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Il Piano Energia e Clima rappresenta un punto di partenza per imprese elettriche

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Il commento di Elettricità Futura al Piano nazionale integrato per l’Energia ed il Clima

Il ritorno dalle vacanze estive ha visto il Governo impegnato anche sul fronte dell’energia e del clima: l’8 Gennaio 2019, il MISE ha inviato alla Commissione europea la Proposta di Piano nazionale integrato per l’Energia ed il Clima (PNIEC), come previsto dal Regolamento del Parlamento Europeo e del Consiglio 2016/0375 sulla Governance dell’Unione dell’energia.

GLI OBIETTIVI FER

Il Piano elaborato parla di decarbonizzazione, efficienza energetica, sicurezza energetica, mercato interno dell’energia, ricerca, innovazione e competitività. E tra gli obiettivi principali, l’Italia punta ad una percentuale di produzione di energia da FER nei Consumi Finali Lordi pari al 30% (in linea con obiettivi Ue) e una quota di energia da FER nei Consumi Finali Lordi nel settore trasporti del 21,6%, a fronte del 14% previsto dalla UE.

UNA GRANDE SFIDA

“La proposta di Piano Energia e Clima è un importante punto di partenza che consentirà al sistema delle imprese di costruire i propri piani di sviluppo in un quadro di riferimento di medio termine chiaro e ben definito”, ha commentato Simone Mori, Presidente di Elettricità Futura, sottolineando che gli obiettivi di decarbonizzazione al 2030 rappresentano una grande sfida in cui il  settore dell’elettrico può e deve dare il proprio contributo.

IL RUOLO DI EOLICO E FOTOVOLTAICO

“Il target di fonti rinnovabili elettriche proposto dal Governo, che sostanzialmente conferma quello della SEN, è ragionevolmente ambizioso. Nel raggiungimento di tale traguardo il fotovoltaico e l’eolico giocheranno un ruolo fondamentale. Il Piano prevede giustamente di utilizzare per il fotovoltaico in via prioritaria le superfici su aree edificate, ma prende atto del fatto che saranno necessarie anche superfici agricole ad oggi improduttive o inutilizzate”, si legge in una nota di Elettricità Futura.

RAFFORZARE ALTRE FONTE

“Andrebbe rafforzato” invece il ruolo di altre fonti, quali l’idroelettrico, in particolare di piccola taglia, le bioenergie o la geotermia, nell’ottica di garantire la disponibilità di un mix energetico inclusivo ed equilibrato, sottolinea Mori. Nel settore della mobilità, Elettricità Futura accoglie con grande favore la previsione al 2030 di un parco di veicoli elettrici pari a 6 milioni di unità, 1 milione in più rispetto a quanto prospettato dalla SEN.

CAPACITY MARKET

“Per quanto riguarda gli strumenti di mercato”, continua Mori, “condividiamo l’esigenza di confermare l’introduzione del capacity market, sia pure modificato con l’anticipazione dei limiti emissivi previsti dal market design EU”. Di grande importanza è anche lo sviluppo di un modello di mercato in grado di favorire la stipula di PPA di lungo termine.

“Elettricità Futura è ovviamente pronta a fornire il proprio contributo nella fase di consultazione”, conclude il Presidente Mori, “portando la voce della filiera del settore elettrico italiano, per sostenere il processo di transizione energetica e consentire così al nostro Paese di mantenere la posizione di leadership nell’ambito delle sfide ambientali e tecnologiche”.