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Il PNRR e la Missione 2 su energia e ambiente: a che punto siamo?

Italia Rinnovabili

“Affiancare a Superbonus ed efficientamento energetico di edifici pubblici misure per superare barriere che riducono investimenti in interventi di riqualificazione energetica”

Pochi giorni fa il governo ha stanziato 800 milioni di euro per interventi contro il dissesto idrogeologico e 600 milioni per investimenti relativi a fognature e depurazione. Il via libera è arrivato in Conferenza Stato-Regioni per due tasselli fondamentali della Missione 2, componente 4 del PNRR, finalizzata alla tutela del territorio e della risorsa idrica.

Sul sito della Camera dei Deputati è presente un documento intitolato “Monitoraggio dell’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza”, che riporta tutti i traguardi e gli obiettivi da conseguire entro il 30 giugno 2022.

All’investimento/riforma M1C3-11 “Investimento 1.3 – Migliorare l’efficienza energetica nel cinema, nei teatri e nei musei” si legge che il 22 dicembre 2021 (con successivi aggiornamenti), l’ “Avviso pubblico per la presentazione di proposte di intervento per la promozione dell’ecoefficienza e riduzione dei consumi energetici nelle sale teatrali e nei cinema, pubblici e privati, da finanziare nell’ambito del PNRR per un importo complessivo di 200 milioni di euro. Risulta, poi, dalla documentazione depositata dal Ministro Franco, in occasione della sua audizione presso le Commissioni parlamentari del 23 febbraio 2022, che è in corso la selezione dei musei statali, da parte della Direzione Generale Musei, per la restante quota di 100 milioni di euro”.

I SOSTEGNI ALLA PRODUZIONE DI IDROGENO VERDE

Per quanto riguarda invece l’idrogeno, all’investimento/riforma M2C2-21 “Riforma 4 – Misure volte a promuovere la competitività dell’idrogeno”, dopo aver ricordato che la riforma “ha lo scopo di stabilire incentivi fiscali per sostenere la produzione di idrogeno verde, con impatto ambientale neutro, e una revisione della tassazione dei prodotti energetici; e misure per la diffusione del consumo di idrogeno verde nel settore dei trasporti”, si legge che “il ministro per la Transizione ecologica, Roberto Cingolani, nel corso dell’audizione del 15 febbraio 2022 presso le Commissioni riunite VII, X e XIII della Camera, ha affermato che sono in corso con il MEF approfondimenti sull’introduzione di possibili incentivi fiscali a consumo. Parallelamente, sono in corso interlocuzioni con il GSE.

Nell’allegato III alla documentazione depositata dal Ministro dell’economia e delle finanze Daniele Franco in occasione dell’audizione del 23 febbraio 2022 presso la V Commissione, viene spiegato che l’approfondimento è volto a verificare la concreta necessità di incentivi fiscali per la produzione e utilizzo di idrogeno, tenuto conto che il consumo è già defiscalizzato e che resta percorribile solo l’incentivo alla produzione. In caso affermativo andrà varata una norma che preveda incentivi, in accordo con il MEF, anche per il reperimento della relativa copertura finanziaria.

La documentazione allegata alla Prima relazione sullo stato di attuazione del PNRR, di dicembre già segnalava l’avvio dei lavori per la predisposizione delle misure di supporto. Il MiTE è parte attiva nel gruppo di lavoro istituito dal MEF per definire la posizione italiana nella fase ascendente della nuova European Energy Taxation Directive. La proposta attuale della Direttiva prevede una ridotta tassazione dell’idrogeno verde per un periodo di dieci anni.

Si rammenta che il D.Lgs. 8 novembre 2021 n. 199, di recepimento Direttiva 2018/2001/UE (cd. RED II) sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili, all’art. 11, prevede l’adozione di un decreto del Ministro che dovrà disciplinare, tra gli altri aspetti, la possibilità di estensione dell’incentivo tariffario previsto per il biogas anche alla produzione di carburanti gassosi da fonti rinnovabili di origine non biologica, quali l’idrogeno prodotto da fonti rinnovabili”.

LE START-UP E I VENTURE CAPITAL ATTIVI NELLA TRANSIZIONE ECOLOGICA

L’investimento/riforma M2C2-42 “Investimento 5.4 – Supporto a start-up e venture capital attivi nella transizione ecologica” mira a favorire “lo sviluppo di start-up attive nell’ambito della transizione verde mediante l’istituzione di un fondo dedicato da 250 milioni di euro (“Green Transition Fund”, GTF) con una strategia di investimento focalizzata ad esempio su rinnovabili, economia circolare, mobilità, efficienza energetica, gestione dei rifiuti e stoccaggio dell’energia”.

Qui si legge che “nell’allegato III contenuto nella documentazione depositata dal Ministro dell’economia e delle finanze Daniele Franco in occasione dell’audizione del 23 febbraio 2022 presso la V Commissione, si annuncia che è alla firma del Ministero dello sviluppo economico il DM che definisce la politica di investimento del fondo Green Transition Fund (GTF), propedeutico alla sottoscrizione dell’accordo finanziario tra MISE e CDP. La previsione di cui all’art. 2, comma 6 bis del D.L. 31 maggio 2021, n. 77 (Governance) (40% Sud) sarà contemplata nel decreto che assegnerà le risorse al soggetto gestore”.

GLI INTERVENTI DI EFFICIENTAMENTO ENERGETICO

Passando invece all’investimento/riforma M2C3-4 “Riforma 1.1 – Semplificazione e accelerazione delle procedure per gli interventi di efficientamento energetico”, dopo aver ricordato che la riforma mira a “semplificare e accelerare le procedure per l’attuazione degli interventi connessi all’efficientamento energetico e si articola in quattro linee di intervento: rendere operativo il Portale nazionale per l’efficienza energetica degli edifici; potenziare le attività del Piano d’informazione e formazione rivolte al settore civile; aggiornare e potenziare il Fondo nazionale per l’efficienza energetica; accelerare la fase realizzativa dei progetti finanziati dal programma PREPAC, dedicato alla riqualificazione energetica della pubblica amministrazione centrale”, si legge che “la documentazione allegata dal MITE alla Prima relazione sullo stato di attuazione delle misure del PNRR Doc. CCLXIII, n. 1 di dicembre scorso, evidenzia che – per raggiungere lo scopo – si ritiene importante affiancare a misure di carattere economico, quali gli incentivi concessi dal Superbonus o il finanziamento di programmi per l’efficientamento energetico degli edifici pubblici, anche misure volte a superare le barriere non economiche che riducono le scelte di investimento in interventi di riqualificazione energetica degli edifici o che rallentano l’esecuzione dei lavori.

La prima Relazione sullo stato di attuazione del PNRR richiama poi le misure contenute nella legge di legge di bilancio 2022 in cui sono previste norme per il rafforzamento del Fondo nazionale per l’efficienza energetica e del Programma nazionale per la riqualificazione energetica degli edifici delle pubbliche amministrazioni centrali.

In particolare, il comma 514 dell’articolo 1 della legge n. 234/2021 (Legge di bilancio per il 2022) stabilisce che il Fondo nazionale per l’efficienza energetica non abbia più natura rotativa, ma mista e stabilisce che lo stesso possa provvedere anche all’erogazione di finanziamenti di cui una quota parte sia a fondo perduto, nel limite complessivo di 8 milioni di euro annui a decorrere dal 2022.

Le agevolazioni sono rivolte a imprese di tutti i settori, in forma singola o in forma aggregata o associata, ESCO e Pubbliche Amministrazioni. Nell’allegato III contenuto nella documentazione depositata dal ministro dell’Economia e delle Finanze, Daniele Franco, in occasione dell’audizione del 23 febbraio 2022 presso la V Commissione, preso atto che la norma di semplificazione è attualmente in vigore, si annuncia che è in fase di pubblicazione la riforma PREPAC”.

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