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Eni

Gas, rinnovabili e biocarburanti: le strategie di Eni nel percorso verso il net zero

Il Director Public Affairs di Eni, Lapo Pistelli, in audizione in Commissione Ambiente alla Camera ha illustrato le attività e gli obiettivi che l’azienda punta a raggiungere nei prossimi anni

“Eni in Italia è responsabile per quasi il 70% della produzione di gas. La produzione domestica di gas è abbastanza poca cosa nel contesto dei nostri consumi: lo scorso anno abbiamo chiuso con poco più di 3 miliardi di metri cubi, di cui 2,3 in quota Eni, su un consumo che viaggia sui 70 miliardi di metri cubi”. Lo ha dichiarato il Director Public Affairs di Eni, Lapo Pistelli, durante l’audizione in Commissione Ambiente alla Camera di Eni.

IL GAS RUSSO? NEL 2024 NON NE AVREMO PIÙ BISOGNO

“La componente di produzione nazionale è quindi limitata – ha aggiunto Pistelli – non per carenza di risorse, ma perché da molti anni c’è stata la scelta di approvvigionarsi da Paesi esteri, piuttosto che spingere sulla produzione domestica, che sicuramente non sarebbe in grado di colmare i bisogni nazionali, ma potrebbe dare un contributo maggiore delle percentuali attuali. Dopo che abbiamo sostituito le forniture russe con quelle dei Paesi africani, possiamo dire che nel corso di quest’anno l’apporto del gas russo andrà a zero, almeno per quanto riguarda la nostra quota”.

IL GRANDE OBIETTIVO DI ENI: NEUTRALITÀ CARBONICA ENTRO IL 2050

Parlando poi delle priorità dell’azienda del cane a 6 zampe, il Director Public Affairs di Eni ha spiegato che “l’obiettivo è raggiungere la neutralità carbonica al 2050 e, a differenza di molte altre aziende del settore, nella definizione di questo obiettivo noi non includiamo solo le emissioni Scope 1 e Scope 2, ma anche le emissioni Scope 3, quindi le emissioni dei nostri clienti. La nostra strategia prevede di arrivare all’azzeramento delle emissioni nette Scope 1 e Scope 2 del business upstream entro il 2030 e delle altre linee di business entro il 2035, per poi abbracciare anche la parte delle emissioni dei nostri clienti al 2050”.

I TRAGUARDI INTERMEDI DI ENI

“Per raggiungere questo traguardo – ha affermato Pistelli – sfruttiamo la diversa composizione del nostro portafoglio produttivo. Abbiamo definito già da un paio di anni il raggiungimento di un plateau, un picco di produzione entro il 2030, per poi gestirne la decrescita. All’interno della produzione tradizionale, abbiamo degli obiettivi, intermedi e finali, di sostituzione progressiva nella produzione di petrolio e gas. Ci sono poi tute le attività che Eni ha nella generazione di energia rinnovabile, nella mobilità sostenibile e i traguardi verso  alcune tecnologie breakthrough, di frontiera, che potrebbero introdurre delle discontinuità molto profonde nel paradigma tecnologico di produzione dell’energia”.

L’EQUILIBRIO TRA SICUREZZA E TRANSIZIONE ENERGETICA

“Il dibattito degli ultimi due anni ha portato un po’ tutti a considerare il tema dell’energia nella prospettiva olistica di cui essa ha bisogno, nel cosiddetto trilemma energetico. Dobbiamo guardare cioè all’energia – ha sottolineato il dirigente – tenendo conto della sicurezza energetica, della sostenibilità economica e della transizione energetica. Un continente che è squilibrato tra sicurezza e transizione è un continente che soffre gap di competitività di prezzo rispetto a continenti che compie altre scelte”.

GLI INVESTIMENTI NELLE ATTIVITÀ ZERO O LOW CARBON

Per quanto riguarda il percorso di decarbonizzazione, Pistelli ha ricordato che “Eni ha assunto degli impegni molto importanti sulle energie rinnovabili e sulle tecnologie zero e low carbon. La nostra spesa destinata alle attività zero o low carbon nel periodo 2023-2026 sarà pari a quasi 14 miliardi di euro, con l’obiettivo di arrivare al 30% degli investimenti complessivi in queste attività nel 2026, al 70% nel 2030 e all’85% nel 2040”. 

I BIOCARBURANTI: PER ENI SONO “COMPLEMENTARI ALLA MOBILITÀ ELETTRICA”

Sul fronte automotive e nuove tecnologie, ha proseguito Pistelli, “abbiamo messo in atto delle trasformazioni industriali importanti in Italia nel settore dei biocarburanti, ma non pensiamo che siano alternativi alla mobilità elettrica, ma una soluzione complementare. Noi pensiamo che i biocarburanti siano molto importanti per una parte della mobilità su gomma, quella pesante – come il trasporto merci oltre una certa dimensione -, ma anche per il trasporto leggero.

L’Unione europea ha messo al bando i motori a combustione interna nel 2035 ma, sapendo che il biodiesel già oggi è in grado di abbattere le emissioni fino al 90% sul ciclo vita intero, in attesa che chi non può ancora permetterselo passi alla mobilità elettrica, passare ad un biocarburante che abbatte le emissioni è una scelta in linea con gli obiettivi di trasformazione energetica e ambientale, che aiuta e rende protagonista il consumatore che effettua questa scelta”.

MOBILITÀ ELETTRICA: 30.000 COLONNINE ELETTRICHE ENTRO IL 2026

“Eni, insieme a BeCharge – società controllata interamente da Eni Plenitude – è il secondo operatore dedicato alla diffusione delle infrastrutture di ricarica elettrica. Oggi in Italia ci sono oltre 20.000 punti di ricarica, e da qui al 2026 raggiungeremo le 30.000 unità”, ha concluso.

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