista del trasporto gas ucraino Ukrtransgaz, si tratta del volume più alto mai raggiunto negli ultimi sei anni anche se non sono state fornite spiegazioni sulle ragioni di una così alta offerta. Anche Platts conferma la buona performance dell’export russo attraverso l’ex Stato sovietico evidenziando come ad agosto, i transiti hanno superato i 5 miliardi di metri cubi per la prima volta da tre anni e mezzo.

Le forniture totali attraverso il punto di interconnessione di Velke Kapusany al confine tra Ucraina e Slovacchia, sono state esattamente pari a 5,1 miliardi di metri cubi, cioè 165 milioni di metri cubi al giorno. E tra i paesi che hanno fatto maggiori acquisti di gas russo ad agosto, a scapito di quello algerino, probabilmente per un questione legata all’ottimizzazione dei buyer, risulta esserci proprio l’Italia. L’anno scorso le esportazioni di gas russe in Europa attraverso l’Ucraina aumentarono del 23% raggiungendo gli 82,2 miliardi di metri cubi, dai 67,1 miliardi del 2015 e i 64 miliardi del 2014, ma ben al di sotto dei 116 miliardi di metri cubi raggiunti nel 2010.

gas PoloniaIn sostanza, oltre un terzo delle esportazioni di gas russo dirette verso l’Unione europea attraversa l’Ucraina nonostante Gazprom abbia dichiarato più volte l’intenzione di voler bypassare Kiev costruendo nuovi gasdotti. I rapporti con Mosca si sono deteriorati dopo l’annessione della Crimea alla Russia nel marzo 2014. Fatto che ha portato a uno stop dell’import di idrocarburi da parte di Kiev nel novembre del 2015 dopo uno scontro con il colosso russo su prezzi e pagamenti. Per questo Ukrtransgaz ha tenuto a precisare che l’Ucraina, nei primi otto mesi di quest’anno, ha acquistato gas solo dai paesi europei per 9,4 miliardi di metri cubi di gas. Nell’ottica di questa strategia, Gazprom ha già completato, nel frattempo, 220 chilometri del gasdotto Turkish Stream nel tratto sommerso al di sotto del Mar Nero. A renderlo noto lo stesso presidente dell’azienda statale, Aleksej Miller, nel corso di una conferenza stampa dedicata alla Giornata dei lavoratori del settore del petrolio e del gas. I lavori sono partiti a maggio di quest’anno e quando l’infrastruttura sarà completata consentirà di trasportare gas dalla Russia all’Europa passando dalle coste del Mar Nero alla Turchia, fino alla Grecia, eliminando completamente il passaggio in Ucraina. Due le linee previste: la prima dedicata al mercato turco, la secondo all’Europa meridionale e sud-orientale, entrambe con una capacità di 15,75 miliardi di metri cubi all’anno. La lunghezza della parte marina del gasdotto sarà di circa 910 chilometri mentre altri 180 chilometri proseguiranno via terra in Turchia. Per Ankara il gas naturale rappresenta la principale fonte di energia del paese, soddisfacendo il 38 per cento della domanda proveniente da oltre 12 milioni di famiglie. Ma secondo Miller la quota è destinata a crescere in futuro, alla stregua di quanto accadrà per i paesi dell’Europa meridionale e sud-orientale i quali generando sempre meno gas naturale, dovranno acquistare dalla Russia se vorranno approvvigionarsi e ridurre la quota di carbone nella produzione di energia elettrica, diminuendo così le emissioni di Co2 per non sforare i parametri europei.

Identico discorso anche per l’altro grande progetto russo nato per aggirare l’ostacolo Kiev, vale a dire il Nord Stream 2: 11 miliardi di dollari di investimento per connettere una seconda pipeline e raggiungere i paesi del Nord Europa entro il 2019, fornendo loro fino a 55 miliardi di metri cubi di gas. Qualche giorno fa da Gazprom, durante una conferenza con gli investitori, ha confermato la volontà di procedere con il programma, a dispetto delle nuove sanzioni statunitensi contro Mosca. Secondo Alexander Ivannikov un funzionario del colosso russo, le sanzioni sono formulate in modo vago e possono essere interpretate in senso ampio. Ciò, quindi, non frenerebbe la possibilità per Gazprom di ottenere prestiti dall’estero, ha spiegato Ivannikov aggiungendo che la compagnia russa insieme ai suoi partner europei di OMV, Engie, Uniper, Wintershall e Shell stanno cercando chiarimenti sulla questione dato che hanno autorizzato finanziamenti per circa 324 milioni di euro.

tapAlcuni paesi, tuttavia, hanno deciso di sfidare la Russia sul piano delle forniture di gas. Tra queste la Lituania che ha deciso di acquistare gas naturale liquefatto direttamente dagli Usa. Anche se in questo caso si tratta più di una scelta politica che non economica: in una recente intervista a Reuters, il ministro degli Esteri lituano Linas Linkevicius ha detto esplicitamente che l’intenzione celata dietro l’acquisto di Gnl oltremare è quella di “cementare i rapporti con gli Stati Uniti in molti aspetti oltre a difesa e sicurezza”, includendo tra le aree strategiche di cooperazione “anche quella energetica”.

 

Alessandro Sperandio

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