Scenari

Gse, manovre Lega-Pd-M5s per creare Consiglio a 5 e spacchettamento

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Si profila un allargamento a 5 membri del cda del Gse

Si chiariscono i contorni dell’operazione in corso sul Gse a distanza di un paio di giorni dal cda convocato in fretta e furia per sbloccare la situazione sul gruppo e che avrebbe dovuto portare a uno stop definitivo del commissarimento e alle dimissioni dell’ad Roberto Moneta: a quanto appreso da ENERGIA OLTRE, infatti, si sarebbe consumata una spaccatura all’interno della Lega proprio durante l’uscita di Paolo Arrigoni, responsabile energia della Lega, per contrastare l’operazione dei Cinque Stelle (“Spezzatino indigesto al Paese è merce di scambio”). A quanto pare la parte lombarda della Lega avrebbe stretto, infatti, un patto con il Pd e il M5s per allargare il consiglio del Gse a 5 membri. Con conseguente aumento di poltrone e costi e una divisione secondo cui l’ad dovrebbe essere Maurizio Delfanti attualmente in Rse. Verrebbero, invece, riconfermati Laura Bajardelli e Francesco Vetrò in quota Carroccio e inseriti due nuovi consiglieri, uno per Pd e uno per i 5 stelle. Nell’accordo entrerebbe anche la nomina a presidente della commissione Attività produttive della Camera di Gianluca Benamati (Pd) in sostituzione della leghista Barbara Saltamartini. Tutto ciò renderebbe inoltre lo spacchettamento del gruppo più veloce grazie appunto all’accordo dei tre partiti politici e alla condivisione di maggioranza e opposizione sulla manovra.