Intanto il governo sta preparando un nuovo pacchetto di misure da inserire in un decreto legge che il Consiglio dei Ministri potrebbe approvare oggi stesso, nella seduta delle 16:30
Il governo sta studiando un decreto per garantire la sicurezza dell’indotto dell’Ex Ilva, mentre oggi a Palzzo Chigi si è tenuto un tavolo con i sindacati. Stamattina l’esecutivo ha presentato ai sindacati il pacchetto di misure per affrontare la situazione, dopo che l’11 settembre scorso la Corte d’Appello di Milano ha confermato la fermata dell’area a caldo, che avverrà entro fine ottobre, e ha rigettato le richieste di sospensiva avanzate da Ilva e da Acciaierie d’Italia.
Il pacchetto sarà inserito in un decreto legge che il Consiglio dei Ministri dovrebbe approvare oggi stesso, nella seduta delle 16:30.
IL PACCHETTO DEL GOVERNO CON LE NUOVE MISURE PER L’EX ILVA
Le nuove misure – che Palazzo Chigi ha concordato insieme ai Ministeri del Lavoro, delle Imprese, della Coesione, dell’Economia e dell’Ambiente – dovrebbero prevedere nuova cassa integrazione per i dipendenti diretti di Acciaierie e cassa in deroga per quelli dell’indotto e delle imprese appaltatrici, con l’obiettivo di bloccare i licenziamenti collettivi che alcune associazioni di imprese hanno già comunicato, ma non ancora attivato. Probabili anche misure di accompagnamento all’esodo dei lavoratori e misure per i nuovi investimenti nell’area di Taranto.
Intanto, sempre nella mattinata di oggi in Commissione Industria al Senato si sono svolte ulteriori audizioni sul disegno di legge 2023 (d-l 154/2026 – Continuità operativa di impianti di interesse strategico nazionale). Al centro del dibattito, ancora una volta, ci sono gli stabilimenti dell’Ex Ilva di Taranto.
BITETTI: IL PIL DELL’AREA TARANTINA NON PUÒ SCENDERE ASSOLUTAMENTE SOTTO I LIVELLI ATTUALI
A spiegare gli effetti sulla popolazione locale dell’incertezza sul destino dell’Ex Ilva è stato il sindaco di Taranto, Piero Bitetti, che ha spiegato: “siamo particolarmente preoccupati per il grado di tensione che si è sviluppato in città e per il rischio di tenuta sociale. Sappiamo che per tanti anni la monocultura della grande industria ha rappresentato l’economia prevalente per il territorio e sappiamo che da quel tipo di produzione derivano redditi per le famiglie e dignità per gli stessi lavoratori. È opportuno il provvedimento per superare questa fase, ma bisogna poi passare all’azione, con le misure necessarie per mantenere il sistema economico attivo, un PIL dell’area tarantina che non può scendere assolutamente sotto i livelli attuali. Rischiamo un livello di povertà tale da fare deflagrare una situazione che oggi è piuttosto precaria”.
CONVERTINO (AIGI): SIAMO AI TITOLI DI CODA, BISOGNAVA FARE MOLTO DI PIÙ
“Siamo favorevoli alle misure messe in atto con l’attuale decreto legge in discussione, sebbene giunga in un momento in cui pare che i giochi della continuità produttiva per Taranto siano già segnati. Nonostante tutti i decreti Salva Ilva, dopo aver speso ingenti risorse di denaro per la produttività, purtroppo temiamo di essere ai titoli di coda”. Lo ha dichiarato Convertino, presidente di AIGI (Associazione indotto e general industries).
Per Convertino “serviva fare di più, molto di più, e serviva farlo nel più breve tempo possibile. Serviva un atto di coraggio in cui lo Stato avrebbe dovuto fare lo Stato, mettendo in atto tutte le azioni necessarie per il bene del Paese, perché una materia così complessa e strategica per l’economia e la salute dei tarantini, ma soprattutto nazionale, non può essere risolta demandandola all’imbarazzo e alla non preparazione della comunità e della politica locale”.
LO MONTE (CONFARTIGIANATO TRASPORTI): SPERIAMO CHE IL DL TROVI EFFICACIA ANCHE NELLE AZIONI DI GOVERNO
Per Sergio Lo Monte, segretario nazionale Confartigianato Trasporti, “la crisi dell’Ex Ilva non è solo una vertenza relativa agli stabilimenti, coinvolge tutto l’ecosistema industriale di cui fanno parte le nostre imprese, che danno lavoro a centinaia di lavoratori dell’indotto, che oggi sono fortemente in difficoltà. Noi crediamo che vada tutelata e valorizzata quella grande ricchezza che rappresentano questi lavoratori, perché da questo dipende anche la tenuta sociale del territorio”.
ALOISI (CONFIMI INDUSTRIA): CON COPERTURA ANNUALE, SOCIETÀ POSSONO ADEMPIERE AD OBBLIGO AMBIENTALE
“Confimi Industria condivide la scelta di consentire alle società in amministrazione straordinaria di prestare le garanzie finanziarie su base annuale durante la procedura e sino alla cessione del compendio aziendale. La misura risponde alla difficoltà di reperire garanzie di lunga durata e interviene su una criticità che ha già determinato provvedimenti di sospensione delle attività di gestione dei rifiuti. La possibilità di ottenere una copertura annuale può quindi consentire l’adempimento di un obbligo ambientale essenziale, in condizioni nelle quali il ricorso agli strumenti ordinari risulta problematico”. Così Manuela Aloisi, presidente di Confimi Industria Lecce-Brindisi-Taranto.
D’ALÒ (FIM-CISL): LO STATO DEVE AVERE UN RUOLO DI GUIDA E DI GOVERNANCE DEGLI INVESTIMENTI
Partecipando all’audizione dal suo cellulare, mentre era a bordo di un’auto, Valerio D’Alò, segretario nazionale di Fim-Cisl, ha spiegato che “stiamo andando a Palazzo Chigi, dove ci aspettiamo delle misure che dovranno essere contenute in un decreto. Bisogna posare un piano industriale su cui poi creare una rete di ammortizzatori. È poi importante definire con gli enti locali qual è la loro posizione sul forno elettrico e sul DRI. Soprattutto, però, lo Stato, con qualsiasi strumento, deve avere un ruolo di maggioranza, di guida e di governance degli investimenti. Se ci sarà tutto questo, il passo secondario è poter garantire il blocco dei licenziamenti e strumenti di ammortizzatori che coprano anche i lavoratori di appalto e di indotto”.
SCARPA (FIOM-CGIL): L’EMERGENZA PIÙ IMPORTANTE È LA MESSA IN SICUREZZA DEI LAVORATORI
Infine Loris Scarpa, coordinatore di Fiom-Cgil, ha evidenziato che “dal periodo del commissariamento in amministrazione straordinaria, stiamo passando da un’emergenza a un’altra. Rispetto alle questioni finanziarie, abbiamo detto più volte non solo che i soldi non bastavano, ma che non erano destinati correttamente alle singole emergenze. Anche in questo caso, rispetto al decreto in specie, stiamo parlando di un rintuzzare e di coprire una situazione. Oggi l’emergenza più importante che dobbiamo affrontare è la messa in sicurezza dei lavoratori, per cui ci attendiamo che, nelle prossime ore, venga ufficializzato che ci sarà il blocco dei licenziamenti a Taranto e una dotazione di ammortizzatori sociali temporanei che servano a coprire questa emergenza”.

