L’assessore allo Sviluppo economico della Regione Lombardia lancia l’allarme sui costi energetici per il sistema produttivo: nel mirino prezzi, speculazione finanziaria e tempi delle autorizzazioni per le rinnovabili. Guidesi chiede interventi immediati e una maggiore autonomia energetica, senza escludere il nucleare
«Se i prezzi si confermeranno così alti nelle prossime settimane, c’è il rischio che il sistema lombardo possa fermarsi. Ed è un rischio che non vogliamo correre». È l’allarme lanciato da Guido Guidesi, assessore allo Sviluppo economico della Regione Lombardia , in un’intervista pubblicata dal Il Sole 24 Ore sul tema dei costi energetici e della competitività delle imprese. «Nei dati congiunturali del manifatturiero del secondo trimestre abbiamo visto per le imprese un aumento di fatturato, ma una riduzione ulteriore di marginalità perché i costi di produzione sono troppo alti». Secondo Guidesi, la pressione riguarda anche i costi di fornitura e l’autotrasporto, con un impatto particolare sulle filiere più energivore. L’assessore sottolinea inoltre che «oggi partiamo da costi aumentati rispetto alla base di partenza di allora» e che «È una situazione davvero preoccupante, siamo la prima regione manifatturiera d’Europa».
PREZZI E RISPOSTE IMMEDIATE
Nel colloquio, Guidesi individua nella questione energetica la priorità per il sistema produttivo regionale: «In questo momento, per me che mi occupo di imprese, quello energetico è l’unico tema». L’assessore collega il livello dei costi anche agli effetti sulle famiglie e sull’occupazione, spiegando che «Se la situazione permane andremo in grave difficoltà, con il rischio di fermarci e con conseguenze per l’economia nazionale e non solo: al fermo delle imprese coincide anche l’utilizzo di ammortizzatori sociali». Per affrontare l’emergenza, la richiesta rivolta a Governo ed Europa riguarda «Maggiore trasparenza nella formazione e nel calcolo del prezzo dell’energia, limiti normativi alla speculazione finanziaria che incide sui prezzi e un price cap che permetta di contenere gli effetti di dinamiche che nulla hanno a che vedere con i costi reali di produzione».
RINNOVABILI, AUTORIZZAZIONI E IDROELETTRICO
Sul fronte strutturale, Guidesi indica la necessità di aumentare l’autonomia energetica e di rafforzare il mix delle fonti. «Dovremo diventare più autonomi dal punto di vista energetico, anche per l’aumento della domanda che ci sarà. Siamo aperti a tutte le soluzioni, per rafforzare un mix di fonti, nucleare compreso». Per le rinnovabili, la Lombardia ha approvato la legge regionale 21 maggio 2026, n. 10 sulla determinazione delle aree idonee alla realizzazione di impianti da fonti rinnovabili. La norma fissa per il 2030 un obiettivo minimo regionale di potenza nominale aggiuntiva pari a 8,766 GW rispetto al dato rilevato al 31 dicembre 2020, pari a 8,64 GW. Guidesi richiama però le tempistiche amministrative: «Le tempistiche autorizzatorie sono tuttavia uno degli elementi a cui bisogna rispondere strutturalmente». Sul fronte dell’idroelettrico, ricorda inoltre la proposta di Idro Release: «avevamo fatto una proposta di Idro Release, di concerto con produttori ed energivori, che poteva essere una soluzione ma è rimasta solo sulla carta».
EFFICIENTAMENTO E COMUNITÀ ENERGETICHE
Nel quadro degli interventi già attivati dalla Regione, l’assessore cita anche l’efficientamento delle imprese e le Cer: «In questi anni inoltre, oltre a spingere l’efficientamento delle imprese o le Cer, abbiamo messo in campo strumenti di sostegno finanziario che hanno consentito alle aziende di evitare danni ulteriori e su questa strada continueremo. Ma evidentemente non basta». La legge lombarda sulle aree idonee prevede inoltre specifiche disposizioni per fotovoltaico, eolico e fonte idraulica e stabilisce che le procedure per la costruzione e l’esercizio degli impianti da fonti rinnovabili e delle relative opere di connessione siano effettuate tramite la piattaforma informatica regionale interoperabile con la piattaforma SUER.

