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Centrale Nucleare Zaporizhzia Ucraina

Il nuovo obiettivo della Russia è distruggere la produzione elettrica ucraina

Nelle ultime tre settimane Mosca ha distrutto diverse centrali termiche a gas o carbone o centrali termoelettriche combinate e 4 grandi centrali idroelettriche, che sono cruciali per la stabilità dell’intero sistema dell’Ucraina

Dopo una prima serie di attacchi alle infrastrutture di trasmissione ucraine nel 2022-2023, la Russia di recente ha iniziato a concentrare le sue incursioni aeree sulle centrali termoelettriche e idroelettriche che generano elettricità, causando un deficit di elettricità che potrebbe richiedere anni per essere colmato.

I funzionari ucraini affermano che il danno inflitto da Mosca da marzo, sebbene non così diffuso come gli attacchi di massa alle infrastrutture nell’inverno 2022-2023, è stato peggiore a causa dell’apparente obiettivo di causare una distruzione permanente irreparabile.

GLI ATTACCHI RUSSI ALL’UCRAINA NEL 2023 E NEL 2024

Come scrive Clara Marchaud su Euractiv, nel 2023 la Russia ha colpito soprattutto le reti di trasmissione, mentre quest’anno sta distruggendo gli impianti di produzione, che sono molto più costosi e richiedono anni per essere ricostruiti o riparati. Il primo ministro ucraino, Denys Shmyhal, ha affermato che da marzo l’Ucraina ha perso oltre 6 GW di capacità della sua rete elettrica e l’80% della capacità termica. Secondo una stima parlamentare, ciò ha comportato tagli all’elettricità, al riscaldamento e anche all’acqua corrente per 2 milioni di persone.

LA CAPACITÀ DI GENERAZIONE DI ENERGIA DI KHARKIV

L’intera capacità di generazione termica ed elettrica di Kharkiv è stata distrutta, inclusa una centrale termica ed elettrica combinata (CHPP-5) che copriva il 55% del fabbisogno elettrico della città e il 35% del riscaldamento, lasciando 240.000 persone senza elettricità tre settimane dopo. Oleksandr Minkovych, direttore del CHPP-5, ha rinunciato a riparare le finestre e i soffitti distrutti dalle dozzine di missili russi e dagli attacchi dei droni. Il mese scorso 5 missili su 15 si sono abbattuti sulla struttura, rendendola “inutilizzabile per i prossimi mesi, forse per un anno. I russi stanno cercando di lasciare l’intera regione senza energia”, ha commentato Minkovych.

L’aumento degli attacchi arriva mentre gli alleati occidentali di Kiev lottano per fornire al Paese sufficienti difese aeree. Giovedì scorso il presidente Volodymyr Zelenskyy ha dichiarato ai leader dell’Unione europea che di “non poter escludere che anche le infrastrutture delle nostre altre centrali nucleari e delle reti di distribuzione siano minacciate dal terrorismo russo”.

L’OBIETTIVO È COLPIRE LA CAPACITÀ DI PRODUZIONE

Prima dell’invasione della Russia, le centrali nucleari generavano il 55% del consumo elettrico dell’Ucraina. Nelle ultime tre settimane Mosca ha distrutto diverse centrali termiche a gas o carbone o centrali termoelettriche combinate (CHP) e 4 grandi centrali idroelettriche, che rappresentano una quota meno critica del consumo complessivo del Paese, ma sono cruciali per la stabilità dell’intero sistema.

Secondo una valutazione congiunta dell’UNDP e della Banca Mondiale del 5 aprile scorso, dal 2022 la capacità di produzione di energia elettrica dell’Ucraina è stata ridotta complessivamente del 61% a causa dei danni causati dagli attacchi russi, ma la domanda è diminuita di circa il 40% anche a causa del calo della popolazione e delle attività commerciale.

LA CENTRALE ELETTRICA DI ZAPORIZHZHIA

Il conseguente calo nella produzione di energia è dovuto principalmente all’energia nucleare, con la centrale elettrica di Zaporizhzhia in mano russa, ma sono diminuite anche la produzione alimentata a carbone e gas. “Questi obiettivi servono come capacità di manovra dell’Ucraina. Quando i russi attaccano queste capacità flessibili, si verificano dei blackout di emergenza”, ha affermato Oleksandr Kharchenko, direttore del Centro di ricerca sull’industria energetica (EIR) dell’Ucraina.

Il rapporto stima che il costo preliminare per compensare le capacità perse a causa dei recenti attacchi missilistici sarà pari a 6,2 miliardi di euro in una prospettiva di 3-5 anni, ipotizzando che le capacità di idrogenerazione saranno ripristinate in un massimo di 3 anni e che le capacità di generazione termica saranno sostituite da generazione decentralizzata di pistoni a gas e turbine a gas.

LA CAPACITÀ DELLE CENTRALI ELETTRICHE DELL’UCRAINA

Nel 2022, la capacità disponibile delle centrali elettriche ucraine è scesa da 36 GW a 13,9 GW. Circa 10 GW di capacità installata restano nei territori sotto il controllo temporaneo delle forze russe e non vengono immessi in rete, inclusa la centrale nucleare di Zaporizhzhia da 6 GW, la più grande d’Europa. Gli esperti avvertono che la perdita delle centrali termoelettriche, se non ripristinate col tempo, porterà a carenza di energia per milioni di consumatori questa estate e il prossimo inverno.

Dal febbraio 2022 la Russia ha danneggiato o distrutto con droni o missili anche 41 delle 94 sottostazioni di trasformazione dell’alta tensione, cruciali per la rete di trasmissione.

LA SITUAZIONE A KHARKIV E I RISCHI PER IL PROSSIMO INVERNO

Nonostante i recenti attacchi, gran parte della popolazione ucraina dispone ancora di energia elettrica, grazie alle importazioni dall’Unione europea attraverso il nuovo sistema integrato lanciato nel marzo 2022. Secondo le autorità ucraine, la situazione è sotto controllo grazie al clima mite e alla fine anticipata della stagione di riscaldamento. Tuttavia, Kiev ha invitato la popolazione a diminuire i consumi nelle ore di punta e ad aspettarsi dei blackout nelle prossime settimane.

L’operatore nazionale del sistema di trasmissione ucraino, Ukrenergo, ha avvertito che la situazione a Kharkiv è la più critica: “la città non potrà sopravvivere questo inverno senza il CHPP-5”, ha dichiarato il sindaco di Kharkiv, Ihor Terekhov, aggiungendo che “abbiamo bisogno di aiuti finanziari per ripristinare le capacità elettriche, ma soprattutto di una maggiore difesa aerea”.

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