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Iberdrola e Naturgy rifiutano di cedere le centrali nucleari a Endesa

Le aziende elettriche si sono incontrare per l’ennesima volta nel tentativo, invano, di trovare un accordo sugli impianti

Iberdrola e Naturgy si rifiutano categoricamente di cedere a Endesa le centrali nucleari spagnole affinché sia la compagnia a gestirle fino a quando non verranno smantellate. E tanto meno farlo gratuitamente. È quanto emerge dal sito del quotidiano iberico Expansion.

TRE AZIENDE IN LOTTA TRA LORO

corea nucleareL’ennesimo nulla di fatto è solo l’ultimo capitolo della lotta che le tre grandi compagnie elettriche stanno portando avanti prima dello stop definitivo al nucleare. Malgrado le aziende abbiano firmato un protocollo per lo spegnimento “ordinato” delle centrali nucleari tra il 2027 e il 2035, non sono riuscite a concordare i dettagli su come richiedere i permessi operativi aggiuntivi richiesti da ciascuna struttura fino alla chiusura.

IL MOTIVO DELLA CONTESA

Iberdrola e Naturgy vogliono condizionare questa richiesta a un investimento massimo per la manutenzione degli impianti, per garantirne la redditività. Endesa non vuole imporre alcun tetto perché ritiene che con gli investimenti ordinari gli impianti siano redditizie e le richieste delle due aziende siano solo una manovra per chiudere in anticipo i reattori.

I POSSIBILI SCENARI

Diversi gli scenari proposti. Il primo di questi è che Endesa continui a far funzionare le centrali elettriche da sola, assumendo la partecipazione degli altri a condizione che, quando l’impianto verrà smantellato, ogni azienda elettrica si assuma il costo corrispondente agli anni di cui ha goduto. Un altro scenario scandagliato è quello di un arbitrato tra le utility.

UNA DECISIONE ENTRO IL 31 MARZO MA FORSE C’È UNA SCAPPATOIA PER ALLUNGARE I TEMPI

La scadenza per raggiungere un accordo e richiedere l’autorizzazione all’utilizzazione – con il rischio di subire una sanzione – è il 31 marzo prossimo. Ma data la difficoltà di raggiungere un accordo, le aziende sono alla ricerca di scappatoie legali per allungare le scadenze. Tecnicamente c’è la possibilità di ritardare la presentazione della domanda per un massimo di due mesi, spiegano gli esperti del settore. Per questo, sottolineano altre fonti, le aziende dovrebbero essere d’accordo, a loro volta, a richiedere un’estensione per formalizzare la richiesta di autorizzazione allo sfruttamento di ogni impianto.